Ritratti Amaranto | Sulayman Jallow, molto più di un’alternativa: storia, gol e caratteristiche dell’attaccante della Reggina
Ventuno gol nell’ultima stagione giocata in Serie D, oltre duecento presenze in C, velocità, fisicità e capacità di giocare accanto a un centravanti. Oggi Jallow deve soprattutto ritrovare la condizione, ma la sua carriera racconta perché la Reggina abbia deciso di puntare su di lui.
In questi giorni si parla di Sulayman Jallow soprattutto per ciò che ancora non può dare alla Reggina. Marco Marchionni ha spiegato alla vigilia del Licata che l’attaccante arrivava da circa tre mesi di inattività e non era ancora nelle condizioni migliori. È una fotografia del presente, ma rischia di nascondere la parte più interessante della storia: chi è veramente Jallow e perché un attaccante con il suo curriculum è sceso nuovamente in Serie D?
Jallow nasce il 30 ottobre 1996 a Tabokoto, in Gambia, è alto 184 centimetri, calcia prevalentemente di destro e arriva alla Reggina dalla Vis Pesaro con la formula del prestito con opzione di riscatto. Il suo viaggio nel calcio italiano è lungo e tutt’altro che lineare. Olympia Agnonese, Ascoli, Viterbese, Gubbio, Cuneo, Milano City, Aquila Montevarchi, Latina, Turris, Audace Cerignola, Arzignano e Vis Pesaro: tante maglie, tanti campionati, soprattutto tantissima Serie C.
QUANDO JALLOW FECE A PEZZI LA SERIE D
C’è una stagione che racconta più delle altre perché il suo arrivo a Reggio sia particolarmente intrigante. 2020-2021, Aquila Montevarchi. Jallow gioca 33 partite di Serie D, segna 21 gol e serve 9 assist. Numeri da attaccante dominante, ma soprattutto numeri che conducono il Montevarchi alla promozione in Serie C. Non si tratta quindi semplicemente di un calciatore che conosce la categoria: Jallow sa già cosa significhi vincerla da protagonista.
Il dato complessivo conferma la sua particolare efficacia in quarta serie. Le statistiche disponibili gli attribuiscono 50 presenze e circa 27-28 reti in Serie D, mentre in Serie C il suo percorso supera le 200 presenze con 26 gol. Le fonti statistiche consultate presentano una piccola discrepanza sul totale esatto delle reti in D — 27 o 28 — e proprio per questo è preferibile non costruire certezze artificiali sul singolo gol; ciò che non cambia è la sostanza: in Serie D Jallow ha segnato con una frequenza enormemente superiore rispetto alla Serie C.
NON È SOLTANTO UN CENTRAVANTI
Definirlo semplicemente “punta” dice poco. Jallow può fare il centravanti, ma una delle caratteristiche che potrebbero renderlo particolarmente prezioso per Marchionni è la possibilità di utilizzarlo come seconda punta nel 3-5-2, accanto a un attaccante maggiormente strutturato. È una soluzione che conosce: alla Vis Pesaro ha giocato proprio in un 3-5-2 e lo stesso era accaduto durante l’esperienza all’Audace Cerignola.
Fisicità e rapidità convivono in un giocatore di 184 centimetri che ama muoversi, attaccare gli spazi e non offrire al difensore un riferimento permanente. La Vis Pesaro lo aveva descritto sottolineandone anche visione di gioco, versatilità e intelligenza tattica. È forse questo l’aspetto da osservare con maggiore attenzione a Reggio: Jallow può segnare, ma può anche lavorare per chi gli gioca accanto. I nove assist della sua grande stagione di Montevarchi non sono un dettaglio.
Foto: Reggina1914
E qui comincia il divertimento tattico per Marchionni. Magrassi e Jallow non sono due copie dello stesso attaccante. Possono diventare alternative, certamente, ma anche complementari. Una punta più strutturata può offrire riferimento e profondità; Jallow può muoversi attorno a lei, uscire dalla linea, attaccare uno spazio lasciato libero e trasformare il 3-5-2 in qualcosa di meno prevedibile. Con Rossetti e le altre soluzioni offensive presenti nella rosa, la Reggina dispone così di caratteristiche differenti e non soltanto di nomi differenti.
CINQUE STAGIONI TRA I PROFESSIONISTI
Dopo la promozione conquistata con il Montevarchi, Jallow non è più tornato in Serie D fino alla chiamata della Reggina. Nelle cinque stagioni successive ha sempre militato in Serie C, vestendo anche le maglie di Latina, Turris, Audace Cerignola, Arzignano e Vis Pesaro e partecipando due volte ai playoff per la promozione. Una delle parentesi recenti più interessanti è quella di Cerignola: nella prima parte della stagione 2024-25 mise insieme 5 reti in 11 presenze di campionato prima di proseguire l’annata all’Arzignano. Nell’ultima stagione con la Vis Pesaro sono invece arrivate 4 reti in 20 presenze, secondo la ricostruzione di TuttoReggina.
Esiste però anche l’altra faccia della sua storia recente ed è inutile nasconderla: gli infortuni muscolari. Nell’ultima stagione Jallow ha saltato circa tre mesi per uno strappo agli adduttori e successivamente ha accusato un altro problema muscolare. Anche durante il periodo di Cerignola aveva dovuto fermarsi per alcune gare. È questo il motivo per cui oggi la prudenza di Marchionni ha perfettamente senso. La Reggina non ha bisogno del Jallow di settembre a tutti i costi: ha bisogno di recuperare il vero Jallow per i mesi nei quali il campionato comincerà a pesare.
UNA CURIOSITÀ AMARANTO
C’è anche una piccola storia dentro la storia. Jallow non è il primo calciatore gambiano a indossare l’amaranto. Prima di lui c’era stato Eliman Cham, che con la Reggina mise insieme 52 presenze e 5 reti. Jallow diventa dunque un altro piccolo filo che unisce il Gambia a Reggio Calabria.
IL NUMERO CHE FA SOGNARE, SENZA SOGNARE TROPPO
Alla fine si torna inevitabilmente lì: 21. Ventuno gol nell’ultima Serie D disputata. Sarebbe però sbagliato prendere quel numero del 2020-21 e trasferirlo automaticamente al 2026. Sono trascorsi anni, il giocatore ha cambiato squadre, categoria e condizione fisica. Il calcio non conserva i gol in una cassaforte per restituirli quando servono.
Ma quel dato racconta qualcosa che rimane: Jallow conosce le porte della Serie D, conosce le sue difese, conosce i campi difficili e soprattutto conosce la strada che conduce dalla D alla C perché l’ha già percorsa.
La Reggina non deve avere fretta. Marchionni può permettersi di aspettarlo, inserirlo gradualmente e restituirgli condizione e continuità. Quando arriverà quel momento, capiremo se sotto la maglia amaranto esiste ancora l’attaccante capace di segnare ventuno volte in una stagione e trascinare una squadra alla promozione.
Per adesso Jallow è un uomo da recuperare. Ma la sua carriera dice che potrebbe diventare un’arma da liberare.


