Ritratti

Ritratti Amaranto | Michele Guida, il talento senza una posizione: gol, fantasia e una vecchia conoscenza di Marchionni

Sessantadue gol e quarantaquattro assist in carriera, l’esplosione al Vastogirardi, il salto nei professionisti e due stagioni consecutive concluse vincendo. Michele Guida non è un centravanti, non è soltanto un esterno e non è una classica seconda punta. Forse il suo valore sta proprio qui: può essere molte cose. E Marco Marchionni lo conosce già molto bene.

La maglia numero 10 della Reggina quest’anno appartiene a Michele Guida. Un numero che nel calcio conserva ancora qualcosa di particolare e che, nel suo caso, sembra raccontare bene il giocatore: Guida non è l’uomo da aspettare immobile dentro l’area di rigore, ma un attaccante che cerca il pallone, si muove, cambia posizione e prova a creare qualcosa. Nato il 1° giugno 1998, cresciuto calcisticamente a Torre Annunziata, arriva alla Reggina con un patrimonio che il club, al momento dell’acquisto, ha riassunto in 62 reti e 44 assist in carriera. Numeri che raccontano immediatamente una caratteristica: Guida non vive soltanto per il gol, ma partecipa alla costruzione dell’azione offensiva.

DAL SAVOIA ALLA LUNGA GAVETTA DELLA SERIE D

La sua storia comincia proprio con il Savoia, la squadra della sua città, ma il percorso verso il calcio importante passa attraverso quella geografia infinita della Serie D che forma giocatori abituati a campi, avversari e situazioni completamente differenti. Agnonese, Monticelli, Recanatese, Gravina, Gladiator: Guida attraversa diverse realtà prima di trovare il luogo nel quale la sua carriera cambia realmente dimensione. Quel luogo si chiama Vastogirardi.

È in Molise che Guida smette di essere soltanto un attaccante interessante e diventa un giocatore capace di spostare gli equilibri. Nella stagione 2021-22 realizza 19 reti in 33 partite secondo le cronache dell’epoca; altre ricostruzioni statistiche gli attribuiscono 19 gol in campionato, mentre il totale stagionale viene indicato anche in 20 considerando le competizioni. Al di là della piccola differenza statistica, resta un dato enorme: un giocatore che non è un centravanti classico riesce ad avvicinarsi alla soglia dei venti gol. È quella stagione a spalancargli finalmente la porta del professionismo.

TARANTO E LA SERIE C

A chiamarlo è il Taranto. Guida sale in Serie C e nella stagione 2022-23 raccoglie 21 presenze e 4 reti con i rossoblù, prima di proseguire la propria esperienza tra i professionisti anche con la Turris. Non diventa un bomber di categoria, ma dimostra di poter stare dentro un calcio più rapido e tatticamente esigente. Successivamente torna in Serie D e indossa la maglia della Nocerina, con la quale mette insieme 32-33 presenze e 3 reti.

Poi arriva un incontro che oggi assume un significato particolare: Ravenna e Marco Marchionni.

MARCHIONNI LO CONOSCE GIÀ

Nella stagione 2024-25 Guida approda al Ravenna. Non vive l’annata statisticamente più prolifica della carriera — le rilevazioni disponibili gli attribuiscono 25 presenze e 3 reti in campionato — ma entra nei meccanismi di una squadra importante e soprattutto lavora con Marchionni. Il Ravenna conquista la Coppa Italia Serie D e vince i playoff, e quell’esperienza permette all’attuale allenatore amaranto di conoscere direttamente pregi, limiti e duttilità del giocatore.

Non è quindi casuale che, quando nell’estate 2026 Marchionni arriva a Reggio, il nome di Guida compaia presto tra quelli individuati per costruire la nuova squadra. Lo stesso tecnico ha successivamente confermato di conoscerlo bene e di considerarlo utilizzabile anche da seconda punta. Guida non arriva alla Reggina perché qualcuno ne ha studiato soltanto le statistiche: arriva anche perché l’allenatore sa già cosa può chiedergli.

IL RITORNO A CASA E UN’ALTRA PROMOZIONE

La stagione successiva lo riporta alle origini. Dopo una prima parte all’Heraclea, Guida torna al Savoia e la storia assume quasi la forma di un cerchio che si chiude. Con i bianchi di Torre Annunziata disputa 23 partite e realizza 9 reti nella parte di stagione trascorsa al Savoia, contribuendo alla cavalcata che porta il club alla promozione in Serie C.

È un particolare che merita attenzione: Guida arriva a Reggio dopo due stagioni consecutive nelle quali la sua squadra ha raggiunto un traguardo importante. Coppa Italia e playoff con il Ravenna; promozione con il Savoia. Non significa naturalmente che un calciatore porti automaticamente con sé la vittoria, ma significa conoscere gli spogliatoi nei quali si gioca per arrivare fino in fondo.

MA CHE RUOLO HA DAVVERO GUIDA?

È probabilmente la domanda più interessante. Definirlo semplicemente attaccante risolve poco. Guida può giocare esterno offensivo, trequartista, seconda punta e, in determinate situazioni, anche riferimento avanzato. La sua struttura e soprattutto le sue caratteristiche lo portano però naturalmente verso un calcio di movimento: ama ricevere fuori dalla zona centrale, attaccare lo spazio, puntare l’uomo e creare superiorità. Durante la sua carriera è stato utilizzato in diversi sistemi proprio perché non necessita di una posizione rigida.

Nel 3-5-2 di Marchionni può diventare particolarmente interessante come seconda punta. È qui che la costruzione dell’attacco amaranto comincia ad avere una logica precisa: Magrassi offre centimetri e presenza centrale; Jallow profondità e movimento; Reis duttilità; Guida può essere l’uomo che collega il gioco e rompe le posizioni. Non cinque attaccanti uguali, dunque, ma caratteristiche differenti che permettono a Marchionni di cambiare la partita senza necessariamente cambiare sistema.

QUEL NUMERO 10

Alla presentazione della squadra è arrivato anche un piccolo segnale simbolico: mentre la numero 9 è stata successivamente consegnata ad Andrea Magrassi, Guida ha ricevuto la 10. Una maglia pesante nella tradizione del calcio italiano, ma forse adatta a un giocatore difficile da imprigionare dentro una definizione.

Il suo compito a Reggio, però, non sarà necessariamente quello di tornare ai quasi venti gol di Vastogirardi. Con una rosa offensiva così profonda, il valore di Guida potrebbe essere misurato anche attraverso ciò che crea per gli altri: assist, movimenti che aprono spazi, superiorità numerica, capacità di giocare tra centrocampo e attacco. Quei 44 assist indicati dalla Reggina nel presentarlo raccontano che nella sua carriera c’è sempre stata anche questa dimensione.

A REGGIO PER VINCERE ANCORA

A ventotto anni Guida arriva probabilmente nel momento più maturo della propria carriera. Ha conosciuto la Serie D quando era ancora un ragazzo, ha segnato quasi venti gol in una stagione, è arrivato tra i professionisti, è tornato indietro, ha vinto e ha ricominciato. Non è il percorso lineare del predestinato. È quello, molto più comune e forse più autentico, di chi ha dovuto conquistarsi ogni gradino.

Adesso c’è la Reggina. E c’è ancora Marchionni, l’allenatore che lo conosce e che ha voluto ritrovarlo.

Forse la curiosità più grande su Michele Guida non riguarda allora quanti gol segnerà. Riguarda dove lo vedremo giocare quando questa Reggina avrà trovato la propria forma definitiva.

Perché alcuni calciatori hanno un ruolo scritto sulla schiena.

Guida, sulla schiena, ha soltanto un numero: il 10. Il resto può inventarlo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.