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REGGINA, ABONCKELET RACCONTA IL CALO AMARANTO: «LA STANCHEZZA SI È FATTA SENTIRE»

Mady Abonckelet è stato uno dei protagonisti più continui di questo inizio di stagione della Reggina. Sei reti complessive, quattro in campionato e due in Coppa Italia, sono un bottino significativo per un centrocampista. Ma nell’intervista concessa alla Gazzetta del Sud, il giocatore amaranto si è soffermato soprattutto sulle difficoltà incontrate dalla squadra dopo una partenza convincente.

La Reggina aveva cominciato il campionato con cinque vittorie consecutive, mostrando intensità, organizzazione e una buona capacità di arrivare alla conclusione. Poi sono arrivate la sconfitta contro il Trapani e il pareggio con la Vibonese, accompagnati da prestazioni meno brillanti.

Secondo Abonckelet, il calo di energie ha avuto un peso in questa flessione. Una valutazione interessante perché arriva direttamente da uno dei giocatori maggiormente coinvolti nel lavoro del centrocampo, dove la squadra di Marchionni chiede movimento continuo, pressione e partecipazione alle due fasi.

GLI INSERIMENTI, UN’ARMA PREPARATA CON MARCHIONNI

L’altro aspetto significativo dell’intervista riguarda il suo rendimento offensivo. Abonckelet ha spiegato che Marchionni gli ha chiesto fin dall’inizio di sfruttare la capacità di inserirsi nell’area avversaria. Non si tratta, dunque, soltanto dell’iniziativa individuale di un centrocampista particolarmente portato al gol, ma di una soluzione che rientra nel lavoro tattico della squadra.

La partita contro la Nissa ne ha offerto una dimostrazione concreta. Abonckelet ha aperto le marcature e ha poi partecipato all’azione del raddoppio, servendo di prima intenzione il pallone trasformato in rete da Magrassi.

Una giocata che racconta bene la sua utilità anche quando non è lui a concludere l’azione.

IL CALO FISICO E QUELLO MENTALE

Le parole del centrocampista meritano di essere lette anche alla luce delle precedenti dichiarazioni di Marchionni. Alla vigilia della gara di Caltanissetta, il tecnico aveva parlato soprattutto di stanchezza mentale, precisando di non considerare la flessione un problema prevalentemente fisico.

Non è necessariamente una contraddizione. La fatica accumulata può incidere sulla lucidità delle scelte, sulla velocità dei movimenti e sulla capacità di mantenere la stessa intensità per tutta la partita. Resta però importante distinguere le valutazioni dei protagonisti, senza trasformarle in una diagnosi generale sulla condizione della squadra.

La vittoria contro la Nissa ha restituito alla Reggina il primato solitario e soprattutto una prestazione convincente nella prima parte della gara. Il lavoro da completare riguarda la continuità nell’arco dei novanta minuti.

Abonckelet, intanto, continua a rappresentare una delle risorse più importanti di Marchionni. I gol lo hanno portato all’attenzione dei tifosi, ma la sua crescita passa anche attraverso la capacità di leggere le situazioni, scegliere il momento dell’inserimento e contribuire all’equilibrio della squadra.

Con la trasferta contro il Castrumfavara spostata a mercoledì 28 ottobre, la Reggina avrà qualche giorno in più per prepararsi. Poi sarà nuovamente il campo a dire se il successo di Caltanissetta ha davvero segnato il superamento delle difficoltà delle ultime settimane.

Foto: GazdelSud

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