REGGINA-LICATA, MARCHIONNI DETTA LA LINEA: «VOGLIAMO IMPORCI». IL GRANILLO ASPETTA LA PRIMA
Alla vigilia dell’esordio in campionato il tecnico amaranto non si nasconde: soddisfatto del mercato, fiducia nei nuovi arrivati e un messaggio preciso alla squadra. Porcino indisponibile, problemi per Franchini, Jallow ancora da valutare e Baldan fuori. Domenica alle 15 comincia finalmente il viaggio.
Il tempo delle prove è finito. Domenica 6 settembre, alle ore 15, il Granillo riaprirà le porte al campionato e davanti alla Reggina ci sarà il Licata. Prima giornata, primi punti in palio e soprattutto il primo momento nel quale ciò che è stato costruito durante l’estate dovrà smettere di essere un progetto e diventare una squadra. Marco Marchionni arriva all’appuntamento senza nascondersi. La sua Reggina vuole essere protagonista e il concetto espresso nella conferenza stampa della vigilia è semplice: gli amaranto vogliono imporre il proprio calcio e far capire immediatamente quale campionato intendono disputare.
MARCHIONNI PROMUOVE IL MERCATO
Il tecnico si presenta all’esordio con la consapevolezza di avere ricevuto dalla società una rosa importante. Ha sottolineato gli sforzi compiuti dal club e descritto un gruppo nel quale vede qualità, personalità ed esperienza. Ma insieme agli elogi arriva già la prima regola dello spogliatoio: chi non riuscirà ad allinearsi alle esigenze del gruppo finirà, nelle parole dell’allenatore, per autoescludersi.
È un messaggio tutt’altro che secondario. La Reggina parte con ambizioni dichiarate e Marchionni sembra voler stabilire immediatamente una gerarchia fondata non soltanto sui nomi, ma sull’affidabilità e sul lavoro quotidiano.
Grande attenzione inevitabilmente sugli ultimi arrivati. Andrea Magrassi è il centravanti che completa l’attacco e Marchionni non nasconde di apprezzarne molto le caratteristiche: struttura fisica, capacità di attaccare lo spazio e qualità che possono consentirgli di fare la differenza. Parole importanti anche per Matteo Rossetti, centrocampista che unisce qualità e quantità e che il tecnico conosce già bene, mentre per Marco Baldan Marchionni lascia parlare soprattutto quanto fatto dal difensore nelle ultime stagioni.
La sensazione è che il mercato abbia consegnato all’allenatore non soltanto alternative, ma anche la possibilità di modificare nel tempo il volto tattico della squadra. Per adesso, però, niente rivoluzioni: alcuni calciatori devono ancora raggiungere la condizione migliore e Marchionni preferisce affidarsi ai meccanismi sui quali il gruppo ha già lavorato.
LE ASSENZE: PORCINO FUORI, JALLOW DA VALUTARE
La Reggina non arriverà comunque completa alla prima di campionato. Antonio Porcino è indisponibile, mentre Simone Franchini ha accusato un problema fisico. Situazione diversa per Sulayman Jallow, arrivato più tardi rispetto al resto del gruppo e ancora impegnato nel percorso verso la condizione migliore: Marchionni valuterà insieme allo staff se e quanto utilizzarlo.
Non ci sarà neppure Marco Baldan, che non può ancora essere impiegato. L’allenatore dovrà quindi costruire il primo undici della Serie D 2026/27 tenendo conto di alcune assenze, senza però trasformarle in alibi.
Tra coloro che hanno già conquistato l’attenzione del tecnico c’è invece Filippo Toscano, classe 2008. Marchionni ne ha apprezzato soprattutto la capacità di giocare con naturalezza e senza paura. Un segnale interessante anche nell’ottica della gestione degli under, elemento che in Serie D può incidere profondamente sugli equilibri di una squadra.
«VOGLIAMO IMPORCI»
È però quando il discorso si sposta sull’identità della Reggina che la conferenza cambia tono. Marchionni parla di carattere, temperamento e cattiveria agonistica, citando giocatori come Rotulo e Alma come esempi di quella componente che deve accompagnare la qualità tecnica.
Il concetto è netto: non sarà la Reggina ad aspettare di capire cosa faranno gli altri.
Vuole essere lei a determinare le partite.
È probabilmente questo il passaggio più importante alla vigilia del campionato. Perché una squadra costruita con l’obiettivo di stare davanti non può limitarsi a essere tecnicamente superiore: deve imparare a comportarsi da squadra che vuole comandare il torneo, soprattutto quando gli avversari arriveranno con motivazioni moltiplicate dal peso della maglia amaranto.
IL CALDO DELLE 15 E QUELL’ORARIO CHE NON È CAMBIATO
Ci sarà anche un avversario invisibile: il caldo. La Reggina aveva provato a ottenere una modifica dell’orario della partita, ma la richiesta non ha avuto esito positivo. Si giocherà dunque alle 15.
Marchionni sa che questo potrà incidere sui ritmi e sull’intensità della pressione. Ma anche qui il messaggio è quello di una squadra chiamata ad adattarsi, non a cercare giustificazioni.
Dall’altra parte ci sarà un Licata che arriverà al Granillo senza nulla da perdere e con tutto l’interesse a trasformare la partita in una battaglia sporca, difficile, magari lenta. È proprio contro questo genere di avversari che spesso si misura la maturità delle squadre costruite per vincere.
ADESSO PARLA IL CAMPO
Domenica il Granillo ritroverà il campionato e la Reggina inizierà un viaggio nel quale l’obiettivo non ha bisogno di essere pronunciato ogni giorno. Lo conoscono la società, Marchionni, i giocatori e soprattutto lo conosce una città che di stagioni in Serie D ne ha già vissute abbastanza.
La prima pagina si chiama Licata.
Marchionni ha già scelto le parole con cui cominciare a scriverla: «Vogliamo imporci».
Da domenica pomeriggio sapremo se questa nuova Reggina ha già imparato a farlo.


