Gli Immortali

Gli Immortali | Maurizio Poli, il Capitano che diventò uno di noi

LE STORIE AMARANTO CONTINUANO NEL LIBRO “LA REGGINA”

Ci sono calciatori che restano negli almanacchi e altri che, senza sapere bene quando sia successo, finiscono nella memoria di una città. Maurizio Poli appartiene alla seconda categoria. A Reggio Calabria non è stato soltanto un difensore, non è stato soltanto capitano e neppure soltanto uno dei calciatori con più presenze nella storia amaranto. Per moltissimi tifosi è rimasto semplicemente “il Capitano”.

Arrivò alla Reggina nell’estate del 1990, dopo una stagione di Serie B con il Cagliari di Claudio Ranieri. A Reggio trovò qualcosa che avrebbe cambiato il significato della sua carriera e la Reggina, quasi senza accorgersene, trovò uno dei propri simboli. Poli attraversò praticamente per intero gli anni Novanta amaranto: conobbe la retrocessione dalla Serie B alla C1, gli anni difficili della terza serie, la ricostruzione e infine la risalita. Nel 1995 fu protagonista della promozione dalla C1 alla B e nel 1999 di quella, storica, dalla Serie B alla Serie A.

Le statistiche storiche gli attribuiscono 285 presenze complessive con la Reggina, un numero enorme ma persino insufficiente per spiegare ciò che rappresentò. Il rapporto con Reggio non nacque dai gol e neppure dal gesto tecnico destinato alle copertine. Nacque da qualcosa che il calcio misura con maggiore difficoltà: l’affidabilità. Poli c’era quando la Reggina soffriva, quando provava a rialzarsi e quando finalmente cominciò a capire che la Serie A non era più soltanto un sogno.

Dalla C1 alla Serie A

Il 13 giugno 1999, a Torino, la storia cambiò direzione. La vittoria per 2-1 consegnò alla Reggina la prima promozione in Serie A. Per Poli quel pomeriggio aveva un significato particolare: era arrivato nove anni prima, aveva conosciuto la Serie C1 e adesso accompagnava la stessa maglia fino al punto più alto mai raggiunto. Non era più soltanto la carriera di un calciatore, era diventata una traversata.

E quando la Reggina si presentò finalmente in Serie A, Poli c’era ancora. Il 29 agosto 1999, a 35 anni, esordì nella massima categoria in Juventus-Reggina 1-1. Avrebbe raccolto sei presenze in A prima di lasciare Reggio nel gennaio 2000. Sei partite possono sembrare poche, ma erano l’ultimo tratto di un viaggio cominciato molto più lontano.

Reggio avrebbe conosciuto negli anni successivi calciatori tecnicamente più forti, campioni internazionali e uomini capaci di giocare Mondiali e grandi competizioni europee. Poli occupa però un posto differente. Non doveva stupire, doveva esserci. Rappresentava una Reggina cresciuta lentamente insieme alla propria gente, una squadra che non aveva ancora conosciuto le luci della Serie A e che doveva conquistarsi ogni centimetro. Lui incarnava esattamente quel calcio: presenza, continuità, appartenenza.

«Io mi sento reggino»

Anni dopo, parlando del rapporto con quei colori, Poli avrebbe ricordato di avere dato tutto se stesso per la Reggina, in partita come negli allenamenti. E quando è tornato a Reggio non ha mai parlato come uno dei tanti ex. Ha detto una cosa molto più semplice: «Io mi sento reggino». Dentro quelle quattro parole ci sono probabilmente tutti i suoi anni amaranto.

Nel 2025 è tornato anche al Sant’Agata per incontrare la squadra. Il tempo era passato, generazioni di calciatori avevano attraversato il Granillo, ma il legame era rimasto intatto. Ed è forse questa la differenza tra un grande ex e un immortale: il grande ex appartiene alla storia della squadra, l’immortale continua ad appartenerle anche quando ha smesso di giocare.

Maurizio Poli arrivò a Reggio nell’estate del 1990. Dieci anni dopo se ne andò avendo attraversato tre categorie e accompagnato la Reggina dalla C1 fino alla Serie A. Ma una parte di lui non se n’è mai andata. Per questo, quando una generazione di tifosi amaranto pronuncia ancora oggi semplicemente “il Capitano”, non sempre è necessario aggiungere il cognome.

Chi c’era, ha già capito.

Questa è solo una delle tante storie che compongono il lungo racconto amaranto. Nel libro LA REGGINA rivivono uomini, partite, emozioni e pagine che hanno attraversato la storia della squadra e della sua gente. Il libro LA REGGINA è disponibile su Amazon Libri.

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