Gli Immortali

GLI IMMORTALI | PIETRO CAMOZZI, QUEL TIRO CHE CAMBIÒ LA STORIA DELLA REGGINA

LE STORIE AMARANTO CONTINUANO NEL LIBRO “LA REGGINA”

Il 28 marzo 1965, a Cosenza, un pallone partito dal piede di Pietro Camozzi entrò nella porta avversaria e nella storia della Reggina. Fu il gol di un derby, ma anche una delle reti che accompagnarono gli amaranto verso la prima, indimenticabile promozione in Serie B.

Ci sono nomi che il tempo non riesce a cancellare dalla memoria di una città. Pietro Camozzi è uno di questi. Per chi visse gli anni Sessanta della Reggina, quel nome riporta immediatamente a una squadra che stava imparando a diventare grande, a un allenatore destinato a lasciare un segno profondo nel calcio italiano e a una domenica di marzo che ancora oggi appartiene alla storia amaranto.

Nato a Milano il 28 novembre 1940, Camozzi era un centrocampista di qualità, capace di accompagnare la manovra e trovare la conclusione. Aveva già indossato le maglie di Potenza, Pescara, Nuova Cisterna e Frosinone quando, nell’estate del 1964, arrivò a Reggio Calabria. Ad attenderlo c’era la Reggina di Oreste Granillo e Tommaso Maestrelli. Una società che stava costruendo qualcosa di importante, con un gruppo di uomini destinati a entrare stabilmente nel patrimonio affettivo dei tifosi. Camozzi divenne uno di loro.

IL GOL CHE REGGIO NON HA DIMENTICATO

Il 28 marzo 1965 si giocava Cosenza-Reggina. Un derby carico di tensione, importante per una classifica che vedeva entrambe le squadre impegnate nella corsa alla promozione. Il Cosenza giocava davanti al proprio pubblico, sostenuto dall’entusiasmo di una città che sentiva vicina la possibilità di raggiungere la Serie B. La Reggina arrivava a quell’appuntamento consapevole di non potersi permettere altri passi falsi.

La partita fu combattuta. I padroni di casa attaccarono, cercarono il gol, misero più volte alla prova la resistenza amaranto. Ma dall’altra parte c’era una squadra capace di soffrire e un portiere, Persico, protagonista di interventi decisivi. Poi, al trentacinquesimo minuto della ripresa, arrivò il momento di Camozzi.

Un tiro da grande distanza, ricordato nelle cronache e nei racconti dei tifosi per la sua potenza e la sua traiettoria. Il pallone superò il portiere rossoblù e finì in rete. Cosenza 0, Reggina 1.

Quel gol consegnò agli amaranto una vittoria di enorme valore. La squadra di Maestrelli ripartì da Cosenza con due punti pesantissimi e con la convinzione di poter raggiungere un traguardo che fino a pochi anni prima sembrava lontanissimo. Da quella domenica nacque anche un’espressione destinata a sopravvivere al risultato: «L’amaro Camozzi». Un modo ironico, tutto calcistico, per ricordare la delusione dei cosentini e la gioia incontenibile dei reggini. Perché certe reti non si limitano a decidere una partita. Diventano parte del linguaggio e della memoria popolare.

LA REGGINA DI MAESTRELLI E LA PRIMA SERIE B

Il 16 maggio 1965, con il pareggio casalingo contro il Marsala, la Reggina conquistò matematicamente la prima promozione in Serie B della propria storia. Fu la vittoria di un progetto, del presidente Granillo, dell’intelligenza calcistica di Maestrelli e di un gruppo che aveva trovato nella compattezza la propria forza.

Persico, Gatto, Barbetta, Mupo, Gallusi, Alaimo, Florio, Santonico, Sbano, Ferrigno, Camozzi e gli altri protagonisti di quella stagione entrarono nella storia di Reggio Calabria. Camozzi non fu soltanto l’uomo del derby. Disputò tre campionati con la maglia amaranto, dal 1964 al 1967, accompagnando la squadra anche nelle prime due stagioni in Serie B. Le statistiche gli attribuiscono 103 presenze e 11 reti complessive in campionato. Un contributo concreto, fatto di partite, sacrificio e qualità, ben oltre quella singola conclusione che lo avrebbe reso indimenticabile.

DOPO REGGIO, UNA VITA NEL CALCIO

Nel 1967 Camozzi lasciò la Reggina per proseguire la carriera al Modena. Giocò successivamente nel Foggia, con cui conquistò un’altra promozione, questa volta in Serie A, poi nell’Arezzo e nella Sambenedettese. Terminata l’attività agonistica, rimase nel calcio come allenatore, guidando tra le altre Maceratese, Casertana, Nocerina e Vigor Senigallia. La sua vita si concluse a Corinaldo, nelle Marche, il 30 giugno 2017.

Ma a Reggio Calabria il suo nome era rimasto legato a un ricordo che attraversava le generazioni. Persino Lillo Foti, ripensando da tifoso alle grandi emozioni amaranto, avrebbe ricordato quel gol di Camozzi a Cosenza come uno degli episodi rimasti impressi nella propria memoria. È forse questa la misura più autentica dell’importanza di un calciatore nella storia di una società: continuare a essere ricordato anche da chi, molti anni dopo, ha vissuto altre promozioni, altri derby e altre stagioni indimenticabili.

UN PALLONE, UNA CITTÀ, UNA STORIA

Pietro Camozzi arrivò a Reggio da Milano e vi rimase tre stagioni. Non furono moltissime, se misurate con il calendario di una carriera. Furono sufficienti, però, per conquistare un posto che nessun’altra maglia avrebbe potuto sottrargli.

Perché la storia della Reggina non è fatta soltanto delle grandi serate di Serie A, degli stadi pieni e delle imprese più recenti. Comincia molto prima, con uomini che portarono una città a credere di poter raggiungere traguardi mai conquistati. Camozzi era uno di quegli uomini. E quel pomeriggio del 28 marzo 1965, quando il suo tiro lasciò senza risposta il portiere del Cosenza, non segnò soltanto un gol. Regalò a Reggio Calabria uno di quei ricordi che si tramandano da padre in figlio, fino a diventare parte della storia di tutti.

Questa è solo una delle tante storie che compongono il lungo racconto amaranto. Nel libro LA REGGINA rivivono uomini, partite, emozioni e pagine che hanno attraversato la storia della squadra e della sua gente. Il libro LA REGGINA è disponibile su Amazon Libri.

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