Ritratti

Ritratti Amaranto | Marco Baldan, il difensore che ha imparato la strada per vincere

Tre promozioni dalla Serie D alla C negli ultimi quattro anni, circa duecento presenze tra i professionisti e una scuola chiamata Milan. A 32 anni arriva alla Reggina, aspetta il tesseramento e alla prima occasione Marchionni lo mette subito titolare. Dopo il 4-0 all’Avola racconta perché a Reggio non poteva dire di no.

Ci sono calciatori che arrivano portandosi dietro soprattutto dei numeri. Marco Baldan porta qualcosa di più difficile da misurare: l’abitudine a stare dentro le stagioni che finiscono bene. È nato a Cittadella il 13 novembre 1993, è un difensore centrale mancino di 182 centimetri ed è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Milan. Da allora ha attraversato praticamente tutti i gradini del calcio italiano, dalla Serie B alla C fino a quella Serie D che negli ultimi anni ha imparato non soltanto a conoscere, ma soprattutto a vincere.

DAL MILAN A DUECENTO PARTITE TRA I PROFESSIONISTI

Dopo il settore giovanile rossonero, Baldan comincia il calcio dei grandi con la Nocerina. Poi Latina e Perugia in Serie B, quindi Lumezzane, Südtirol, Arzachena, Arezzo, Pistoiese e Lucchese. È soprattutto la Serie C a costruirgli addosso il mestiere del difensore: Calciotel gli attribuisce 178 presenze in Serie C, alle quali si aggiungono le esperienze in B e, successivamente, oltre cento partite in D.

Baldan non è il difensore arrivato a Reggio per imparare la categoria. È esattamente il contrario. Conosce gli attaccanti che trasformano ogni pallone sporco in una battaglia, i campi sui quali prima di giocare bisogna resistere, le partite nelle quali il nome scritto sulla maglia conta molto meno del secondo pallone conquistato a centrocampo. Ed è probabilmente questa una delle ragioni per cui la Reggina ha deciso di portarlo al Sant’Agata.

TRE PROMOZIONI IN QUATTRO ANNI

Il particolare più interessante della sua carriera recente è quasi una firma. Brindisi, Siracusa, Scafatese: tre promozioni dalla Serie D alla Serie C negli ultimi quattro anni. Con la Scafatese, nell’ultima stagione, è arrivato anche lo Scudetto di Serie D. Il club amaranto, annunciandone l’acquisto il 3 settembre, ha scelto proprio questo dato per presentarlo.

L’ultima annata racconta anche quanto fosse centrale nel progetto campano: secondo i dati riportati da Metropolis, Baldan ha chiuso la stagione della Scafatese con 39 presenze complessive, 3.368 minuti, 2 gol e 2 assist, accompagnando la squadra alla vittoria del girone G e poi al titolo nazionale della categoria.

Non significa naturalmente che basti acquistare un calciatore abituato alle promozioni per conquistarne un’altra. Significa però mettere nello spogliatoio qualcuno che conosce già il rumore di certe partite. E soprattutto il peso delle domeniche nelle quali bisogna vincere senza essere necessariamente belli.

L’ATTESA, POI SUBITO IL GRANILLO

La Reggina raggiunge l’accordo con Baldan all’inizio di settembre, ma deve attendere prima di poterlo utilizzare. Il tesseramento diventa ufficiale il 15 settembre e il difensore sceglie la maglia numero 4. Ventiquattr’ore più tardi Marchionni non lo porta semplicemente in panchina: lo mette direttamente dentro la sua difesa contro l’Avola.

Novanta minuti, vittoria 4-0 e porta ancora inviolata.

Per raccontare il suo debutto, però, forse conta più ciò che Baldan dice dopo la partita di quello che aveva fatto durante la partita. Spiega che l’interesse della Reggina era arrivato già da tempo e che, quando a fine agosto si è concretizzata la possibilità di trasferirsi, la decisione è stata immediata: «Alla Reggina non si può proprio dire di no». Ringrazia la Scafatese per averlo lasciato partire e aggiunge una frase che racconta anche la sua disponibilità tattica: sarebbe venuto a Reggio perfino per fare il portiere.

UN MANCINO CHE PUÒ MUOVERSI NELLA DIFESA

Baldan nasce centrale, è mancino e si sente particolarmente naturale sul centrosinistra, ma può giocare sia nella difesa a tre sia in quella a quattro. È un dettaglio tutt’altro che secondario per Marchionni, che in questo avvio di stagione sta dimostrando di voler costruire una squadra capace di cambiare uomini senza perdere identità.

A 32 anni il suo valore non può essere soltanto atletico. È lettura delle situazioni, posizione, capacità di capire quando accompagnare l’azione e quando invece una partita chiede semplicemente di non concedere nulla. La Reggina aveva già Lancini come uomo d’esperienza nel reparto; con Baldan aggiunge un altro difensore che ha vissuto categorie superiori e, soprattutto, sa perfettamente cosa significhi affrontare una Serie D con l’obbligo di stare davanti.

QUELLO CHE BALDAN HA VISTO SUBITO

C’è un momento delle sue dichiarazioni dopo l’Avola che racconta forse meglio di qualsiasi statistica ciò che il nuovo difensore ha cercato appena entrato nello spogliatoio amaranto.

Baldan cita Domenico Girasole, entrato dalla panchina e andato in gol. Poi guarda a Giuliano Alma: sbaglia il rigore, avrebbe l’occasione di cercare personalmente il riscatto, ma quando si presenta una situazione migliore serve Jallow per il quarto gol. Per Baldan sono segnali della mentalità di un gruppo nel quale chi entra vuole lasciare qualcosa e chi potrebbe pensare a se stesso sceglie il compagno.

È interessante che un uomo arrivato da pochissimo abbia guardato proprio questo.

Non il 4-0. Non la classifica. Non i nove punti.

Lo spogliatoio.

UNO CHE SA CHE SETTEMBRE NON CONTA ANCORA

Tre partite, tre vittorie. La Reggina è partita forte, ma Baldan sembra conoscere abbastanza bene questa categoria da non lasciarsi sedurre da settembre. Dopo l’Avola parla di una partita alla volta, di margini di miglioramento e di una squadra che non deve mollare un centimetro. Marchionni, racconta, tiene tutti sul pezzo.

Forse è proprio questo il motivo per cui un calciatore con la sua storia può diventare importante.

Marco Baldan non è arrivato a Reggio per raccontare alla Reggina come si vince un campionato. È arrivato sapendo quanto è lungo il viaggio necessario per farlo.

Negli ultimi quattro anni quella strada l’ha percorsa tre volte.

Adesso ha cambiato maglia. La destinazione, invece, vorrebbe lasciarla esattamente la stessa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.