Reggina, il poker della capolista: l’Avola resiste quaranta minuti, poi il Granillo diventa amaranto
Rotulo e Magrassi spezzano l’equilibrio nel finale del primo tempo, Domenico Girasole e Jallow completano il 4-0. Terza vittoria consecutiva, nove punti e ancora nessun gol subito: la squadra di Marchionni continua a crescere senza perdere la propria solidità.
La Reggina non ha fretta, ma quando decide di colpire lascia il segno. Al Granillo finisce 4-0 contro un Avola coraggioso, capace per oltre quaranta minuti di chiudere gli spazi e rendere faticosa la costruzione amaranto. Poi, nel giro di pochi minuti, la partita cambia volto: Rotulo apre la porta, Magrassi la spalanca. Nella ripresa arrivano anche il gol di Domenico Girasole e il sigillo di Jallow. È la terza vittoria consecutiva della squadra di Marchionni, che sale a nove punti, raggiunge quota dieci reti segnate e conserva ancora inviolata la propria porta.
La cronaca
Marchionni sceglie un turnover robusto nel turno infrasettimanale e consegna la prima maglia da titolare a Baldan, Specker, Laaribi, Rossetti e Magrassi. La Reggina prova a prendere immediatamente il controllo del pallone, ma il possesso è lento e l’Avola, disposto con ordine e personalità, riesce a spezzare le linee di passaggio verso gli attaccanti. Gli amaranto faticano a trovare profondità, mentre gli ospiti non rinunciano a ripartire. Al 24’ arriva persino l’occasione più pericolosa della prima parte: Langella sorprende la retroguardia reggina, entra in area e conclude in diagonale, mandando il pallone di poco a lato.
La partita rimane chiusa, quasi sospesa. Laaribi viene seguito con attenzione, Alma e Rotulo faticano a trovare la posizione giusta, Magrassi resta spesso prigioniero della marcatura avversaria. Ma l’Avola paga carissimo il primo vero cedimento. Al 41’ Rossetti recupera il pallone sulla trequarti, avanza e serve Rotulo, che entra in area dalla sinistra e supera il portiere con freddezza. È il gol che spezza la resistenza siciliana. Passano appena tre minuti e la Reggina raddoppia: Laaribi si allarga sulla destra e disegna un traversone preciso per Magrassi, che di testa firma il 2-0 con cui si chiude il primo tempo.
Nella ripresa l’Avola non riesce più a ricostruire la gabbia dei primi quaranta minuti. La Reggina trova spazi, aumenta il ritmo e al 56’ sfiora il terzo gol con Rotulo, fermato sulla linea da un salvataggio disperato della difesa. Il 3-0 arriva al 60’: Domenico Girasole, entrato da pochissimo al posto di Lancini, si presenta con un colpo di testa da centravanti sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Una rete immediata, quasi una dichiarazione: dentro questa squadra anche chi subentra sa lasciare un’impronta.
L’Avola prova a cercare almeno il gol della bandiera, ma Lagonigro risponde presente sulla conclusione di Calderone e conserva ancora una volta la porta inviolata. La Reggina potrebbe dilagare ulteriormente, vede annullarsi una rete di Rossetti e fallisce anche un calcio di rigore. Il poker arriva comunque all’83’: Alma conduce la ripartenza e serve Jallow, che davanti alla porta non sbaglia. È il 4-0 definitivo, il punto fermo su una serata cominciata con qualche nodo e terminata tra gli applausi del Granillo.
La disamina
Il risultato racconta una superiorità netta, ma non deve cancellare le difficoltà iniziali. Per quaranta minuti la Reggina è apparsa macchinosa, con un giro palla prevedibile e pochi movimenti senza pallone. Contro avversari più attrezzati, concedere una ripartenza come quella capitata a Langella potrebbe avere un prezzo diverso. È questo il margine sul quale Marchionni dovrà continuare a lavorare.
La nota più importante, tuttavia, è la capacità di non smarrirsi quando la partita non si apre subito. La Reggina ha aspettato, ha insistito e ha colpito appena l’Avola ha perso compattezza. Il turnover non ha tolto identità alla squadra e le reti di Magrassi, Domenico Girasole e Jallow allargano il numero dei protagonisti. Non dipendere sempre dagli stessi uomini, in un campionato lungo e ruvido come la Serie D, può diventare una forza decisiva.
Tre partite, tre vittorie, dieci gol segnati e nessuno subito. I numeri sono luminosi, ma la stagione è ancora giovane e non concede incoronazioni. Dicono però qualcosa di concreto: questa Reggina sa vincere dominando, sa soffrire e sa cambiare uomini senza perdere la rotta. Il campionato non si conquista a settembre, ma si può già cominciare a spiegare agli avversari chi intende comandarlo.


