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Reggina, il primo mercato del nuovo corso: adesso la squadra ha un volto

Chiuso il mercato dei professionisti, è tempo di una prima analisi. Magrassi e Rossetti gli ultimi colpi ufficiali, Baldan attende ancora l’annuncio. La rosa costruita durante l’estate sembra avere qualità e profondità per puntare in alto. Ora la parola passa al campo.

Alle 20 di ieri sera si è chiusa la finestra del mercato professionistico e per la Reggina è arrivato il momento di tracciare una prima linea. Non necessariamente quella definitiva, perché qualcosa può ancora accadere, ma abbastanza netta da consentire una valutazione sul lavoro compiuto durante l’estate. Il primo giudizio è difficile da aggirare: questa Reggina è stata profondamente ricostruita, reparto dopo reparto, cercando esperienza, qualità e soprattutto calciatori capaci di reggere il peso di una stagione nella quale l’obiettivo non può essere nascosto.

Gli ultimi due annunci hanno dato ulteriore sostanza al progetto. Andrea Magrassi porta davanti esperienza professionistica, centimetri, gol e soprattutto quel riferimento centrale che sembrava mancare. Il suo arrivo modifica anche la lettura degli altri attaccanti a disposizione di Marchionni: Jallow, Guida, Alma e gli altri interpreti offensivi potranno essere utilizzati secondo caratteristiche più naturali, senza dover necessariamente caricarsi sulle spalle compiti che appartengono ad un centravanti strutturato. Magrassi, con una lunga carriera tra Serie B e Serie C e oltre cento reti complessive, in Serie D rappresenta inevitabilmente un acquisto pesante.

Matteo Rossetti, invece, aggiunge sostanza e qualità al centrocampo. Classe 1998, tanta Serie C alle spalle e reduce dall’esperienza di Ravenna, è un altro calciatore che scende di categoria portandosi dietro abitudini professionistiche. Con Acquadro, Franchini, Rotulo e gli altri uomini del reparto, Marchionni comincia ad avere non soltanto una formazione titolare, ma alternative vere. Ed è probabilmente questo uno degli aspetti più importanti del mercato amaranto: la Reggina non sembra costruita soltanto per avere undici giocatori forti, ma per poter cambiare uomini e soluzioni senza perdere troppo in qualità.

Baldan, l’ultimo tassello che può arrivare

Poi c’è Marco Baldan. Al momento manca ancora il comunicato ufficiale della società e quindi è corretto mantenere quella prudenza che il mercato impone fino alla firma e all’annuncio. Ma le indicazioni raccolte nelle ultime ore descrivono una situazione ormai molto avanzata. Se arriverà anche l’ufficialità, la Reggina aggiungerà un centrale di grande esperienza, abituato alla categoria e soprattutto alle battaglie necessarie per vincerla. Sarebbe un altro segnale evidente della filosofia seguita dalla società: affiancare ai giocatori già presenti elementi che conoscano non soltanto il calcio professionistico, ma anche le particolarità di una Serie D nella quale il nome sulla maglia non regala nulla.

Potrebbe non essere ancora finita. Resta da osservare soprattutto la situazione della porta e non è escluso qualche ulteriore movimento utile a completare definitivamente l’organico. In Serie D, inoltre, la gestione degli Under condiziona inevitabilmente le scelte e può determinare anche operazioni che, viste superficialmente, sembrano soltanto numeriche e invece incidono profondamente sulla costruzione dell’undici titolare.

Adesso Marchionni deve costruire la squadra

Il punto, però, è un altro. Per settimane ci siamo chiesti se la Reggina sarebbe riuscita a costruire una rosa sufficientemente forte per vincere. Adesso la domanda può cominciare a cambiare: quanto tempo servirà a Marchionni per trasformare una buona rosa in una grande squadra? Perché il mercato ha progressivamente consegnato qualità, esperienza, alternative, centimetri e possibilità tattiche. Ha portato giocatori provenienti dai professionisti e uomini che conoscono questa categoria. La società, insomma, ha progressivamente tolto parecchi alibi.

Il 7-0 di Coppa contro il PraiaTortora è stato un primo segnale, bello e fragoroso, ma il campionato sarà un’altra cosa. La Serie D è fatta di campi difficili, partite sporche, avversari che contro la Reggina giocheranno spesso la partita dell’anno e domeniche nelle quali la qualità tecnica non sarà sufficiente. Serviranno carattere, continuità e soprattutto la capacità di vincere anche quando il calcio sarà meno bello.

Ed è proprio per questo che il mercato amaranto può ricevere oggi un primo giudizio positivo, senza trasformarlo in una promozione assegnata a settembre. Sulla carta questa Reggina sembra avere finalmente uomini, profondità e soluzioni per stare davanti. Ora bisognerà capire quale sarà la gerarchia, quale vestito tattico Marchionni cucirà addosso alla squadra e soprattutto quanto velocemente i tanti nuovi arrivi riusciranno a diventare un gruppo.

La Reggina sembra essere stata costruita per vincere. Adesso deve dimostrare di saperlo fare. E tra queste due frasi c’è tutta la stagione che sta per cominciare.

Foto: Calabria7

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