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La Reggina comincia facendo rumore: sette gol al PraiaTortora, il Granillo ritrova una squadra che vuole comandare

Sette reti, qualità, intensità e diverse indicazioni interessanti per Marchionni. L’espulsione di Popovic facilita il compito, ma gli amaranto hanno il merito di non fermarsi e trasformare la prima ufficiale della stagione in una prova di forza. Toscano sorprende, Abonckelet domina, Reis segna due volte. E adesso arriva il Licata.

La prima fotografia ufficiale della Reggina 2026-27 ha il colore amaranto e un numero difficile da ignorare: sette. Finisce 7-0 contro il Digiesse PraiaTortora al Granillo, nel primo turno di Coppa Italia, ma sarebbe superficiale fermarsi al risultato. Perché questa partita va letta con equilibrio: l’espulsione di Popovic dopo una ventina di minuti ha spezzato la resistenza degli ospiti e modificato profondamente la gara. Ma giocare con un uomo in più non obbliga nessuno a segnare sette volte, né garantisce automaticamente qualità, ritmo e fame fino alla fine.

Ed è proprio questo il primo segnale lasciato dalla squadra di Marco Marchionni: la Reggina non si è accontentata.

Prima il rischio, poi cambia tutto

Marchionni parte con il 3-5-2: Lagonigro tra i pali, Fazio, Lancini e Rosario Girasole nella linea difensiva; Baggi e Palmieri sulle corsie, Acquadro in cabina di regia con Rotulo e Abonckelet, Guida e Reis davanti.

L’avvio, però, non è la passeggiata che il risultato finale potrebbe suggerire. Il PraiaTortora entra in campo senza timori e costruisce anche una grande opportunità con Marcello, fermato da un Lagonigro attento e decisivo. È un intervento da ricordare proprio perché arriva quando la partita è ancora vera, aperta, senza reti e senza superiorità numerica.

Poco prima la Reggina aveva già dovuto fare i conti con un contrattempo: Palmieri si fa male alla spalla ed è costretto a lasciare il campo. Al suo posto entra Toscano.

Sembra soltanto una sostituzione forzata. Diventerà una delle storie più belle della serata.

Poco dopo arriva l’episodio che cambia definitivamente il volto della gara. Popovic commette un fallo a gioco fermo su Lancini, l’assistente vede tutto e arriva il cartellino rosso. PraiaTortora in dieci.

Da quel momento comincia un’altra partita.

Toscano accende la sinistra, Reis apre la festa

La Reggina comprende immediatamente dove può fare male. Allarga il campo, muove velocemente il pallone e soprattutto trova sulla corsia sinistra un Toscano praticamente indiavolato.

È proprio il giovane esterno a costruire il vantaggio: pallone per Reis, anticipo dell’attaccante e 1-0. È il gol che libera gli amaranto e apre una voragine dentro la partita. E’ suo il gol o è di Toscano? Aveva superato già la linea, il pallone? Poco male, la Reggina va in vantaggio.

Poi sale in cattedra Mady Abonckelet.

Prima è rapido a leggere una situazione nata da calcio d’angolo e a trovare il raddoppio; successivamente, ancora sugli sviluppi di un corner battuto da Acquadro, prende il tempo alla difesa e firma di testa il 3-0. Una doppietta che racconta soltanto una parte della sua prestazione: presenza fisica, inserimenti, capacità di riempire l’area e quella sensazione di poter diventare uno dei centrocampisti determinanti di questa squadra.

Marchionni, del resto, lo dirà chiaramente dopo la partita: nel suo sistema le mezze ali devono attaccare gli spazi e possono diventare un’arma offensiva importante.

Prima dell’intervallo c’è ancora tempo per il quarto gol. Lo firma Rotulo, con un’azione personale che parte da lontano e termina con una conclusione dal limite. È il sigillo su un primo tempo diventato un monologo amaranto.

Quattro a zero e Granillo divertito.

Non soltanto gol: Marchionni comincia a costruire

Con la partita praticamente chiusa, la ripresa avrebbe potuto trasformarsi nei classici quarantacinque minuti senza storia. Marchionni decide invece di utilizzarla come laboratorio.

Entrano Specker e Alma per Fazio e Baggi e cambia anche la struttura della squadra. Dalla difesa a tre si passa a quattro, modificando progressivamente anche gli equilibri davanti. Più che il punteggio, ormai, interessa capire quanto questa Reggina possa essere trasformabile durante la partita.

Ed è un’indicazione tutt’altro che secondaria.

Una squadra costruita per vincere il campionato dovrà infatti imparare ad affrontare avversari differenti, partite chiuse, squadre raccolte dietro la linea del pallone e situazioni nelle quali sarà necessario cambiare pelle senza perdere identità.

Intanto Alma entra con il piede giusto, mostrando vivacità e capacità di creare superiorità. La quinta rete nasce proprio da una sua iniziativa e dal pallone consegnato a Guida, che trova finalmente il gol dopo averlo cercato già nella prima frazione.

Cinque a zero.

Ma l’immagine destinata a restare negli occhi del Granillo deve ancora arrivare.

Toscano, una notte da ricordare

Il calcio possiede una strana capacità di scegliere da solo i propri protagonisti.

Toscano questa partita non avrebbe dovuto cominciarla. Entra quasi a freddo per l’infortunio di Palmieri e finisce per prendersi la scena.

Corre, punta l’uomo, crea occasioni, serve il pallone del primo gol e soprattutto gioca con quella leggerezza che appartiene ai giovani quando ancora non hanno imparato ad avere paura.

Poi arriva il 6-0.

Sinistro violentissimo dalla distanza, traiettoria che non lascia scampo a Bonfanti e Granillo in piedi. È il gol più bello della serata e il premio a una prestazione che Marchionni, a fine gara, accompagna con parole significative: il ragazzo possiede grandi potenzialità, ma molto dipenderà da lui.

Ed è probabilmente il giudizio più corretto. Una notte non costruisce una carriera e un 7-0 di agosto non consegna certificati. Però alcune serate possono aprire una porta. Toscano quella porta, contro il PraiaTortora, l’ha spalancata.

Nel finale il ritmo inevitabilmente scende. La Reggina gestisce il pallone, controlla e aspetta il fischio conclusivo. Ma c’è ancora spazio per Reis, che sfrutta il servizio di Alma e realizza la propria doppietta personale.

Sette a zero.

Abonckelet e Reis, due segnali pesanti

Dentro una vittoria così larga è facile distribuire elogi. Più utile è cercare ciò che potrà servire quando le partite diventeranno difficili.

Abonckelet ha mostrato caratteristiche preziose per il calcio di Marchionni. Reis ha fatto ciò che viene chiesto a un attaccante di una squadra che vuole vincere: stare dentro la partita e segnare.

E proprio Reis, nel dopogara, non ha cercato alibi né giri di parole. Il concetto espresso è netto: la Reggina deve vincere, indipendentemente dal nome dell’avversario.

È una frase pesante, ma questa maglia non consente di nascondersi.

Anche Abonckelet ha mostrato di avere già compreso dove sia arrivato. Reggio, il Granillo, una tifoseria che pretende e allo stesso tempo sa trascinare: toccherà alla squadra alimentare nuovamente entusiasmo e presenza sugli spalti.

Marchionni tiene tutti con i piedi per terra

Sette gol potrebbero invitare all’euforia. Marchionni sceglie invece una strada diversa.

La soddisfazione c’è, ma viene accompagnata immediatamente da un concetto: questa Reggina deve essere squadra.

Il tecnico sottolinea inoltre un aspetto che sarebbe sbagliato liquidare: giocare bene in superiorità numerica non è scontato. Spesso le squadre rallentano, diventano leziose, perdono intensità. La Reggina, invece, ha continuato a cercare soluzioni, inserimenti e gol.

È esattamente ciò che Marchionni voleva vedere.

Il mercato, intanto, non è ancora definitivamente chiuso. Si attende un ulteriore intervento in attacco e il tecnico si mostra fiducioso rispetto alle indicazioni arrivate dalla proprietà. Ma ormai il tempo delle amichevoli è terminato.

Domenica arriva il Licata.

E lì comincerà il campionato vero.

Il Granillo parla anche senza pallone

La prima ufficiale porta al Granillo 2.737 spettatori e soprattutto restituisce alla squadra la voce della Curva Sud. Gli ultras tornano sugli spalti dopo l’assenza alla presentazione dell’Arena e fanno sentire il proprio sostegno, ma scelgono anche di mandare un messaggio preciso sul futuro societario.

Lo striscione contro la multiproprietà non è un dettaglio laterale della serata. È la dichiarazione di una tifoseria che vuole tornare a sognare, ma chiede che la Reggina venga trattata con responsabilità, rispetto e ambizione.

E forse proprio qui si trova l’altra faccia di questo 7-0.

In campo una squadra nuova prova a costruire il proprio futuro. Sugli spalti una città ricorda a tutti quanto sia grande il peso di quella maglia.

C’è anche un piccolo ritorno capace di risvegliare memoria e familiarità: Filippo Lo Presti torna a essere la voce del Granillo. Dettagli, forse. Ma il calcio vive anche di voci, riti e luoghi che improvvisamente tornano a sembrare casa.

Sette gol non significano ancora nulla. Ma qualcosa raccontano

Bisogna essere lucidi.

Il PraiaTortora ha giocato gran parte della partita in inferiorità numerica. La differenza tecnica è apparsa evidente. Il campionato presenterà ostacoli completamente diversi e arriveranno domeniche nelle quali gli spazi saranno pochi, il pallone peserà molto di più e per vincere serviranno pazienza, carattere e magari un solo gol sporco.

Nessuno può sapere oggi dove arriverà questa Reggina.

Ma una prima risposta è arrivata.

Questa squadra sembra avere qualità, alternative, centrocampisti capaci di attaccare l’area, giovani che bussano alla porta e un allenatore che vuole una formazione aggressiva ma soprattutto riconoscibile. E ha mostrato una cosa ancora più semplice: aveva fame.

Dopo anni nei quali troppo spesso il Granillo ha dovuto ingoiare delusioni, promesse e occasioni perdute, forse era proprio questo che serviva per ricominciare.

Non proclami. Non classifiche scritte ad agosto. Non illusioni.

Una partita.

Sette gol.

E la sensazione, ancora fragile ma finalmente visibile, che questa Reggina abbia cominciato la stagione con l’intenzione di non chiedere permesso.

Domenica contro il Licata sapremo qualcosa in più. Perché il 7-0 al PraiaTortora non vale una promessa e non assegna punti in campionato. Ma una cosa la dice: la Reggina ha acceso il motore. Adesso bisogna scoprire quanta strada può fare.

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