Otto gol, ma il risultato conta poco: la Reggina comincia a mostrare il suo volto
Al Sant’Agata finisce 8-1 contro il Catona davanti a numerosi tifosi. Rotulo, Guida e Acquadro aprono la strada, Reis firma una doppietta nella ripresa. Più dei gol, però, a tre giorni dalla Coppa Italia interessano le prime indicazioni sulla squadra di Marchionni.
Otto gol fanno rumore, ma sarebbe un errore farli pesare più di quanto meritino. Reggina-Catona finisce 8-1, nell’allenamento congiunto disputato questo pomeriggio al Centro Sportivo Sant’Agata, ma il risultato appartiene alla parte meno interessante della serata. Conta di più ciò che Marco Marchionni ha potuto osservare nell’ultimo vero test prima che il calcio d’agosto smetta di essere laboratorio e diventi competizione: domenica al Granillo arriverà la Digiesse PraiaTortora e quella, a differenza di oggi, sarà una partita che non consentirà correzioni il giorno dopo.
Il tecnico ha utilizzato due formazioni sostanzialmente differenti. Nel primo tempo Lagonigro tra i pali, Runza, Lancini e R. Girasole dietro; Baggi, Franchini, Acquadro, Rotulo e Toscano, con Guida e Macrì davanti. È stata questa Reggina a costruire il 3-0 iniziale: Rotulo al 14’, Guida due minuti più tardi e Acquadro su rigore al 33’. Prima dell’intervallo Batata ha trovato il gol del Catona. Nella ripresa spazio a Madia; De Mori, D. Girasole e Fazio; Specker, Abonckelet, Laaribi, Porcino e Palmieri; Alma e Reis in avanti. Sono arrivati altri cinque gol: Abonckelet, Alma, Reis, Palmieri e ancora Reis nel finale.
Dentro questi numeri c’è qualche indicazione più interessante del punteggio. Acquadro ha dato presenza e geometrie al centrocampo, mentre nella seconda parte della gara Abonckelet e soprattutto Reis hanno lasciato tracce evidenti: il brasiliano ha segnato due volte e partecipato anche alla costruzione di altre situazioni offensive. La Reggina ha colpito inoltre quattro legni. Sono segnali, non verdetti. E questa distinzione ad agosto vale più di qualsiasi tabellino. Un 8-1 contro una formazione di categoria inferiore non certifica una squadra pronta a dominare il campionato, così come eventuali imperfezioni viste oggi non possono trasformarsi in allarmi. Serve però a Marchionni per capire chi sta assimilando più rapidamente le sue richieste e quali combinazioni possono diventare qualcosa di più di un esperimento.
C’è poi un’immagine che vale quasi quanto quella del campo: il Sant’Agata nuovamente aperto ai tifosi. La società aveva deciso in via straordinaria di consentire l’accesso dopo le numerose richieste ricevute, e la risposta è stata quella di un pubblico numeroso. Per una squadra che porta sulle spalle l’obbligo non scritto di provare a lasciare la Serie D, anche questi pomeriggi servono a ricostruire una familiarità: vedere da vicino la squadra, riconoscere i nuovi volti, cominciare a scegliere i propri beniamini e, soprattutto, tornare a sentire che una stagione sta davvero iniziando.
Tra quei nuovi volti c’è anche Sulayman Jallow, ufficializzato proprio oggi, che era presente al Sant’Agata ma non ha preso parte alla sgambata. Il suo arrivo allarga le possibilità offensive, mentre il mercato può ancora modificare ulteriormente il reparto. Per questo anche l’undici di domenica resta un piccolo rebus. Marchionni oggi ha distribuito minuti e responsabilità; contro il PraiaTortora dovrà invece scegliere.
Ed è lì che cambia tutto. Domenica 30 agosto alle 20.30, al Granillo, la Reggina affronterà la Digiesse PraiaTortora nel primo turno di Coppa Italia Serie D, prima gara ufficiale della stagione. Il Catona è stato l’ultimo foglio degli appunti. Da domenica cominceranno quelli scritti con l’inchiostro.
L’8-1 può allora essere archiviato senza esaltazioni e senza falsa modestia. La Reggina ha fatto ciò che doveva fare, ha segnato molto, ha mostrato uomini già brillanti e altri ancora alla ricerca della condizione migliore. La notizia vera non sono gli otto gol. È che il tempo delle prove è praticamente finito. Tra tre giorni si accenderanno le luci del Granillo e, per la prima volta, questa nuova Reggina dovrà dire sul campo che cosa vuole diventare.


