Verso Modica, Marchionni chiede una Reggina adulta: quattro assenti, Guida in dubbio e una partita che vale più dei tre punti
Il 5-0 al Licata è già alle spalle. A Modica comincia un altro campionato: quello delle trasferte, dei campi complicati e delle partite nelle quali il talento deve imparare a convivere con pazienza e carattere. Marchionni perde Palmieri, Pellicanò, Baldan e Franchini, aspetta Guida fino all’ultimo e prepara una gara che arriva in giorni segnati anche dal dolore di Reggio.
Cinque gol al Licata, dodici nelle prime due gare ufficiali considerando anche la Coppa Italia, entusiasmo tornato prepotentemente sugli spalti del Granillo e una squadra che, almeno nelle prime fotografie della stagione, ha mostrato una superiorità tecnica evidente. Sarebbe facilissimo partire da qui per raccontare Modica-Reggina. Marco Marchionni, invece, sembra voler cominciare esattamente dalla parte opposta: dimenticare tutto. Perché domenica alle 15 al Pietro Scollo non servirà ricordare quanto è stata bella la Reggina sette giorni prima. Servirà capire quanto sa essere forte quando la partita cambia faccia.
Ed è probabilmente questo il vero significato della prima trasferta stagionale. Al Granillo la Reggina ha potuto imporre calcio, ritmo e qualità. A Modica troverà una neopromossa che vive l’arrivo degli amaranto come un avvenimento, uno stadio che torna ad aprire un proprio settore dopo oltre vent’anni e una città che aspetta la prima gara casalinga in Serie D dopo una lunghissima assenza dalla categoria. Per il Modica non sarà una domenica qualsiasi. E Marchionni lo sa.
QUATTRO ASSENTI E IL DUBBIO GUIDA
La vigilia consegna anche il primo piccolo conto da pagare alla stagione. Palmieri, Pellicanò, Baldan e Franchini non saranno disponibili. Quattro assenze alle quali potrebbe aggiungersi quella di Michele Guida, ancora da valutare. Per l’attaccante amaranto la decisione sarà presa soltanto nelle ultime ore.
Il dubbio Guida è probabilmente quello tatticamente più interessante. Contro il Licata aveva cominciato accanto a Reis, offrendo alla squadra quella capacità di muoversi tra centrocampo e attacco che rende meno leggibile il 3-5-2 di Marchionni. Se non dovesse farcela, si aprirebbero scenari differenti. Magrassi darebbe maggiore peso centrale e presenza dentro l’area; Alma permetterebbe altre soluzioni; lo stesso Jallow, da gestire ancora con prudenza dopo il lungo periodo di inattività, rappresenta un’arma che nel corso della stagione potrà cambiare ulteriormente il volto dell’attacco.
Ed è proprio qui che comincia a vedersi il senso della rosa costruita durante l’estate. Una squadra che vuole vincere un campionato non può dipendere da undici uomini. Deve riuscire a perdere un titolare senza perdere la propria identità. Modica potrebbe essere già una prima verifica.
IL PERICOLO PIÙ GRANDE È PENSARE AL LICATA
C’è un rischio molto più sottile degli infortuni: credere che il 5-0 sia diventato la normalità. Non lo sarà. La Serie D è un campionato nel quale una squadra costruita per vincere incontrerà avversari disposti a moltiplicare energie e attenzione proprio quando vedranno l’amaranto davanti.
Il Modica ha già mostrato qualcosa del proprio carattere. A Ragusa è passato immediatamente in vantaggio con Reinero, ha attraversato una partita complicata dall’espulsione di Hulidov, è andato sotto e ha trovato il 2-2 con Kljajic al 93′. Domenica dovrà rinunciare allo stesso Hulidov, squalificato, e convive con altre situazioni fisiche non semplici. Ma pensare che questo renda automaticamente più facile la trasferta sarebbe il primo errore.
Marchionni chiede invece di ritrovare approccio, qualità, combattività e personalità. Quattro parole che raccontano perfettamente ciò che servirà. La qualità da sola può vincere molte partite. Non necessariamente un campionato.
UN CAMPO DIVERSO, UNA REGGINA DA SCOPRIRE
C’è poi un elemento tecnico da non sottovalutare. Fuori dal Granillo la Reggina troverà inevitabilmente condizioni differenti: dimensioni, terreno, pressione ambientale e avversari pronti a trasformare ogni pallone in un duello. È qui che giocatori come Lancini e Acquadro possono diventare ancora più importanti. Non soltanto per ciò che sanno fare con il pallone, ma perché conoscono le partite nelle quali bisogna capire quando accelerare e quando spegnere il ritmo.
Acquadro arriva da tre promozioni consecutive dalla Serie D. Lancini ha attraversato categorie superiori e piazze nelle quali vincere era un obbligo. Sono esperienze che non compaiono nel tabellino, ma che possono pesare moltissimo quando una partita rimane bloccata sullo 0-0 dopo un’ora.
E poi c’è la panchina. Rossetti ha impiegato pochi minuti per segnare al debutto, Magrassi aspetta il proprio spazio, Alma ha già trovato il gol. Marchionni possiede soluzioni per cambiare la partita senza necessariamente cambiare sistema. Anche questo, forse, è uno dei segnali più interessanti lasciati dalle prime settimane.
IL MODICA HA GIÀ VINTO QUALCOSA PRIMA DI GIOCARE
C’è un’altra storia dentro questa partita e merita di essere raccontata. Il Modica ha scelto di accogliere i tifosi della Reggina invitandoli a non vivere la città soltanto per novanta minuti: arrivare prima, passeggiare, conoscere le bellezze del territorio e scoprirne i sapori. Un messaggio di ospitalità raro nel calcio contemporaneo, dove troppo spesso una trasferta viene preceduta soltanto da limitazioni e divieti.
Saranno 254 i posti riservati agli amaranto. Pochissimi rispetto alla potenziale domanda, ma sufficienti per garantire alla squadra un pezzo di Reggio anche lontano dal Granillo. Le autorità hanno inoltre predisposto un percorso specifico per consentire ai sostenitori ospiti di raggiungere l’area di parcheggio loro riservata.
Domenica ci saranno avversari sul campo. Sarebbe bello che rimanessero soltanto lì.
PRIMA DEL CALCIO, REGGIO
Ma questa vigilia ha anche un’altra dimensione. Marchionni ha voluto dedicare il primo pensiero al dolore che ha colpito Reggio Calabria, ricordando Anthea e Giovanni e le loro famiglie. È il momento nel quale il calcio inevitabilmente diventa piccolo.
La squadra partirà per Modica portandosi dietro anche questo sentimento. Non servirà trasformarlo in retorica. Basta sapere che una maglia rappresenta una città non soltanto quando lo stadio canta, ma anche quando quella città soffre.
Forse è questa la parte più importante delle parole di Marchionni. Prima dell’allenatore ha parlato l’uomo. Prima della partita è venuta Reggio.
NON SERVE UN ALTRO 5-0
La Reggina non deve dimostrare di poter segnare cinque gol ogni domenica. Sarebbe una pretesa assurda. Deve dimostrare qualcosa di molto più importante: saper vincere anche quando non riesce a essere bellissima.
Potrebbe servire un episodio. Potrebbe essere necessario soffrire. Potrebbe arrivare una partita da sbloccare tardi o persino un momento nel quale sarà il Modica a prendere il controllo. È esattamente lì che cominceremo a conoscere davvero questa squadra.
Il Granillo ci ha mostrato una Reggina capace di entusiasmare.
Modica dovrà dirci se sa anche diventare adulta.
Perché i campionati non si vincono soltanto nelle domeniche in cui tutto riesce.
Si vincono soprattutto quando il 5-0 della settimana prima non serve più a niente.


