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Modica-Reggina, il primo vero esame: al “Pietro Scollo” gli amaranto trovano una squadra che non muore mai

Dopo il 5-0 al Licata, la Reggina affronta domenica 13 settembre la prima trasferta del campionato. Il Modica di Filippo Raciti arriva dal 2-2 conquistato al 93’ nel derby di Ragusa: squadra aggressiva, costruita per giocare e non per aspettare. Marchionni troverà un avversario molto diverso da quello visto al Granillo.

Il 5-0 al Licata ha acceso il campionato della Reggina, ma il calendario non concede molto tempo per guardarsi indietro. Domenica 13 settembre, alle ore 15, gli amaranto saranno al “Pietro Scollo” per affrontare il Modica nella seconda giornata del Girone I. Ed è probabilmente qui che cominceremo a capire qualcosa di più della Reggina di Marco Marchionni. Non perché il successo dell’esordio debba essere ridimensionato, ma perché cambieranno completamente scenario e avversario: prima trasferta, campo caldo e soprattutto una squadra che ha già mostrato di possedere carattere, organizzazione e capacità di reagire alle difficoltà. Il Modica è tornato quest’anno in Serie D dopo sedici anni e non sembra avere alcuna intenzione di viverla da comparsa. Il progetto societario guarda in prospettiva al professionismo e in panchina è stato confermato Filippo Raciti, artefice della promozione e di una stagione precedente chiusa con 70 punti in 30 gare, migliore differenza reti e una serie record di 17 vittorie consecutive.

COME GIOCA IL MODICA

Raciti è un allenatore che predilige un impianto riconducibile al 3-5-2, anche se la disposizione degli uomini può cambiare durante la partita e trasformarsi nelle due fasi. Il principio è più importante dei numeri: il Modica cerca ampiezza, densità centrale e uomini capaci di accompagnare rapidamente l’azione. Contro il Ragusa sono partiti Romano tra i pali, con Hulidov, Kljajic e Callegari tra gli uomini della struttura arretrata, Garufi e Aprile impiegati nelle corsie e una zona offensiva nella quale Reinero, Flores, Cappello e Deodato hanno garantito movimento e possibilità di cambiare riferimenti. Raciti dispone inoltre di alternative come Pierce, Dudic, Misseri e Castillo e proprio i cambi hanno avuto un peso importante nella ripresa del derby.

Il dato che deve interessare maggiormente Marchionni arriva però dallo sviluppo della partita di Ragusa. Il Modica ha impiegato appena un minuto per andare in vantaggio, con Aprile capace di servire Reinero per lo 0-1. Al 10’ l’espulsione contemporanea di Hulidov e Accetta ha trasformato la partita in un dieci contro dieci, ma non ha tolto ai rossoblù la volontà di giocare. Dopo essere stati raggiunti e poi superati dalla doppietta di Sinatra, gli uomini di Raciti hanno continuato ad attaccare: Pierce ha colpito un palo, lo stesso attaccante ha successivamente sfiorato la traversa e al 93’ Kljajic ha trovato il 2-2. Il Modica, addirittura, negli ultimi istanti ha cercato il gol della vittoria. È forse questa la fotografia migliore della prossima avversaria della Reggina: una squadra che può concedere qualcosa, ma che difficilmente esce mentalmente dalla partita.

I PUNTI DI FORZA

Il primo è proprio l’atteggiamento. Il Modica non sembra costruito per barricarsi davanti alla propria area, neppure contro avversari tecnicamente importanti. Raciti chiede alla squadra di occupare campo e di accompagnare l’azione, con una partecipazione offensiva che può diventare pericolosa soprattutto sulle corsie. Reinero è già andato a segno sia in Coppa Italia contro l’Enna sia alla prima di campionato contro il Ragusa; nello stesso 2-0 di Coppa aveva segnato anche Kljajic, poi autore del magnifico pareggio nel derby. Sono due nomi che la Reggina dovrà tenere particolarmente sotto osservazione.

C’è poi Pierce, entrato dalla panchina contro il Ragusa e capace in pochi minuti di creare due occasioni pesanti, compreso un palo. È un’alternativa che consente a Raciti di modificare peso e caratteristiche dell’attacco durante la gara. E c’è soprattutto una squadra che sembra avere già assorbito la mentalità del proprio allenatore. Non è casuale: Raciti non è stato semplicemente confermato come tecnico, ma dalla società viene considerato un vero manager del progetto sportivo. La continuità con il gruppo che ha conquistato la promozione rappresenta un patrimonio che, nelle prime giornate, può pesare parecchio.

DOVE PUÒ COLPIRE LA REGGINA

Il rovescio della medaglia è evidente. Un Modica che porta uomini in avanti e che non rinuncia a giocare inevitabilmente lascia degli spazi. Ed è proprio lì che la Reggina potrebbe trovare terreno fertile. La squadra vista contro il Licata ha dimostrato di possedere qualità negli inserimenti, velocità nel ribaltamento dell’azione e diversi calciatori capaci di attaccare la profondità. Se il Modica alzerà gli esterni e proverà a comprimere gli amaranto nella propria metà campo, alle loro spalle potrebbero aprirsi corridoi importanti.

La partita potrebbe quindi essere decisa dalla capacità della Reggina di superare la prima pressione senza forzare la giocata. Una volta oltrepassata quella linea, gli uomini di Marchionni potrebbero trovarsi davanti un campo molto più aperto rispetto a quello concesso dal Licata. Toscano, Reis, Acquadro e gli uomini offensivi amaranto possono diventare particolarmente pericolosi proprio nelle transizioni, soprattutto se la Reggina riuscirà ad attirare il Modica in avanti prima di accelerare.

C’è però anche un avvertimento. Il gol realizzato da Reinero dopo appena un minuto a Ragusa racconta una squadra capace di entrare immediatamente dentro la partita. La Reggina non potrà permettersi un avvio morbido pensando che, prima o poi, la maggiore qualità tecnica farà la differenza. Al “Pietro Scollo” servirà invece pareggiare subito intensità e aggressività, perché concedere entusiasmo a una neopromossa davanti al proprio pubblico potrebbe trasformare la gara in qualcosa di molto più complicato.

SITUAZIONE DISCIPLINARE

Un elemento da seguire riguarda Tymofii Hulidov, espulso al 10’ del primo tempo del derby insieme al ragusano Accetta. L’espulsione comporterà il pronunciamento del Giudice Sportivo e rende il difensore a rischio concreto di indisponibilità contro la Reggina; al momento, tuttavia, il provvedimento ufficiale relativo alla durata della squalifica non risulta ancora pubblicato, per cui è corretto attendere il comunicato prima di considerare formalmente certa la sua assenza. Kljajic, Callegari e Misseri sono invece usciti dal derby con un’ammonizione. Sul fronte delle disponibilità, alla vigilia della prima giornata il club aveva inoltre indicato Asero, Maiorana e Arsenijević tra i giocatori non a disposizione: anche la loro situazione andrà verificata nel corso della settimana attraverso le comunicazioni ufficiali del Modica.

LA CHIAVE DELLA PARTITA

Se dovessimo ridurre Modica-Reggina a un solo concetto sarebbe questo: non lasciare che sia il Modica a scegliere il ritmo. I rossoblù hanno entusiasmo, giocano in casa e arrivano da un pareggio conquistato quando la partita sembrava ormai perduta. La Reggina arriva invece da dodici gol realizzati nelle prime due gare ufficiali della stagione e dal 5-0 con cui ha aperto il campionato. Sono due stati d’animo diversi ma entrambi positivi.

Marchionni dovrà chiedere ai suoi una partita probabilmente più paziente di quella del Granillo. Non sarà necessario attaccare sempre: potrebbe essere molto più redditizio costringere il Modica a scoprirsi e scegliere il momento nel quale aumentare improvvisamente velocità e verticalità. La qualità individuale della Reggina può fare male soprattutto quando il campo si allunga; il pericolo sarebbe invece accettare una partita fatta soltanto di duelli, seconde palle e continui capovolgimenti.

IL PRIMO ESAME FUORI CASA

Il calendario ufficiale dice Modica-Reggina, domenica 13 settembre alle ore 15, seconda giornata del Girone I. Ma dietro la semplice casella del calendario c’è qualcosa di più interessante. Al Granillo abbiamo visto una Reggina capace di dominare. A Modica vedremo per la prima volta come questa squadra saprà adattarsi.

Il Modica non parte con i favori del pronostico, ma sarebbe un errore considerarlo soltanto una neopromossa. Ha un allenatore che conosce il mestiere, una struttura consolidata, entusiasmo e uomini che hanno già dimostrato di saper colpire. Soprattutto ha mostrato a Ragusa una qualità che in Serie D vale spesso quanto la tecnica: non arrendersi quando la partita gira male.

Per la Reggina, allora, il 5-0 deve essere già alle spalle. Modica sarà un altro pomeriggio, un altro campo, un’altra storia. E forse proprio per questo sarà il primo vero indizio per capire quanto lontano può arrivare questa squadra.

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