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RITRATTI AMARANTO | MATHEUS REIS, LA VOGLIA DI CORRERE E IL PIACERE DI GIOCARE

A Caltanissetta, contro la Nissa, Matheus Reis ha corso parecchio. Ha cercato la profondità, pressato i difensori, rincorso palloni che sembravano destinati agli avversari. A guardarlo giocare, soprattutto nel primo tempo, era difficile immaginare che soltanto poche settimane prima fosse stato costretto a fermarsi per un infortunio. Eppure, come ha raccontato lui stesso, nei primi scatti aveva ancora qualche timore. Poi la partita lo ha preso, la fiducia è cresciuta e le gambe hanno risposto meglio di quanto si aspettasse.

È un’immagine abbastanza fedele di questo primo scorcio di stagione dell’attaccante italo-brasiliano, arrivato alla Reggina il 5 agosto scorso. Un avvio promettente, il gol alla prima giornata, lo stop fisico e infine il ritorno in una delle partite più importanti affrontate finora dagli amaranto.

Matheus Reis Daquinto è nato a Dourados, in Brasile, nel 2004. Prima dell’arrivo in Italia ha giocato nel Votuporanguense, poi ha conosciuto il calcio italiano attraverso la Primavera del Lecco e l’esperienza con il Locri. Una breve parentesi a Messina ha preceduto il trasferimento al Savoia, dove nella scorsa stagione ha contribuito alla promozione in Serie C, collezionando ventitré presenze e due reti.

A ventidue anni ha già conosciuto ambienti molto diversi, imparando quanto possa essere impegnativo il calcio italiano, soprattutto nelle categorie nelle quali tecnica e velocità devono fare i conti con avversari esperti e partite spesso molto fisiche.

UN GOL PER PRESENTARSI, POI LO STOP

Il suo primo incontro di campionato con la maglia amaranto è stato di quelli che un attaccante difficilmente dimentica. Il 6 settembre, al Granillo, la Reggina ha travolto il Licata per 5-0 e Reis ha aperto le marcature dopo appena nove minuti. Un esordio incoraggiante, davanti a oltre cinquemila spettatori, che sembrava annunciare un inserimento immediato nei meccanismi della squadra.

Poi è arrivato l’infortunio, dopo le prime due giornate, e una pausa di circa tre settimane. Un contrattempo che ha interrotto il suo avvio proprio quando stava cominciando a prendere confidenza con i compagni e con le richieste di Marco Marchionni.

Per un giovane attaccante non è semplice fermarsi mentre la squadra continua a giocare e vincere. Al rientro bisogna ritrovare condizione, ritmo e soprattutto quella sicurezza nei movimenti che, dopo un problema fisico, non torna necessariamente insieme all’idoneità a scendere in campo.

Reis non ha nascosto questa difficoltà. Parlando a ReggioTV dopo la vittoria contro la Nissa, ha ammesso di avere avuto inizialmente paura nei primi scatti. È una confessione semplice, quasi insolita nel linguaggio prudente dei calciatori, e forse proprio per questo significativa.

A CALTANISSETTA SI È RIVISTO IL VERO REIS

Contro la Nissa, Marchionni lo ha schierato dal primo minuto accanto ad Andrea Magrassi. Una coppia offensiva che ha mostrato subito una buona intesa, soprattutto nel lavoro senza pallone.

Reis si è mosso molto, ha cercato di allungare la difesa avversaria e ha partecipato attivamente alla pressione. Il secondo gol amaranto, firmato da Magrassi, è nato anche dalla capacità della squadra di chiudere le linee di passaggio e costringere gli avversari all’errore. In quel lavoro collettivo c’è stato anche il contributo dell’attaccante brasiliano.

Non ha segnato, ma la sua prestazione è stata tra le più convincenti. E questo racconta qualcosa delle sue caratteristiche. Reis possiede rapidità, capacità di accelerare e una naturale propensione a cercare gli spazi. Non è il centravanti che aspetta fermo in area: preferisce muoversi, partecipare all’azione, creare difficoltà alla difesa anche quando non riceve il pallone.

L’intesa con Magrassi, naturalmente, dovrà essere verificata nelle prossime partite. Ma a Caltanissetta i primi segnali sono stati incoraggianti.

IL GOL È IMPORTANTE, MA NON È TUTTO

Reis non nasconde di voler raggiungere la doppia cifra. È un obiettivo comprensibile per un attaccante giovane che vuole crescere e migliorare il proprio rendimento. Allo stesso tempo, nelle dichiarazioni rilasciate dopo la partita, ha insistito sull’importanza del lavoro per la squadra, anche quando non porta soddisfazioni personali.

Ha parlato con apprezzamento di Magrassi, di Rotulo e di Lancini, riconoscendo il contributo dei compagni e il lavoro svolto durante la settimana dall’allenatore. Parole che restituiscono l’immagine di un ragazzo consapevole di essere entrato in un gruppo nel quale le qualità individuali devono trovare un equilibrio con quelle degli altri.

L’esperienza al Savoia gli ha già fatto conoscere il significato di una promozione. A Reggio, però, le aspettative sono ancora più grandi. Lo sa anche lui, che ha raccontato l’emozione di giocare al Granillo e di andare sotto la curva a fine partita.

Il suo rapporto con il pubblico amaranto è appena cominciato. Un gol, un infortunio e una bella prestazione al rientro non bastano per formulare giudizi definitivi, ma sono già elementi sufficienti per intravedere le possibilità di questo giovane attaccante.

Matheus Reis ha ventidue anni, un’esperienza importante alle spalle e molto calcio ancora davanti. La Reggina può offrirgli l’occasione di crescere, di segnare e di diventare un giocatore più completo. Lui, in cambio, può portare velocità, movimento e quella disponibilità a correre anche per gli altri.

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