Cuori in Campo, il Granillo si riempie per Mario: Di Michele, attori e medici insieme per la ricerca
Una mattinata di solidarietà a Reggio Calabria, con migliaia di studenti sugli spalti e tanti protagonisti del calcio e dello spettacolo. La Fondazione CHOPS guarda già al futuro, mentre prende corpo l’idea di rendere l’iniziativa un appuntamento stabile per la città.
Il Granillo ha vissuto questa mattina una giornata diversa dalle solite. Niente punti da conquistare, nessuna classifica da scalare. Sul terreno di gioco si sono ritrovate la Nazionale Italiana Calcio Attori 1971 e la Nazionale Italiana Medici Calcio, mentre sugli spalti migliaia di ragazzi hanno partecipato a “Cuori in Campo – Insieme per Mario”, la manifestazione benefica organizzata per sostenere la ricerca sulle malattie rare.
Una risposta importante da parte della città, soprattutto delle scuole, che hanno aderito numerose all’iniziativa promossa dal Rotary Distretto 2102 e organizzata dalla Fondazione CHOPS Malattie Rare ETS.
Di Michele ritrova il Granillo, Oppini guida gli attori
Tra i protagonisti della giornata anche David Di Michele, tornato nello stadio che lo ha visto indossare la maglia amaranto in alcune delle stagioni più significative della sua carriera. L’ex attaccante ha parlato con affetto di Reggio Calabria e del rapporto che continua a legarlo alla città, ricordando anche l’amicizia con l’attuale tecnico della Reggina Marco Marchionni.
A guidare la Nazionale Attori, con la fascia di capitano, Franco Oppini, presidente onorario della rappresentativa e volto conosciuto del teatro e della televisione italiana.
Presente anche Giuseppe Garibaldi, reggino, che ha raccontato l’emozione di poter giocare finalmente al Granillo, uno stadio frequentato da ragazzo come tifoso della Reggina. Tra i personaggi della manifestazione anche il ballerino e volto televisivo Raimondo Todaro.
Sul versante della Nazionale Medici, a spiegare il significato della partecipazione è stato Antonio Caputo, oncologo e vicepresidente della rappresentativa, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di sostenere anche la ricerca relativa alle patologie che colpiscono pochissime persone.
Una presenza, quella dei medici, che ha dato all’incontro un significato particolare: professionisti abituati a confrontarsi quotidianamente con la malattia, questa volta impegnati sul campo da calcio per contribuire a finanziare la ricerca.
Mario, la sua famiglia e una battaglia che riguarda tutti
Il motivo della manifestazione è la storia di Mario, cinque anni, affetto dalla sindrome CHOPS, una patologia genetica rarissima della quale si conoscono circa quaranta casi nel mondo, quattro in Italia.
Sua madre, Manuela Mallamaci, presidente della Fondazione CHOPS, ha raccontato l’impegno quotidiano della famiglia e la necessità di continuare a finanziare gli studi scientifici, affinché la ricerca possa individuare nuove possibilità terapeutiche.
Dalla diagnosi del figlio è nato un progetto che oggi coinvolge ricercatori, medici, associazioni e sostenitori. La Fondazione ha già destinato oltre 400 mila euro alla ricerca, ma il percorso è ancora lungo.
La partecipazione degli studenti ha rappresentato uno degli aspetti più significativi della mattinata. Ragazzi di età diverse, accompagnati dagli insegnanti, hanno contribuito alla raccolta fondi attraverso il biglietto da cinque euro, dimostrando quanto anche la scuola possa avere un ruolo importante nella sensibilizzazione.
Organizzazione, imprese e istituzioni: la città risponde
L’iniziativa ha potuto contare sul sostegno di Fondazione Mediolanum, di numerose attività imprenditoriali e delle istituzioni locali. Un lavoro organizzativo che ha coinvolto anche trasporti, volontari e personale impegnato nell’accoglienza degli studenti.
La raccolta fondi sarà destinata ai progetti scientifici della Fondazione CHOPS. Non è stato ancora comunicato un bilancio definitivo dell’incasso, ma la partecipazione registrata al Granillo rappresenta già un risultato incoraggiante.
Durante la manifestazione è emersa anche la volontà di dare continuità all’esperienza. Francesco Cannizzaro ha proposto di trasformare Cuori in Campo in un appuntamento stabile per Reggio Calabria, così da mantenere viva l’attenzione sulle malattie rare e sul lavoro della Fondazione.
È un’idea che merita di essere sviluppata. La città dispone di uno stadio importante, di una tradizione calcistica riconosciuta e di un tessuto associativo capace di mobilitarsi quando esistono progetti concreti.
Una mattinata da ricordare, oltre il calcio
Il risultato sportivo passa inevitabilmente in secondo piano. Ciò che resta della giornata è soprattutto la risposta dei giovani, la disponibilità dei protagonisti dello sport e dello spettacolo e la capacità di riunire tante realtà differenti attorno a un obiettivo comune.
Per la Fondazione CHOPS il lavoro proseguirà anche dopo lo spegnimento dei riflettori del Granillo. La ricerca richiede risorse, continuità e attenzione pubblica, soprattutto quando riguarda malattie che interessano un numero così limitato di pazienti.
Reggio Calabria, questa mattina, ha offerto il proprio contributo. Adesso la speranza è che l’entusiasmo di una giornata possa trasformarsi in un sostegno capace di durare nel tempo.


