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Licata, il primo vero esame della Reggina: al Granillo comincia la corsa amaranto

Domenica 6 settembre alle 15 scatta il campionato di Serie D. Dopo il fragoroso 7-0 al PraiaTortora, la squadra di Marchionni riparte dallo zero a zero e dai primi tre punti in palio. Di fronte un Licata profondamente rinnovato, guidato da Giuseppe Russo e reduce da un avvio di stagione che invita a non sottovalutarlo.

Sette gol sono un magnifico modo per aprire una stagione, ma domenica pomeriggio non ne resterà neppure uno. Quando alle 15 Reggina e Licata entreranno sul terreno del Granillo per la prima giornata del girone I di Serie D, sul tabellone ci sarà nuovamente 0-0. Ed è probabilmente la cosa migliore che possa capitare alla squadra di Marco Marchionni. Il 7-0 rifilato al PraiaTortora in Coppa Italia ha regalato entusiasmo, indicazioni interessanti e una prima notte di festa, ma adesso arrivano i punti veri. Quelli che a maggio peseranno sulla classifica e decideranno il destino della stagione.

Un Licata che arriva al Granillo senza paura

Il primo avversario degli amaranto non ha trascorso queste settimane ad aspettare. Il Licata è una neopromossa, ha costruito una rosa molto giovane e largamente rinnovata, ma nelle prime uscite ufficiali ha già dimostrato di possedere carattere. Nel turno preliminare di Coppa Italia ha superato il Gela dopo una battaglia terminata 1-1: Clarence Corallo aveva portato avanti i gialloblù all’inizio della ripresa, Tuccio aveva pareggiato su rigore addirittura al cinquantesimo, poi dal dischetto era salito in cattedra il capitano Federico Valenti, capace di neutralizzare tre penalty e trascinare il Licata alla qualificazione.

E l’ultima indicazione è arrivata proprio questa sera contro il CastrumFavara. Qui le informazioni pubblicate a caldo non sono ancora perfettamente allineate: il tabellino live riporta un 2-0, mentre la cronaca locale di Qui Licata descrive un 4-0, con reti di Corallo, Imbrogiano, autogol di Marong e sigillo finale di Filì. Quest’ultima fonte racconta una squadra brillante soprattutto nella ripresa e sottolinea i progressi rispetto alla gara precedente. Un dato, comunque, non cambia: il Licata ha superato anche questo turno e arriverà a Reggio con due qualificazioni consecutive alle spalle.

Giuseppe Russo e l’identità della nuova squadra

Sulla panchina gialloblù siede Giuseppe Russo, 43 anni, catanese e con una lunga storia nel calcio professionistico. Da centrocampista ha vestito, tra le altre, le maglie di Catania, Ascoli, Catanzaro, Crotone, Messina, Verona, Sampdoria, Siracusa e Ternana. Terminata la carriera da calciatore ha lavorato con Andrea Mandorlini al Padova e al Mantova, per poi seguirlo nell’esperienza internazionale al CFR Cluj, passando anche dalla Conference League. Licata rappresenta per lui una nuova tappa e, al momento della presentazione, Russo aveva indicato immediatamente la propria linea: uomini che desiderino davvero quella maglia, pronti a lottare su ogni pallone.

Il progetto segue una filosofia precisa: una squadra giovane, dinamica, con elementi da valorizzare e qualche giocatore già abituato alla categoria. L’età media della rosa si aggira intorno ai 22 anni e proprio questa giovinezza potrebbe rappresentare contemporaneamente il limite e la forza dei siciliani. Al Granillo arriveranno senza il peso delle aspettative che accompagna invece la Reggina: potranno permettersi di correre, aspettare, difendersi e provare a colpire.

Corallo è l’uomo da tenere d’occhio

Tra i giocatori che la difesa amaranto dovrà osservare con particolare attenzione c’è Clarence Corallo, classe 2005, cresciuto nel settore giovanile del Catania e già passato dal calcio professionistico con Catania e Trento. È un attaccante duttile, utilizzabile centralmente oppure sull’esterno, rapido e tecnicamente interessante. Soprattutto ha cominciato la stagione segnando: gol al Gela e ancora a bersaglio contro il CastrumFavara. Due partite ufficiali e due reti rappresentano un biglietto da visita sufficientemente chiaro.

Dietro di lui c’è un gruppo nel quale Russo può contare sull’esperienza del capitano Federico Valenti, già decisivo tra i pali contro il Gela, e su uomini come Filì, Tedesco, Brugnone e Greco. In difesa è arrivato anche Cosimo Spezzano, 196 centimetri, cresciuto nel Crotone e con esperienze tra Ravenna, Pro Sesto e Imperia. Il Licata ha insomma cercato di mettere struttura ed esperienza attorno a un nucleo estremamente giovane.

La partita che aspetta Marchionni

È difficile pensare che il Licata venga a Reggio per affrontare gli amaranto a campo aperto. Il risultato ottenuto dalla Reggina contro il PraiaTortora è un avvertimento fin troppo evidente. Più plausibile aspettarsi una formazione compatta, aggressiva sulle seconde palle e pronta a sfruttare velocità e ripartenze. Ed è precisamente questo il tipo di partita che la Reggina dovrà imparare a vincere se vuole realmente comandare il campionato.

Contro il PraiaTortora abbiamo visto quanto possano diventare importanti gli inserimenti delle mezze ali, con Abonckelet protagonista assoluto, la qualità di Acquadro nella costruzione, il movimento degli attaccanti e la capacità degli esterni di allargare il campo. Reis ha cominciato con una doppietta, Guida ha trovato il gol, Rotulo ha mostrato capacità di attaccare la porta e Toscano, entrato per l’infortunato Palmieri, si è preso la scena con una prestazione travolgente. Adesso Marchionni dovrà capire quanto di quella brillantezza sarà riproducibile davanti a un avversario presumibilmente più chiuso e disposto a concedere pochi metri.

Perché questa sarà una delle grandi questioni della stagione amaranto. Molte squadre verranno al Granillo senza alcuna intenzione di giocare la partita che vorrebbe la Reggina. Abbasseranno il ritmo, chiuderanno gli spazi, difenderanno il pareggio e aspetteranno un errore. Serviranno allora pazienza, velocità nella circolazione del pallone e soprattutto la capacità di non trasformare la necessità di vincere in frenesia.

Il Granillo e il peso delle ambizioni

Il Licata arriverà a Reggio con entusiasmo e con poco da perdere. La Reggina no. È il prezzo inevitabile di una squadra costruita dichiaratamente per stare davanti. Ogni domenica gli amaranto porteranno sulle spalle il peso della propria storia, del pubblico e di un obiettivo che nessuno ha interesse a nascondere. Ma proprio il Granillo dovrà diventare uno dei vantaggi di questa squadra. Dopo la risposta della Curva nella notte di Coppa, domenica comincerà anche il campionato dei tifosi: quello fatto di presenza, pressione sull’avversario e capacità di accompagnare la squadra soprattutto quando il gol tarda ad arrivare.

Il 7-0 ha fatto rumore, e sarebbe assurdo fingere il contrario. Ha mostrato una Reggina affamata, con diverse soluzioni offensive e con giovani che possono diventare qualcosa di più di semplici alternative. Ma una squadra che vuole vincere deve avere memoria corta per le goleade e lunghissima per gli errori. Domenica non servirà dimostrare di saper segnare ancora sette volte. Potrebbe bastarne una. Purché sia quella che porta tre punti.

Reggina-Licata comincerà da zero. Ed è proprio da quello zero che inizieremo finalmente a capire quanto vale davvero questa Reggina.

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