I SIGNORI AMARANTO | Maurizio Gangemi, una penna libera al servizio della passione amaranto
Maurizio Gangemi ha attraversato molti anni della storia recente della Reggina raccontandola con la passione di chi appartiene profondamente a questa città, ma anche con la libertà di chi considera il giornalismo una responsabilità, prima ancora che una professione.
Direttore de Il Reggino, Gangemi ha costruito nel tempo un rapporto particolare con il mondo amaranto. Non soltanto attraverso le cronache sportive, i commenti e le analisi, ma soprattutto con una presenza costante nelle vicende che hanno accompagnato la squadra, nei momenti felici come in quelli più difficili.
La sua è una maniera di vivere la Reggina che non si esaurisce nei novanta minuti di una partita. C’è l’attenzione per la storia, per i protagonisti che hanno indossato quella maglia e per il patrimonio umano che il calcio ha lasciato a Reggio Calabria. Un patrimonio che merita di essere custodito, raccontato e trasmesso.
In questa direzione si inserisce anche l’esperienza di Leggende Amaranto, un progetto che ha contribuito a mantenere vivo il legame tra la città e tanti uomini che hanno scritto pagine importanti della sua storia calcistica. Un’iniziativa capace di andare oltre il semplice ricordo sportivo, recuperando rapporti, testimonianze e sentimenti che il trascorrere degli anni non ha cancellato.
Significativa, in questo percorso, anche l’attenzione verso la solidarietà. L’iniziativa benefica organizzata nel 2015 allo stadio Granillo rappresenta uno degli esempi di come la passione per la Reggina possa diventare occasione di partecipazione e impegno concreto.
Ma c’è un altro aspetto che caratterizza Maurizio Gangemi: l’indipendenza di giudizio. Nel corso degli anni non ha rinunciato a esprimere valutazioni critiche sulle diverse gestioni societarie, distinguendo sempre l’amore per la squadra dalle responsabilità di chi, di volta in volta, è stato chiamato ad amministrarla.
Una distinzione importante, soprattutto in una piazza nella quale la passione calcistica finisce spesso per confondersi con il giudizio sugli uomini che rappresentano la società. La Reggina rimane, i dirigenti passano. E raccontarla significa anche saper riconoscere gli errori, senza per questo mettere in discussione il sentimento che lega una comunità ai propri colori.
Gangemi appartiene a quella generazione di giornalisti che hanno conosciuto da vicino il calcio reggino, ne hanno vissuto le trasformazioni e continuano a considerarlo parte integrante dell’identità cittadina.
La sua presenza nel panorama dell’informazione sportiva reggina racconta dunque qualcosa che va oltre il lavoro di una redazione. Racconta la volontà di non disperdere la memoria, di mantenere aperto il confronto e di difendere il diritto di esprimere liberamente le proprie idee.
Per questo Maurizio Gangemi trova posto tra i nostri Signori Amaranto. Non per un ruolo ricoperto sul terreno di gioco, ma per un percorso nel quale giornalismo, memoria e passione per la Reggina si sono incontrati e continuano a convivere.


