Reggina-Avola, Marchionni non guarda la classifica: «Servono corsa e personalità». Reis in dubbio, Guida ancora ai box
Alla vigilia del turno infrasettimanale il tecnico amaranto mette da parte il primato e guarda alle condizioni della squadra. Nuovo problema per Reis, Guida non riesce ancora a lavorare al cento per cento, Franchini e Palmieri restano indisponibili. Su Jallow parole importanti: sta bene, ma deve recuperare i tre mesi di inattività.
La Reggina è sola davanti a tutti, ha vinto le prime due partite e domani sera ritroverà un Granillo accompagnato da 3.593 abbonati. Marco Marchionni, però, alla vigilia dell’Avola sembra interessato soprattutto a un’altra classifica: quella delle energie disponibili. Il turno infrasettimanale arriva appena tre giorni dopo la battaglia di Modica e porta con sé qualche problema nuovo, soprattutto in attacco. Reis ha accusato un risentimento ed è in dubbio, mentre Michele Guida continua a non riuscire ad allenarsi al cento per cento. Restano indisponibili anche Franchini e Palmieri.
REIS IN DUBBIO, GUIDA NON È ANCORA PRONTO
È probabilmente questa la notizia più importante uscita dalla conferenza. Reis, protagonista dell’avvio di stagione amaranto e già a segno contro il Licata, dovrà essere valutato fino all’ultimo. Un problema che arriva proprio nel momento in cui Marchionni deve necessariamente ragionare anche sulla gestione delle forze. Guida, invece, non ha ancora superato completamente i problemi che lo avevano costretto a saltare Modica: il tecnico ha spiegato che il numero 10 non riesce a lavorare al massimo durante gli allenamenti. A questo punto le scelte offensive diventano uno dei temi principali della vigilia.
JALLOW C’È, MA SERVE TEMPO
Diverso il discorso per Sulayman Jallow. Marchionni lo considera disponibile, ma invita implicitamente a non avere fretta. L’attaccante arriva da circa tre mesi di inattività e il ritardo di condizione è inevitabile. Il tecnico, però, non nasconde la considerazione che ha del giocatore e delle sue qualità: Jallow viene visto come uno di quegli elementi capaci di trovare la giocata che può cambiare una partita. Il problema, adesso, non è quindi recuperarlo tecnicamente, ma restituirgli progressivamente ritmo, gamba e continuità.
«SERVONO CORSA E PERSONALITÀ»
È questo il concetto attorno al quale Marchionni costruisce la partita. La Reggina deve ancora crescere fisicamente e il tecnico non lo nasconde. Dopo la sofferenza di Modica, chiede alla squadra soprattutto corsa e personalità. Non basta avere una rosa tecnicamente importante se non si riesce ad accompagnare la qualità con intensità e capacità di prendere il controllo della gara.
Ed è un’indicazione particolarmente significativa pensando all’avversario. L’Avola arriva al Granillo dopo aver battuto il Trapani e il suo allenatore Attilio Sirugo ha spiegato come quella vittoria sia nata anche dalla capacità dei suoi uomini di mantenere altissima la concentrazione per tutta la partita. Non è quindi una neopromossa che verrà a Reggio soltanto per partecipare alla festa: ha già dimostrato di saper soffrire e colpire una squadra costruita per stare ai vertici.
IL PRIMATO? BELLO, MA DOPO DUE GIORNATE NON VALE NULLA
Marchionni non può naturalmente ignorare il primo posto. Essere davanti fa piacere, soprattutto dopo un avvio che ha restituito alla Reggina due vittorie nelle prime due giornate, qualcosa che agli amaranto non accadeva addirittura dalla stagione 1994-95. Ma siamo ancora al principio di settembre e il tecnico non vuole che una classifica appena nata diventi già una certezza acquisita.
Il concetto è semplice: il primato può dare entusiasmo, non deve dare sicurezza.
Perché la Serie D ha già cominciato a mostrare quanto velocemente possano cambiare gli scenari. Il Trapani, indicato tra le formazioni più attrezzate, è già dentro una situazione complicatissima; altre pretendenti hanno lasciato punti per strada. La Reggina è l’unica a quota sei. Ma dopo appena centottanta minuti significa soprattutto una cosa: ha cominciato bene. Non significa avere già costruito qualcosa di definitivo.
ADESSO ARRIVA LA GESTIONE DEL GRUPPO
Il turno infrasettimanale introduce un altro tema che accompagnerà inevitabilmente Marchionni nelle prossime ore: le rotazioni. Tre partite in pochi giorni significano recuperi più brevi, acciacchi e necessità di utilizzare una rosa costruita proprio per offrire alternative.
E forse è qui che cominceremo a capire davvero la profondità della Reggina. Jallow sta tornando, Magrassi rappresenta una soluzione differente davanti, Alma ha già dimostrato di poter partire titolare, Rossetti può modificare il centrocampo e Porcino è nuovamente disponibile. Non è detto che Marchionni rivoluzioni la squadra; è però evidente che da questo momento il campionato comincerà a chiedergli qualcosa in più della scelta dei primi undici.
L’AVOLA È UN AVVERTIMENTO, NON UNA FORMALITÀ
Sarebbe facilissimo raccontare Reggina-Avola partendo dalla classifica: prima contro nona, sei punti contro tre. Sarebbe anche il modo peggiore per prepararla.
L’Avola ha appena battuto il Trapani 1-0 e Sirugo ha definito quella vittoria meritata, pur riconoscendo la sofferenza necessaria per conquistarla. Il tecnico siciliano ha parlato della rabbia accumulata dopo la precedente sconfitta e della necessità di mantenere la concentrazione per cento minuti. È esattamente il genere di squadra che può diventare fastidiosa quando dall’altra parte trova qualcuno convinto che il risultato debba arrivare per diritto di classifica.
Marchionni sembra averlo capito perfettamente. E forse è per questo che alla vigilia non parla come l’allenatore di una capolista che aspetta una neopromossa.
Parla di corsa. Di personalità. Di condizione fisica. Di giocatori da recuperare.
Domani alle 18.30, al Granillo, la Reggina proverà a mettere la terza vittoria accanto alle prime due. Ma questa volta dovrà farlo gestendo anche assenze, dubbi e stanchezza.
Il primo posto dice che la Reggina è partita meglio di tutte. Marchionni, invece, sembra già ricordarle la cosa più importante: per restare davanti non basta guardare chi hai alle spalle. Bisogna continuare a correre.


