Editoriale

REGGINA, LOTITO AMMETTE ANCHE IL FINE POLITICO DELL’ACQUISIZIONE

Le dichiarazioni di Claudio Lotito, pronunciate a Campobasso e riportate da PrimoPiano Molise, aprono una riflessione che va ben oltre il calcio. Il proprietario della Reggina ha riconosciuto che l’acquisizione della società rispondeva non soltanto a interessi sportivi, ma anche politici, collegando l’operazione alle recenti elezioni suppletive nel collegio reggino.

Una dichiarazione significativa, soprattutto perché arriva direttamente dal protagonista dell’operazione e non da indiscrezioni o interpretazioni giornalistiche. Lotito non ha negato le motivazioni sportive, ma ha esplicitamente affiancato a queste una finalità politica.

Il coinvolgimento della politica nelle vicende calcistiche non rappresenta una novità. Le società sportive, soprattutto nelle città dove il calcio costituisce un elemento importante dell’identità collettiva, intrattengono inevitabilmente rapporti con le istituzioni. Ma esiste una differenza tra il sostegno istituzionale a un progetto sportivo e l’utilizzo di quello stesso progetto anche per perseguire un obiettivo elettorale.

È proprio questa distinzione a rendere meritevoli di attenzione le parole di Lotito.

IL VALORE DELLA REGGINA E LE RAGIONI DELLA PROPRIETÀ

La Reggina non è soltanto una società calcistica. È un patrimonio di storia, passioni e appartenenza che attraversa generazioni. Chi ne assume la proprietà acquisisce un’impresa sportiva, ma entra inevitabilmente in rapporto con una comunità che a quella maglia attribuisce un significato particolare.

Non sarebbe corretto sostenere che Lotito abbia acquistato la Reggina esclusivamente per ragioni politiche. Le sue dichiarazioni non autorizzano questa conclusione. Tuttavia, è legittimo chiedersi quale peso abbiano avuto le differenti motivazioni e, soprattutto, quale prospettiva venga garantita alla società una volta esaurita la specifica occasione elettorale.

Perché un progetto sportivo serio deve avere una propria autonomia, indipendente dalle convenienze politiche del momento.

LE RICADUTE SUL FUTURO AMARANTO

La questione assume ulteriore importanza considerando l’obiettivo della promozione in Serie C. L’attuale disciplina federale sulle multiproprietà pone infatti problemi di compatibilità tra il controllo della Lazio e quello della Reggina nel caso in cui entrambe militassero nel calcio professionistico.

Le recenti dichiarazioni dell’avvocato Grassani, favorevole a una revisione delle regole, e quelle di Giovanni Malagò, orientate in senso differente, dimostrano che il problema è tutt’altro che risolto.

La proprietà dovrà quindi confrontarsi con una domanda concreta: quale futuro societario è previsto per la Reggina nell’eventualità del ritorno tra i professionisti?

È un interrogativo che esiste indipendentemente dalle dichiarazioni di Campobasso, ma che oggi assume un significato ancora più rilevante.

LA FIDUCIA DEI TIFOSI SI COSTRUISCE CON I FATTI

Le parole di Lotito possono suscitare sensibilità differenti. C’è chi le interpreterà come una manifestazione di pragmatismo e chi proverà disagio nel vedere la propria squadra associata a una strategia politica.

Il punto, però, non dovrebbe essere quello di schierarsi a favore o contro il proprietario. La valutazione deve riguardare la solidità dell’investimento, la programmazione, le scelte societarie e la capacità di assicurare continuità alla Reggina.

Dopo gli anni difficili attraversati dal club, la tifoseria ha soprattutto bisogno di certezze. Non necessariamente di promesse, ma di un progetto riconoscibile, capace di sopravvivere ai cambiamenti degli equilibri politici e alle eventuali trasformazioni dell’assetto proprietario.

Le dichiarazioni di Lotito non dimostrano che questo progetto manchi, né autorizzano a prevedere un futuro disimpegno. Rendono però legittima una richiesta di maggiore chiarezza.

Perché gli interessi politici possono cambiare, così come possono cambiare i proprietari e le circostanze che accompagnano un investimento.

La Reggina, invece, deve poter continuare il proprio cammino indipendentemente da tutto questo. E il suo futuro deve rimanere un obiettivo, non diventare la conseguenza di altri obiettivi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.