La Reggina si prende la città. Lotito promette altri quattro colpi: «Dobbiamo riportare Reggio nel calcio che conta»
All’Arena dello Stretto la presentazione della squadra davanti al popolo amaranto. Il patron annuncia altri quattro rinforzi, Marchionni raccoglie la sfida e Lancini indica lo spirito: la Serie D deve essere soltanto un punto di partenza
Per una sera il mercato, le trattative, i nomi inseguiti e quelli ancora da consegnare a Marco Marchionni sono rimasti sullo sfondo. All’Arena dello Stretto c’erano soprattutto la Reggina e Reggio Calabria, finalmente una davanti all’altra. La Festa Amaranto ha presentato ufficialmente alla città la squadra che affronterà la stagione 2026-2027, trasformandosi però ben presto in qualcosa di più di una semplice passerella. Perché dal palco sono arrivate parole precise, alcune persino impegnative, che hanno chiarito quale dimensione la nuova proprietà intenda dare al progetto. E Claudio Lotito, arrivato in città insieme ad Armando Calveri, non ha scelto la prudenza.
Il messaggio più importante riguarda anzitutto la squadra. La rosa non è completa e il mercato amaranto continuerà: Lotito ha annunciato altri quattro innesti, uno per reparto, spiegando che i profili sarebbero già stati individuati e condivisi con Marchionni. Il patron ha ricordato lo sforzo compiuto dalla nuova società per costruire praticamente da zero la Reggina in pochissimo tempo, con una ventina di calciatori arrivati nell’arco di poche settimane. Ma la parte realmente significativa del suo intervento è arrivata quando ha indicato senza giri di parole la direzione: «Dobbiamo riportare Reggio nel calcio che conta, non possiamo fallire».
Lotito scopre le carte, Marchionni adesso ha una responsabilità in più
È una dichiarazione che cambia inevitabilmente il peso delle aspettative. Quando il proprietario di una società appena ripartita dalla Serie D parla pubblicamente di calcio che conta e afferma che non si può fallire, diventa difficile rifugiarsi dietro le formule prudenti di agosto. La Reggina vuole vincere. Magari non tutto e subito, magari attraversando inevitabili difficoltà dovute a una squadra assemblata in tempi strettissimi, ma l’obiettivo indicato dalla proprietà non lascia molto spazio alle interpretazioni.
I quattro rinforzi annunciati servono proprio a completare ciò che ancora manca. Giancarlo Romairone aveva già spiegato di voler consegnare all’allenatore una rosa di 24-25 elementi, possibilmente con due alternative per ogni ruolo, indicando soprattutto attacco e difesa tra i settori ancora da completare. Il direttore sportivo aveva inoltre sottolineato di aver ricevuto da Lotito piena disponibilità per intervenire sul mercato. Adesso la conferma arriva direttamente dal patron e contiene anche un particolare importante: gli uomini che arriveranno sono stati concordati con Marchionni. Significa che l’allenatore avrà una squadra sempre più vicina alle proprie esigenze, ma significa anche che, una volta completato il mosaico, aumenteranno inevitabilmente le sue responsabilità.
Marchionni, del resto, conosce perfettamente il peso della panchina sulla quale si è seduto. La Reggina non potrà permettersi di affrontare la Serie D come una squadra qualsiasi, non per il nome che porta ma per gli investimenti, la struttura che si sta costruendo e le ambizioni dichiarate pubblicamente dalla proprietà. Il campionato dirà se tutto questo sarà sufficiente. Per ora esiste una promessa sportiva molto chiara: mettere l’allenatore nelle condizioni di competere per il vertice.
Lancini e quella frase che vale più di tanti proclami
Tra gli interventi della serata, Edoardo Lancini ha probabilmente utilizzato il linguaggio più vicino a quello che i tifosi vogliono sentire. Ha parlato del privilegio di vestire la maglia amaranto, della pressione che inevitabilmente accompagna chi gioca a Reggio e di un gruppo formato da bravi ragazzi che, una volta entrato in campo, dovrà però smettere di essere troppo buono e pensare soprattutto a vincere.
È un concetto semplice, ma fotografa perfettamente ciò che servirà in una categoria nella quale il blasone conta pochissimo. La storia della Reggina non assegnerà punti, il Granillo da solo non vincerà le partite e nessun avversario entrerà in campo disposto a riconoscere una superiorità soltanto perché dall’altra parte ci sarà una maglia amaranto. Anzi, probabilmente accadrà il contrario: per molte squadre affrontare la Reggina rappresenterà la partita dell’anno. Serviranno qualità, ma anche quella durezza agonistica che spesso decide i campionati di Serie D.
Lotito ha poi spiegato ancora una volta il rapporto che lo ha portato verso Reggio Calabria, richiamando l’amicizia con Francesco Cannizzaro e la passione incontrata in città. Ha chiarito che non potrà essere sempre fisicamente presente, ma che questo non significherà essere distante dalla gestione del progetto. E nel confronto inevitabile con il clima che da tempo lo accompagna a Roma, ha lasciato intendere di apprezzare particolarmente la possibilità di essere giudicato a Reggio soprattutto per quello che farà e per i risultati che riuscirà a ottenere.
Ed è probabilmente questo il patto più interessante nato dalla serata dell’Arena. Reggio non ha bisogno di innamorarsi delle promesse di Lotito e Lotito non può pensare che l’entusiasmo iniziale rappresenti un credito illimitato. La città può offrire passione, presenza, pressione e un pubblico che poche realtà di questa categoria possono permettersi; la società dovrà rispondere con organizzazione, investimenti, competenza e risultati. È un rapporto molto più concreto di qualsiasi dichiarazione d’amore e, proprio per questo, può diventare solido.
Adesso, però, il palco può essere smontato. Domenica sera contro il PraiaTortora, al Granillo, arriverà il primo appuntamento ufficiale con la Coppa Italia di Serie D. Una partita di fine agosto non potrà certamente stabilire quanto valga davvero questa Reggina, né sarebbe serio trasformarla già in un esame definitivo. Potrà però raccontare qualcosa dell’atteggiamento, della personalità e della fame di una squadra che da questa sera conosce ancora meglio ciò che le viene chiesto.
La presentazione all’Arena dello Stretto ha restituito entusiasmo alla città, ma soprattutto ha tolto qualche velo. Questa Reggina non nasce per accontentarsi della Serie D. Lotito lo ha detto pubblicamente, Marchionni ne conosce adesso ancora meglio la responsabilità e i giocatori hanno ascoltato. Da domenica comincerà la parte che conta davvero: trasformare le parole in calcio.


