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Trapani-Reggina è già cominciata: quando chi insegue indica il più forte

Antonini incorona gli amaranto dopo la prima vittoria del suo Trapani e carica la sfida di domenica. Ma dietro quelle parole c’è molto più di un complimento: due partenze opposte, una partita che pesa soprattutto sui granata e una Reggina che arriva all’appuntamento con quindici punti su quindici.

Trapani-Reggina è cominciata con una settimana d’anticipo. Non sul campo, ma nelle parole. E quelle pronunciate da Valerio Antonini dopo la prima vittoria stagionale dei granata meritano attenzione perché contengono contemporaneamente un riconoscimento e una dichiarazione d’intenti. Il presidente del Trapani ha definito la Reggina «la squadra più forte della Serie D di quest’anno», aggiungendo che contro gli amaranto la sua squadra dovrà disputare una grande partita. Non è difficile comprendere perché. Il Trapani arriva all’appuntamento dopo aver finalmente spezzato a Ragusa una serie di quattro sconfitte consecutive, mentre la Reggina si presenterà con un percorso esattamente opposto: cinque partite, cinque vittorie, quindici punti e nessun gol subito.

Il dato interessante, però, è un altro. La pressione domenica potrebbe non essere sulla capolista. La Reggina arriva alla sesta giornata senza dover dimostrare improvvisamente ciò che ha già mostrato nelle prime cinque: solidità, capacità di cambiare pelle durante le partite e soprattutto una continuità che nessun’altra squadra del girone è riuscita finora a mantenere. Il Trapani, invece, ha bisogno che la vittoria di Ragusa rappresenti davvero l’inizio di qualcosa. Il cambio in panchina, con l’arrivo di Giuseppe Misiti, ha prodotto immediatamente il primo successo e Antonini ha parlato di una squadra finalmente serena, determinata e meglio disposta in campo. Domenica si capirà quanto di quella trasformazione sia già strutturale e quanto sia stato invece l’effetto emotivo della svolta tecnica.

C’è poi la classifica, che racconta una storia apparentemente paradossale. Reggina 15, Trapani -2. Diciassette punti di distanza dopo appena cinque giornate, anche se sulla posizione dei granata pesa naturalmente la penalizzazione di cinque punti. Ma persino togliendo la sanzione e guardando esclusivamente ciò che è stato conquistato sul campo, il divario rimane enorme: quindici punti contro tre. Per questo Trapani-Reggina non può essere letta semplicemente attraverso la graduatoria. Una squadra che ha costruito la stagione con ambizioni importanti, ferita da un avvio disastroso e appena affidata a un nuovo allenatore, troverà davanti la capolista imbattuta. È quasi inevitabile che quella partita diventi per il Trapani una possibilità di riscatto che vale psicologicamente più dei tre punti.

Ed è esattamente qui che la Reggina dovrà dimostrare qualcosa di diverso rispetto alle prime giornate. Contro l’Igea non ha dominato dall’inizio alla fine. Ha incontrato una squadra organizzata, capace soprattutto nel primo tempo di sporcare le linee di passaggio e utilizzare con continuità il fuorigioco per togliere profondità agli attaccanti amaranto. La Reggina non si è disunita, ha aspettato, ha aumentato progressivamente la pressione e ha trovato nel finale i gol di Toscano e Alma. È probabilmente questa la parte più interessante della quinta vittoria consecutiva: non aver avuto bisogno di giocare la partita perfetta per vincerla.

Anche i numeri cominciano ad assumere un significato particolare. Dal 2018 in avanti, nel girone I, Trapani 2023-24, Catania 2022-23 e Palermo 2019-20 avevano raggiunto quota 15 dopo cinque giornate e tutte e tre avrebbero poi conquistato il campionato. È un precedente statistico importante, ma sarebbe sbagliato trasformarlo in una profezia: nello stesso arco temporale ci sono state partenze fortissime che non hanno prodotto automaticamente il primo posto. Il valore del dato è un altro: la Reggina ha cominciato con lo stesso passo di alcune delle squadre dominanti degli ultimi campionati del girone. E questo, dopo appena cinque giornate, è già qualcosa di concreto.

Domenica, quindi, si incontreranno due squadre che arrivano allo stesso appuntamento da direzioni opposte. Una ha vinto tutto e deve continuare a comportarsi come se non avesse ancora conquistato nulla. L’altra ha appena vinto la prima partita e ha bisogno di convincersi che il proprio campionato possa davvero ricominciare. Antonini ha già scelto il tono della vigilia riconoscendo pubblicamente la forza della Reggina e, contemporaneamente, caricando il proprio ambiente.

Marchionni dovrà fare probabilmente il contrario: togliere peso, rumore e significati aggiuntivi. Perché la trappola più pericolosa per una squadra che ha vinto cinque volte consecutive è cominciare a guardare ciò che rappresenta invece di continuare a fare ciò che l’ha portata fin lì.

La Reggina arriva a Trapani con il primato, quindici punti, la porta ancora inviolata e un primo piccolo margine costruito sulle inseguitrici: Sambiase a 13, Igea e Vibonese a 10. Il Trapani la aspetta con la necessità di dare seguito al primo segnale di risveglio. Non sarà la prima contro l’ultima. Sarà una capolista che vuole continuare a correre contro una squadra che sente di non potersi più permettere di cadere.

Ed è proprio per questo che la sesta giornata, forse più delle cinque precedenti, potrà raccontarci qualcosa di nuovo sulla Reggina.

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