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REGGINA–IGEA VIRTUS, ADESSO SI FA SUL SERIO

Il Granillo prepara la prima grande partita del campionato. Marchionni lavora lontano dai proclami, Ferraro porta una squadra offensiva e senza paura. Bonina accende la vigilia: «La Reggina non è una schiacciasassi, possiamo sbancare il Granillo»

Quattro giornate possono essere poche per stabilire chi vincerà un campionato, ma sono sufficienti per capire quando una partita comincia ad avere un peso diverso dalle altre. Reggina–Nuova Igea Virtus, domenica 27 settembre alle 15 al Granillo, è esattamente questo: non una finale anticipata, espressione che a settembre avrebbe poco senso, ma il primo vero confronto diretto tra due squadre che hanno già dichiarato sul campo di voler stare nella parte più alta della classifica. La Reggina arriva da capolista con 12 punti su 12, l’Igea è immediatamente dietro a quota 10 insieme al Sambiase. Entrambe sono imbattute. Entrambe hanno segnato 13 gol. E domenica, per la prima volta, l’avvio quasi perfetto degli amaranto verrà misurato contro una delle squadre che apertamente considera se stessa una concorrente per il vertice. TuttoCalcioCalabria.it

I numeri raccontano due modi molto diversi di arrivare allo stesso appuntamento. La Reggina di Marchionni ha costruito il proprio primato attraverso un equilibrio finora impressionante: quattro vittorie, tredici reti realizzate e zero subite. L’Igea di Emanuele Ferraro ha prodotto esattamente gli stessi tredici gol, ma ne ha incassati otto. Dove gli amaranto hanno mostrato controllo, solidità e capacità di colpire senza concedere, i siciliani hanno spesso scelto un calcio più aperto, aggressivo, disposto anche ad accettare il rischio. I tredici gol giallorossi, peraltro, sono distribuiti tra nove marcatori differenti, altro elemento che rende meno semplice individuare un unico uomo da neutralizzare.

Due preparazioni, due modi di avvicinarsi alla partita

A Reggio la parola d’ordine sembra essere una sola: normalità. Matteo Rossetti ha raccontato che la squadra sta preparando la partita «con estrema attenzione», cercando di mettere in pratica durante la settimana le richieste di Marchionni. È la stessa linea che lo spogliatoio sta seguendo dall’inizio del campionato: nessuna corsa dietro all’etichetta di favorita e concentrazione sul lavoro quotidiano. Anche Momo Laaribi, intervenuto nei giorni scorsi a Fuorigioco su ReggioTV, aveva spiegato il concetto con chiarezza: per la Reggina dalla prima alla trentaquattresima giornata devono essere tutti scontri diretti.

È probabilmente uno dei lavori più importanti che Marchionni sta svolgendo. La Reggina sa di essere forte, sarebbe persino artificioso fingere il contrario, ma deve evitare che i numeri delle prime quattro giornate diventino una trappola psicologica. Domenica troverà un avversario che verrà al Granillo esattamente per verificare quanto siano solidi quei numeri.

Dall’altra parte dello Stretto l’Igea prepara infatti la trasferta con tutt’altro spirito che quello della vittima designata. Arriva dal 3-1 sul campo del Trapani, maturato dopo essere passata in svantaggio. Ferraro, commentando quella vittoria, ha insistito proprio sull’identità della sua squadra: corta, aggressiva, capace di chiudere gli spazi e soprattutto di non perdere la testa nei momenti complicati. A Trapani l’Igea ha continuato a giocare anche dopo l’1-0 avversario e ha poi ribaltato la gara. È probabilmente questa la squadra che Ferraro proverà a portare al Granillo: non una formazione destinata ad aspettare la Reggina nella propria area, ma un’avversaria intenzionata a giocare.

Poi Bonina ha acceso la partita

Se Marchionni e i suoi uomini stanno scegliendo toni bassi, Immacolato Bonina ha fatto esattamente il contrario. Il presidente onorario della Nuova Igea Virtus, intervenendo a Casa Igea, ha trasformato la vigilia in qualcosa di molto più acceso. Non ha nascosto l’ambizione: è convinto che la sua squadra possa disputare una grande partita e arrivare persino a «sbancare il Granillo». Ma soprattutto ha messo in discussione la lettura quasi unanime di questa prima Reggina. Secondo Bonina, gli amaranto non sarebbero ancora quella «schiacciasassi» che qualcuno immagina: ha ricordato gli avversari affrontati nelle prime giornate e sostenuto che a Modica la squadra di Marchionni abbia rischiato.

Poi la frase destinata inevitabilmente a entrare nella vigilia: «Penso che faremo saltare le coronarie alle 10.000 persone del Granillo». Una provocazione, certamente, ma anche una dichiarazione d’intenti. Bonina non vuole che l’Igea arrivi a Reggio intimidita dallo stadio, dalla classifica o dai numeri della capolista. E quando il discorso si è spostato sulla possibile presenza di Claudio Lotito al Granillo, il presidente siciliano ha aggiunto un’altra battuta: spera che il patron amaranto abbia scelto la partita sbagliata da vedere.

Dietro le provocazioni, però, c’è anche un ragionamento calcistico. Bonina non nasconde più le ambizioni della società. Dopo l’ottimo campionato precedente, l’asticella è stata alzata e la rosa è stata costruita per essere competitiva. Nella sua personale lettura della corsa al vertice mette Reggina, Nuova Igea Virtus, Sambiase, Vibonese e Nissa. Soprattutto difende la scelta di Ferraro e il suo calcio offensivo: un modo di giocare che può concedere qualcosa, ma che secondo Bonina rappresenta la strada attraverso la quale si vincono i campionati.

Marchionni contro Ferraro: qui c’è la partita nella partita

È forse l’aspetto tatticamente più affascinante della domenica. Ferraro vuole una squadra aggressiva, corta, verticale e disposta ad attaccare anche fuori casa. Marchionni ha invece mostrato nelle prime settimane una Reggina capace di assumere forme differenti. Ha dominato quando ha potuto farlo, ma a Lamezia, su un campo reso pesantissimo dalla pioggia, ha dimostrato anche di saper rinunciare all’estetica, adattarsi e vincere una partita completamente diversa.

L’Igea potrebbe quindi essere il primo avversario capace di chiedere alla Reggina contemporaneamente entrambe le cose: qualità e pazienza. Gli ospiti hanno uomini diversi in grado di trovare la porta — Tumminelli, Harper e Ferrara sono già a quota due, mentre altri sei giocatori hanno partecipato alla produzione offensiva — ma concedono. Otto reti subite in quattro giornate contro nessuna della Reggina rappresentano il contrasto statistico più evidente della partita.

Significa che il Granillo potrebbe assistere a una gara molto differente dalle precedenti. Se l’Igea manterrà davvero la propria filosofia offensiva, potrebbe lasciare alla Reggina spazi che altre squadre hanno cercato soprattutto di chiudere. Ma proprio per questo gli amaranto dovranno prestare un’attenzione particolare alle transizioni e alla capacità dei siciliani di portare molti uomini alla conclusione.

E intanto il Granillo ha già cominciato la sua partita

La risposta della città sta arrivando prima ancora del fischio d’inizio. La società ha comunicato che la Tribuna Laterale è già sold out, a più di tre giorni dalla gara. La capienza attualmente disponibile rende ancora più significativo il ritmo della prevendita e tutto lascia prevedere una delle cornici più importanti di questo inizio di stagione. La prevendita ufficiale era partita lunedì 21 settembre e proseguirà fino al calcio d’inizio.

Bonina ha parlato di diecimila persone. Vedremo quanti saranno effettivamente gli spettatori e quali saranno i limiti di capienza autorizzati domenica. Ma una cosa è già evidente: il pubblico ha percepito il peso della partita. E lo ha fatto senza bisogno di proclami.

Rimane poi l’altra attesa della vigilia: Claudio Lotito sarà al Granillo? Al momento non esiste una conferma ufficiale. Rossetti ha spiegato che il patron continua a far sentire la propria presenza anche da lontano attraverso il direttore Romairone e che la squadra sarebbe naturalmente contenta di averlo allo stadio. Fino a quando non arriverà una comunicazione o una presenza effettiva, però, quella di Lotito resta un’indiscrezione e come tale va trattata.

Il primo esame che può dire qualcosa in più

C’è infine una frase pronunciata proprio da Romairone che aleggia sopra questa partita: la Reggina deve vincere il campionato. Non semplicemente partecipare alla corsa. Vincere. È il mandato con il quale è stata costruita questa squadra e rende inevitabilmente differenti partite come quella di domenica.

Vincere contro l’Igea significherebbe portarsi a cinque punti dai siciliani dopo appena cinque giornate e superare il primo confronto diretto della stagione. Pareggiare conserverebbe distanze e imbattibilità. Una sconfitta cambierebbe immediatamente la testa della classifica. È presto, prestissimo, ma proprio per questo è interessante: per la prima volta il campionato può cominciare a raccontarci qualcosa che i risultati contro avversari differenti non potevano ancora dirci.

La Reggina arriva con quattro vittorie, tredici gol e una porta ancora inviolata. L’Igea arriva con dieci punti, tredici gol, nove marcatori differenti e la convinzione di poter giocare senza paura anche nello stadio della capolista. Marchionni prepara la partita nel silenzio del lavoro. Ferraro prepara una squadra che non vuole rinunciare alla propria identità. Bonina ha già giocato la sua parte, alzando il volume della vigilia. Reggio, intanto, sta riempiendo il Granillo.

Non è una finale e sarebbe sbagliato raccontarla così.

Ma è la prima partita di questo campionato nella quale la Reggina potrà guardare negli occhi una delle sue concorrenti e capire qualcosa in più su se stessa.

Domenica alle 15 finiranno le dichiarazioni, le statistiche, le provocazioni e le ipotesi.

E finalmente resterà il campo.

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