ACCADDE OGGI | 31 ottobre 2004, il primo Derby dello Stretto in Serie A: Bonazzoli accese il sogno, Messina lo spense
Ventidue anni fa, al San Filippo, Reggina e Messina scrivevano una pagina storica del calcio meridionale. Per la prima volta il Derby dello Stretto si giocava in Serie A. Gli amaranto di Mazzarri passarono in vantaggio con Bonazzoli, ma nella ripresa Zampagna e Di Napoli ribaltarono il risultato. Una sconfitta amara, dentro una giornata che nessuna delle due città avrebbe dimenticato.
Il 31 ottobre 2004 lo Stretto non era soltanto quel breve tratto di mare che separa Reggio Calabria da Messina. Era il confine di una rivalità antica che, dopo decenni di sfide nelle categorie inferiori, arrivava finalmente sul palcoscenico più prestigioso del calcio italiano. La Serie A aveva accolto entrambe le squadre e quel derby, inseguito e immaginato da generazioni di tifosi, diventava realtà.
Al San Filippo l’atmosfera era quella delle grandi occasioni. Il Messina di Bortolo Mutti, sorprendente protagonista dell’avvio di campionato, ospitava una Reggina guidata da Walter Mazzarri, ancora alla ricerca della continuità necessaria per affrontare serenamente la stagione. In campo c’erano giocatori come Nakamura, Mozart, Paredes, Mesto e Bonazzoli da una parte; Storari, Parisi, Zampagna e Di Napoli dall’altra. Ma per novanta minuti nomi e classifiche contavano meno di una sola cosa: vincere il derby.
Bonazzoli, l’illusione amaranto
La Reggina cominciò con personalità, senza lasciarsi intimidire dall’ambiente. Al 33° minuto arrivò il momento che i tifosi amaranto aspettavano: un pallone messo in area da Colucci e Emiliano Bonazzoli pronto a trasformarlo nel gol del vantaggio. La rete alle spalle di Storari fece esplodere la gioia dei reggini presenti sugli spalti e di quanti seguivano la partita dall’altra parte dello Stretto.
Per un tempo la squadra di Mazzarri accarezzò il sogno di conquistare il primo derby di Serie A proprio in casa dei rivali. Ma nella ripresa il Messina cambiò passo. Al 65° minuto Riccardo Zampagna trovò il pareggio su calcio di punizione e, al 74°, Arturo Di Napoli, servito da Yanagisawa, completò la rimonta. Il San Filippo esplose, mentre la Reggina si ritrovò a inseguire una partita che aveva avuto tra le mani.
Finì Messina-Reggina 2-1. Una sconfitta che bruciò, inutile nasconderlo, soprattutto perché arrivata dopo un primo tempo incoraggiante e un vantaggio che aveva alimentato speranze concrete. Ma sarebbe ingeneroso ricordare quella domenica soltanto per il risultato.
Una sconfitta dentro una pagina di storia
Per la prima volta Reggio e Messina si erano affrontate nell’Olimpo del calcio italiano. Due città abituate a vivere il pallone con passione viscerale avevano portato la propria rivalità tra le grandi del campionato. Era il riconoscimento di un percorso costruito attraverso promozioni, delusioni, sacrifici e una fedeltà popolare che non aveva mai conosciuto categorie.
La Reggina avrebbe reagito subito. Appena sei giorni dopo, al Granillo, avrebbe battuto la Juventus di Ibrahimović, Del Piero e compagni per 2-1, cominciando a dare un volto diverso alla propria stagione. Un dettaglio che racconta bene quanto il calcio sappia essere imprevedibile: dalla delusione del derby alla gioia contro una delle grandi d’Italia, nello spazio di una settimana.
Ventidue anni dopo, quel 31 ottobre conserva un significato che supera la rivalità e il risultato. Il Messina vinse meritatamente la propria battaglia, la Reggina tornò a casa con l’amarezza della sconfitta, ma entrambe avevano raggiunto qualcosa che per decenni era sembrato lontanissimo.
Quel pomeriggio lo Stretto non separava due città: le univa, almeno per novanta minuti, nella stessa grande storia del calcio di Serie A.
31 ottobre 2011 – Il ricordo di Giovanni Francesco Pozza
Nello stesso giorno, quindici anni fa, si spegneva a soli 50 anni Giovanni Francesco Pozza, difensore che aveva vestito la maglia della Reggina dal 1988 al 1990, collezionando 43 presenze in Serie B.
Arrivato dall’Arezzo, fece parte della squadra di Nevio Scala che nel 1989 sfiorò la storica promozione in Serie A, sfumata nello spareggio di Pescara contro la Cremonese. Rimase anche nella stagione successiva, con Bruno Bolchi, diventando un elemento importante della difesa amaranto.
C’è una coincidenza particolarmente suggestiva: Pozza era in campo anche il 22 ottobre 1989, nel derby vinto dalla Reggina a Messina grazie al celebre pallonetto di Fulvio Simonini.
Dopo il calcio giocato si dedicò anche alla formazione dei giovani, lasciando un ricordo affettuoso soprattutto ad Arezzo, città alla quale era profondamente legato.
La memoria amaranto oggi si ferma anche su di lui, su un calciatore che contribuì a costruire una delle stagioni più amate della storia reggina.
Foto: StrettoWeb


