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Trapani-Reggina, domani la passione e il tifo passeranno attraverso una telecamera

Domani ci sarà qualcosa che mancherà ancora prima del fischio d’inizio. Non saranno un coro, una bandiera o uno striscione. Mancheranno loro. Quelli che la Reggina la seguono ovunque. Gli splendidi ragazzi della magica curva amaranto e gli altri tifosi al seguito.

Alle 15.30, quando Trapani e Reggina entreranno sul terreno del “Cardinale” di Capaci, sugli spalti non ci sarà nessuno. La Prefettura di Palermo ha disposto il divieto di vendita dei biglietti per tutti i settori e la conseguente disputa della gara a porte chiuse. È il dato ufficiale.

Dietro quelle gradinate vuote, però, c’è una storia che non nasce con Trapani-Reggina. Il club granata non sta giocando al Provinciale di Trapani per il duro contenzioso con l’ente proprietario dell’impianto ed è costretto a disputare altrove le proprie gare casalinghe. A questo si aggiunge un clima particolarmente difficile attorno alla società. Le ricostruzioni giornalistiche parlano infatti di rapporti estremamente tesi tra il presidente Valerio Antonini e una parte della tifoseria del Trapani, indicando proprio le esigenze di sicurezza e ordine pubblico, insieme alle problematiche degli impianti alternativi, tra gli elementi che hanno portato alle gare senza spettatori. La Prefettura, nel provvedimento reso noto dalla Reggina, non ha però dettagliato pubblicamente queste motivazioni. Solo sussurri, sagaci.

Per i tifosi amaranto il risultato è comunque lo stesso: niente trasferta. E per una gente abituata a seguire la propria squadra ovunque è una sensazione strana. Perché una trasferta non comincia quando l’arbitro fischia. Comincia molto prima. Nel messaggio mandato all’amico, nell’appuntamento fissato, nella sciarpa presa dall’armadio. Comincia sulla strada, all’autogrill, nelle discussioni sulla formazione e in quelle previsioni che quasi mai si avverano.

Domani tutto questo non ci sarà.

I giocatori sentiranno le proprie voci. Sentiranno Marchionni dalla panchina, il rumore del pallone, un richiamo da una parte all’altra del campo. Ma quando cercheranno istintivamente quel rumore che arriva da dietro una porta o da un settore laterale, troveranno gradinate vuote.

Eppure la Reggina non giocherà davvero da sola.

Una telecamera al posto della tribuna

Ci sarà una telecamera. Sembra poco, ma domani quella telecamera avrà un compito particolare: portare Capaci dentro le case dei reggini.

ReggioTV trasmetterà la partita in diretta e allora tanti salotti, club e locali diventeranno per novanta minuti piccole tribune amaranto.

Ci saranno gruppi di ragazzi davanti a un grande televisore, sciarpe al collo e occhi fissi sullo schermo. Telefoni che squilleranno durante l’intervallo, messaggi dopo un’occasione sbagliata, mani sulla testa per un pallone finito fuori di poco. Qualcuno guarderà la partita da solo, qualcuno con il padre, con il figlio o con gli amici di sempre. E se arriverà un gol amaranto, ci saranno persone che salteranno e si abbracceranno davanti a uno schermo come se quella stanza fosse per qualche secondo un settore dello stadio.

È questo il paradosso di domani: il tifo ci sarà, ma sarà invisibile dal campo.

Lontani soltanto fisicamente

La Reggina arriva a Capaci con cinque vittorie consecutive, quindici gol segnati e nessuno subito. Reggina 1914 Numeri che raccontano un avvio di campionato importante, ma che torneranno a valere zero nel momento esatto in cui comincerà la partita.

Quello che non ripartirà da zero è il rapporto tra questa squadra e la sua gente.

Al Granillo contro la Nuova Igea Virtus si è visto ancora una volta cosa significhi giocare con Reggio alle spalle. A Capaci sarà esattamente il contrario. Non ci sarà una curva verso cui correre, non arriverà l’applauso dopo un recupero e mancherà quel rumore che accompagna gli ultimi minuti quando bisogna difendere un risultato o cercare disperatamente un gol.

Per questo domani ReggioTV sarà qualcosa di più del mezzo attraverso il quale vedere una partita.

Sarà il filo che terrà insieme un campo vuoto e una città piena di persone che avrebbero voluto essere lì.

Alle 15.30 si accenderà una telecamera a Capaci. Davanti all’obiettivo undici maglie amaranto entreranno in campo senza poter vedere i propri tifosi. Dall’altra parte, a chilometri di distanza, migliaia di occhi cercheranno quelle maglie dentro uno schermo.

Non potranno sentirsi.

Ma certe passioni non hanno bisogno di stare nello stesso posto per sentirsi vicine.

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