Editoriale

Reggina, il futuro ha diciassette anni: Ludovico Franco si prende il suo primo applauso

Dall’Under 17 alla Juniores Nazionale, fino all’esordio con la prima squadra a Favara. Una giornata da ricordare per il giovane attaccante amaranto, sul quale Marchionni dimostra di credere.
In una giornata che ha lasciato parecchio amaro in bocca alla Reggina, c’è una piccola storia che merita di essere raccontata. È quella di Ludovico Franco, diciassette anni, attaccante del vivaio amaranto, che mercoledì pomeriggio, sul campo del CastrumFavara, ha vissuto un momento destinato a rimanere nella sua memoria: l’esordio in prima squadra.
Al 78′, con il risultato fermo sul 2-2, Marchionni lo ha chiamato dalla panchina e mandato in campo al posto di Baldan. Non una passerella a risultato acquisito, ma un ingresso nel momento in cui la Reggina cercava ancora il gol della vittoria. Un dettaglio che dà maggiore significato alla scelta dell’allenatore.

Un percorso costruito nel vivaio

Classe 2009, Franco è cresciuto calcisticamente nel settore giovanile amaranto, dove milita da alcuni anni. Nella passata stagione si è messo in evidenza come uno dei realizzatori dell’Under 17 Élite, guadagnandosi il passaggio alla Juniores Nazionale, categoria nella quale sta proseguendo il proprio percorso.
La prima convocazione con i grandi è arrivata proprio per la trasferta di Favara. Poi, quasi a sorpresa, anche l’occasione di entrare in campo.
Per un ragazzo della sua età, ritrovarsi accanto a calciatori esperti, con una partita ancora tutta da decidere, significa misurarsi improvvisamente con un calcio diverso: ritmi, responsabilità e pressioni che non sono quelli delle competizioni giovanili.

Marchionni crede in lui

Le parole dell’allenatore dopo la partita raccontano molto della considerazione che Franco sta conquistando: «Se l’ho messo in campo è perché ritengo che possa far parte di noi e che ci possa dare una mano».
Non soltanto un premio, dunque, ma un’opportunità concessa a un giovane che il tecnico considera già utile al gruppo. Marchionni avrebbe voluto accompagnare il debutto con una vittoria, ma il pareggio non cancella il valore di quel momento.
Naturalmente, pochi minuti non bastano per giudicare un calciatore. Il talento va coltivato, il passaggio tra i grandi richiede pazienza e il ragazzo dovrà continuare a lavorare senza sentirsi arrivato. Ma il primo passo è stato compiuto.

Una bella notizia anche per il Sant’Agata

L’esordio di Franco è una soddisfazione che appartiene anche al settore giovanile della Reggina. Vedere un ragazzo del vivaio arrivare alla prima squadra significa dare concretezza a un percorso di formazione che deve rappresentare una risorsa per il futuro della società.
In una categoria nella quale spesso si cercano esperienza e risultati immediati, trovare spazio per un diciassettenne è un segnale incoraggiante. Non significa chiedergli di risolvere i problemi della squadra, ma offrirgli la possibilità di crescere accanto a chi ha già affrontato tante stagioni di calcio.
Favara resterà una giornata amara per il risultato. Per Ludovico Franco, invece, sarà sempre il giorno della prima volta.
E chissà che, tra qualche anno, non si possa tornare a quel pomeriggio di ottobre per raccontare dove tutto è cominciato.
Buon cammino, Ludovico. La maglia amaranto, adesso, è anche una storia tua.

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