Editoriale

Reggina, a Caltanissetta hanno già acceso i riflettori. Niente più distrazioni!

Giovannone chiama a raccolta la Nissa, Antonini scherza sull’invasore del Granillo, Piras vede finalmente la luce. Intanto gli amaranto devono ritrovare quella concentrazione smarrita nelle ultime uscite.

A Caltanissetta hanno già acceso i riflettori. Domenica 18 ottobre, al Marco Tomaselli, arriverà la Reggina e il presidente della Nissa, Luca Giovannone, non ha perso tempo: ha proclamato la Giornata Biancoscudata, chiamando a raccolta un’intera città per quella che ha definito la partita dell’anno. Un appuntamento che, nelle intenzioni della società siciliana, dovrà trasformare lo stadio in una bolgia.

Giovannone, attraverso un intervento sui social ripreso dalla stampa, ha ribadito di considerare la Reggina la grande favorita del campionato. La sua Nissa, reduce dai pareggi contro Igea Virtus e Ragusa, occupa il nono posto con nove punti, sette in meno degli amaranto. Ma il presidente biancoscudato vede proprio nello scontro diretto l’occasione per accorciare le distanze. Ha parlato di una squadra che sta assimilando gli schemi del nuovo allenatore, di alcuni calciatori prossimi al rientro dall’infermeria e di una fiducia che, nonostante i risultati, rimane intatta.

Insomma, a Caltanissetta preparano una festa. La Reggina farà bene a ricordare che non è stata invitata per partecipare ai festeggiamenti.

E mentre dalla Sicilia arrivano proclami e appelli al pubblico, da Trapani giunge una curiosa battuta del presidente Valerio Antonini. Commentando l’invasione di campo avvenuta al Granillo, quando un tifoso è riuscito addirittura a depositare il pallone nella porta avversaria, Antonini ha scritto: «Fenomeno! Lo prendo come attaccante!». Poi ha chiarito il tono scherzoso, ricordando che il calcio deve conservare anche il piacere del divertimento.

Una parentesi divertente, certamente. Anche se quell’invasione ha interrotto un’azione offensiva amaranto proprio nei minuti in cui si cercava disperatamente il gol della vittoria. E forse, più che cercare un attaccante tra gli spettatori, sarebbe il caso che la Reggina tornasse a trovare con maggiore frequenza la porta con quelli che indossano la sua maglia.

Intanto arriva finalmente una buona notizia dal mercato. Lorenzo Piras può liberarsi dal lungo limbo che lo teneva lontano dal campo. La Lega Nazionale Dilettanti ha disposto lo svincolo d’autorità dei calciatori del Fasano, aprendo così la strada al tesseramento del giovane portiere con la Reggina. Manca ancora l’ufficialità della firma, ma l’ostacolo principale è caduto.

E proprio a Piras, qualche giorno fa, era arrivato un messaggio particolarmente significativo da Salvatore Soviero. L’ex portiere amaranto, intervenuto a Radio Touring con parole riportate da IlDispaccio, lo aveva invitato a non arrendersi, a continuare ad allenarsi e a farsi trovare pronto. Soviero conosce bene il peso dell’attesa e sa quanto possa essere difficile, per un giovane calciatore, restare ai margini per ragioni che nulla hanno a che vedere con il proprio valore. Il suo incoraggiamento è quello di chi ha conosciuto il calcio vero, fatto non soltanto di applausi ma anche di pazienza, sacrifici e occasioni da conquistare.

Ma torniamo al campo. Perché è lì che la Reggina deve dare le risposte più importanti.

Cinque vittorie consecutive avevano costruito entusiasmo e certezze. Poi sono arrivate la sconfitta contro il Trapani, l’eliminazione dalla Coppa Italia con l’Igea Virtus e il pareggio casalingo contro la Vibonese. Tre partite diverse, accomunate però da momenti di smarrimento che non possono essere liquidati ogni volta come semplici incidenti di percorso.

Una distrazione può capitare. Quando si ripete, diventa un problema da risolvere.

Contro la Vibonese, soprattutto, ha colpito l’incapacità di sfruttare la superiorità numerica. Una squadra che vuole vincere il campionato non può perdere ordine, lucidità e iniziativa proprio quando la partita sembra offrirle le condizioni migliori per imporsi.

Marchionni ha riconosciuto le difficoltà. Adesso, però, servono risposte sul terreno di gioco. La Reggina resta prima, sia pure in compagnia del Sambiase, con l’Avola appena un punto più indietro. E domenica, mentre gli amaranto saranno impegnati a Caltanissetta, proprio Avola e Sambiase si affronteranno direttamente.

È un turno che potrebbe restituire un vantaggio prezioso oppure complicare ulteriormente una classifica diventata improvvisamente cortissima.

La Nissa avrà il suo pubblico, il suo entusiasmo, la sua voglia di battere la favorita. Tutto legittimo. Ma la Reggina dovrà portare al Tomaselli qualcosa che nelle ultime settimane è mancato troppo spesso: novanta minuti di attenzione, personalità e concretezza.

Non chiediamo spettacolo a ogni costo, né vittorie ottenute per diritto di blasone. Chiediamo una squadra capace di restare dentro la partita dal primo all’ultimo minuto, senza concedersi quelle pause che stanno costando punti e serenità.

Perché il campionato non si vince con i ricordi di settembre. E nemmeno continuando a ripetere che questa squadra possiede qualità superiori alla categoria.

Bisogna dimostrarlo. Ogni domenica. E attenzione che a Caltanissetta sono gemellati con il Messina.

Sarà la giornata biancoscudata. La Reggina faccia in modo che, al fischio finale, la festa la facciano gli amaranto

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