Ritratti Amaranto | Edoardo Lancini, il Granillo nel destino
Il debutto tra i professionisti proprio contro la Reggina, la Serie A conquistata con il Brescia, la rinascita del Palermo dalla D alla B e oltre duecento presenze tra i grandi. A 32 anni Edoardo Lancini è sceso in Serie D non per ricominciare, ma per provare a vincere ancora. E quel Granillo dove tutto ebbe inizio oggi è diventato casa sua.
Ci sono carriere che sembrano procedere per coincidenze e altre nelle quali, voltandosi indietro, quelle coincidenze cominciano ad assomigliare al destino. Per Edoardo Lancini, nato a Chiari il 10 aprile 1994, il filo conduce inevitabilmente al Granillo. È il 10 maggio 2014, ha vent’anni, veste la maglia del Brescia e viene mandato in campo durante Reggina-Brescia: è il suo debutto tra i professionisti, in Serie B. Dodici anni dopo Lancini è tornato nello stesso stadio. Stavolta non c’è la Reggina davanti. C’è la Reggina addosso. Lo ha ricordato lui stesso appena arrivato in amaranto: tornare nel luogo del proprio esordio professionistico indossando quella maglia rappresenta un’emozione particolare.
Lancini arriva a Reggio a 32 anni e con un curriculum che in Serie D pesa. 81 presenze in Serie B e 109 in Serie C, oltre all’esperienza già vissuta in quarta serie con il Palermo. È un difensore centrale di 188 centimetri, cresciuto calcisticamente nel Brescia dopo le esperienze giovanili con Sarnico e Lumezzane. Con le Rondinelle conosce la Serie B, diventa professionista e nella stagione 2018-19 partecipa alla cavalcata che porta il Brescia alla promozione in Serie A. Poi arriva una scelta che racconta qualcosa del carattere del giocatore: nell’estate 2019 lascia il professionismo e scende in Serie D per indossare la maglia del Palermo appena rinato. Non era una normale squadra di quarta serie e non era una normale pressione da sopportare. Palermo doveva risalire. Lancini accetta quella responsabilità e il primo anno disputa 23 gare di campionato segnando anche due reti. Il Palermo vince il girone e torna immediatamente in Serie C.
Quella storia non termina con la prima promozione. Lancini resta in rosanero e attraversa l’intero percorso della ricostruzione fino al 12 giugno 2022, quando il Palermo batte il Padova nella finale playoff e conquista la Serie B. Dalla Serie D alla cadetteria con la stessa maglia: per un difensore che oggi arriva a Reggio con l’obiettivo dichiarato di riportare la Reggina nelle categorie che le competono, è un precedente che racconta molto più di qualsiasi slogan.
Dopo Palermo vengono Virtus Entella, il ritorno a Novara, Pescara e Campobasso. Ancora Serie C, ancora esperienza. Nell’ultima stagione con il Campobasso mette insieme 29 presenze e 2 reti; pochi mesi prima, nella seconda parte del 2024-25, aveva segnato due volte in otto presenze di campionato con il Pescara. Non è naturalmente il gol ciò che Marchionni gli chiede. Lancini è stato portato a Reggio per qualcosa di molto più importante: dare ordine alla difesa.
IL DIFENSORE CHE COMINCIA L’AZIONE
Contro il Licata si è intravista immediatamente una caratteristica fondamentale. Lancini non interpreta il centrale come un uomo incaricato soltanto di distruggere il gioco avversario. Sa ricevere il pallone, alzare la testa, scegliere la prima costruzione e cercare la verticalizzazione. In una difesa a tre diventa così uno dei primi uomini della manovra. È una qualità particolarmente preziosa nel calcio di Marchionni, perché una squadra destinata spesso ad affrontare avversari raccolti dietro la linea del pallone ha bisogno di costruire bene fin dall’inizio. Il difensore moderno non deve soltanto sapere quando intervenire: deve sapere cosa fare un secondo dopo avere recuperato il pallone.
E poi c’è l’esperienza. Quella non si misura soltanto nelle presenze. Si vede nella posizione presa mezzo metro prima dell’avversario, nella scelta di non uscire quando sarebbe pericoloso farlo, nella capacità di guidare chi gioca accanto. In una rosa nella quale convivono calciatori navigati e ragazzi giovanissimi, Lancini può diventare una specie di allenatore dentro il campo. Non a caso, appena arrivato, ha parlato anche della responsabilità dei più esperti nel favorire la crescita dei giovani amaranto.
UNO CHE LE PROMOZIONI LE CONOSCE
Brescia dalla B alla A. Palermo dalla D alla C e successivamente dalla C alla B. Lancini sa cosa significa vivere dentro una squadra obbligata a vincere. E forse questo è persino più importante delle sue qualità tecniche. Reggio non cerca semplicemente buoni giocatori: cerca uomini capaci di sopportare una stagione nella quale un pareggio può sembrare una sconfitta e ogni avversario affronta la Reggina come una partita speciale. Lo stesso Lancini, parlando attraverso i canali ufficiali del club, non si è nascosto: ha ricordato di avere già vinto in carriera e ha indicato chiaramente il desiderio di conquistare altre promozioni con l’amaranto.
È presto per sapere quanto sarà importante nella stagione. Una sola giornata di campionato non può trasformare nessuno in certezza. Ma la sensazione è che Lancini sia uno di quei giocatori il cui peso si scopre soprattutto quando le partite diventano sporche, quando il risultato resta inchiodato, quando bisogna difendere un vantaggio minimo negli ultimi dieci minuti e quando la tecnica non basta più. La Serie D è anche questo. E chi è passato attraverso Brescia, Palermo, Novara, Pescara e tanti anni di professionismo certe domeniche le riconosce prima degli altri.
Poi rimane quella fotografia lontana. 10 maggio 2014, Granillo. Un ragazzo di vent’anni entra in campo con la maglia del Brescia e comincia la propria carriera professionistica contro la Reggina. Probabilmente non avrebbe potuto immaginare che dodici anni dopo sarebbe tornato nello stesso luogo per provare ad accompagnare proprio quella squadra verso l’alto.
Il calcio qualche volta dimentica tutto. Altre volte conserva strani appuntamenti.
Edoardo Lancini aveva già incontrato il Granillo all’inizio della sua storia. Oggi è tornato per provare a scriverne un’altra. Stavolta in amaranto.


