Editoriale

REGGINA, IL GRANILLO NON CONOSCE CATEGORIE: NUMERI DA SERIE B, PASSIONE SENZA CONFINI

Oltre 6.100 spettatori di media, numeri superiori a quelli di alcune società professionistiche. Reggio Calabria continua a rispondere presente, nonostante le delusioni. Adesso tocca alla squadra restituire sul campo tutto questo amore.

Ci sono classifiche che si leggono sui giornali e altre che si scrivono sugli spalti, attraverso la passione, i sacrifici e l’amore per una maglia. E in questa speciale classifica, Reggio Calabria continua a giocare un campionato tutto suo.

Secondo i dati pubblicati da TuttoReggina, nelle prime quattro gare casalinghe della stagione il Granillo ha registrato una media di 6.103 spettatori, su una capienza attualmente limitata a 7.499 posti. Un’occupazione superiore all’81%, che racconta quanto sia profondo il legame tra la città e i colori amaranto.

Numeri che superano quelli di quattro società di Serie B — Catanzaro, Südtirol, Juve Stabia e Virtus Entella — pur considerando le differenti condizioni degli impianti. E in Serie C soltanto sette squadre registrano una media superiore.

Una tifoseria da calcio professionistico, costretta ancora a vivere la Serie D.

Ma dietro queste cifre c’è molto di più. C’è una città che ha conosciuto delusioni sportive, ripartenze dolorose e promesse rimaste incompiute. Una città che avrebbe avuto mille ragioni per allontanarsi dal calcio e che invece continua a riempire il proprio stadio.

Contro il Licata erano presenti 5.227 spettatori, contro l’Avola 5.243. Poi 6.997 contro l’Igea Virtus e 6.945 contro la Vibonese. Proprio quest’ultimo dato è forse il più significativo: quasi settemila persone dopo due sconfitte consecutive.

La gente non ha aspettato che la Reggina tornasse a vincere per dimostrarle di esserci. C’era già.

E questo rappresenta un patrimonio straordinario, ma anche una responsabilità enorme per chi indossa quella maglia. Perché giocare davanti a seimila persone in Serie D non è normale. È un privilegio che merita rispetto, impegno e soprattutto continuità.

La squadra di Marchionni è ancora in testa alla classifica, insieme al Sambiase. Nulla è compromesso, ma le ultime prestazioni hanno mostrato difficoltà che non possono essere sottovalutate. Adesso servono risposte, non proclami.

Risposte per chi acquista un biglietto, percorre chilometri, porta un figlio allo stadio e continua a raccontargli la storia di una Reggina che ha conosciuto palcoscenici ben diversi.

Perché la categoria racconta dove giochi. La tifoseria racconta chi sei.

Il Granillo continua a essere una casa viva, un luogo nel quale migliaia di persone si riconoscono negli stessi colori, nonostante tutto.

I tifosi stanno già facendo la loro parte. Adesso tocca alla Reggina dimostrare di essere all’altezza di tanto amore.

Perché si può retrocedere di categoria, perdere una partita, attraversare stagioni difficili.

Ma una passione come questa non retrocede mai.

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