Reggina, vittoria di pazienza e carattere: Toscano e Alma spezzano la resistenza dell’Igea
Gli amaranto vincono 2-0 e continuano la loro marcia perfetta. L’Igea tiene a lungo la partita in equilibrio con una fase difensiva organizzata e una linea alta che manda ripetutamente in fuorigioco gli attaccanti amaranto. Poi Toscano apre la porta e Alma la chiude.
Cinque partite, cinque vittorie. Ma stavolta la Reggina ha dovuto sporcarsi le mani, avere pazienza, accettare anche qualche momento di difficoltà e aspettare che la partita decidesse finalmente di aprirsi. Al Granillo finisce 2-0 contro una Nuova Igea Virtus tutt’altro che arrendevole, davanti a 6.997 spettatori, 509 dei quali arrivati dalla Sicilia. In tribuna c’è anche Claudio Lotito e sul campo, almeno per un’ora abbondante, non c’è quella Reggina capace di prendere immediatamente possesso delle partite. C’è invece una squadra costretta a ragionare, soffrire e cercare strade diverse.
L’Igea prepara bene la gara soprattutto nella fase senza palla. La squadra siciliana tiene i reparti corti e, soprattutto, utilizza con continuità una linea difensiva molto alta, facendo scattare ripetutamente la trappola del fuorigioco. Una scelta rischiosa ma eseguita con grande attenzione, che per buona parte della gara spezza la profondità della Reggina e costringe gli amaranto a ripartire più volte da capo. Magrassi combatte tra i centrali, Jallow fatica a trovare il tempo dell’inserimento e diversi tentativi offensivi vengono fermati proprio dalla bandierina dell’assistente. Non è casualità: è una precisa scelta tattica dell’Igea, probabilmente l’aspetto migliore della sua partita. E i siciliani non si limitano a difendere. Al 34’ Harper mette il pallone alle spalle di Lagonigro, ma questa volta è proprio l’Igea a finire in fuorigioco e la rete viene annullata. Si va al riposo sullo 0-0, con una Reggina meno fluida del solito e un avversario capace di imbrigliarla.
Nella ripresa gli amaranto cominciano lentamente ad alzare i giri. Rotulo trova maggiore libertà, Marchionni inserisce Alma al posto di Jallow e, con il trascorrere dei minuti, mantenere quella linea difensiva così alta diventa sempre più difficile per l’Igea. Al 76’ arriva lo strappo: Rotulo mette dentro dalla sinistra, Magrassi colpisce di testa e trova la traversa, Toscano è lì e scaraventa in rete il pallone dell’1-0. Il Granillo esplode e una partita rimasta chiusa per oltre un’ora cambia improvvisamente volto.
L’Igea prova a reagire, ma nel finale resta in dieci per l’espulsione di Ferrara. Al 92’ due uomini entrati dalla panchina costruiscono il sigillo: Specker serve Alma, destro secco e 2-0. È la fine della resistenza siciliana e l’inizio della festa amaranto.
La Reggina porta a casa così una vittoria forse più significativa di altre ottenute con maggiore facilità. Non ha dominato per novanta minuti e per lunghi tratti ha dovuto trovare la soluzione a un problema tattico vero, quello di una squadra organizzata che con la linea alta e il fuorigioco continuo le aveva tolto profondità. Marchionni e i suoi hanno avuto il merito di non innervosirsi, continuare a cercare il varco e aspettare il momento in cui quella diga avrebbe cominciato a cedere.
E rimane un altro dato enorme: dopo cinque giornate la porta amaranto è ancora inviolata. Cinque vittorie, quindici punti e nessun gol subito. Il campionato è lungo e settembre non consegna trofei. Ma oggi la Reggina ha aggiunto qualcosa alle vittorie precedenti: la capacità di aspettare, soffrire e trovare comunque la strada. Anche quando davanti qualcuno aveva preparato molto bene il modo per sbarrargliela.


