Le penombre della Reggina affiorano ancora una volta
Il 2-2 di Favara riporta gli amaranto in testa insieme al Sambiase, ma lascia aperti interrogativi sul gioco, sulla difesa e sulla gestione delle partite. Marchionni non cerca alibi.
Ci sono pareggi che lasciano più interrogativi di quanti ne risolva un punto conquistato. Quello della Reggina a Favara è uno di questi. Gli amaranto raggiungono il Sambiase in vetta alla classifica, a quota 20, ma perdono l’occasione di tornare da soli al comando. Soprattutto, mostrano ancora quelle difficoltà che accompagnano il loro cammino da diverse settimane.
La squadra di Marchionni è andata sotto, ha pareggiato, ha ribaltato il risultato e si è fatta raggiungere. Di fronte un CastrumFavara determinato, capace di giocare senza timori e di conquistare un punto che non ha certamente demeritato.
La cronaca: quattro gol e un’occasione perduta
Marchionni schiera il 3-5-2, con Baldan nuovamente titolare, Specker sulla destra e Alma accanto a Magrassi. Pesano le assenze di Reis, Jallow, Fazio, Palmieri e Pellicanò.
Al 15′ i siciliani passano in vantaggio: Schembari mette un pallone sul secondo palo, Marchica trova spazio e batte Lagonigro. La risposta arriva quattro minuti dopo, quando Alma approfitta di un errore di Volpe e firma l’1-1.
La Reggina prova ad accelerare. Magrassi trova la rete, annullata per fuorigioco, Acquadro impegna Di Silvestro su punizione e Baldan sfiora il vantaggio. Sono occasioni importanti, ma non accompagnate da una pressione costante.
Nella ripresa, al 59′, Abonckelet sfrutta un’incertezza di Marong e realizza il 2-1. Sembra il momento decisivo, quello in cui gli amaranto possono finalmente controllare la partita. Invece, al 74′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Deiana Testoni conclude dal limite: il pallone colpisce il palo e finisce in rete.
Il 2-2 resiste fino al termine, nonostante i cambi di Marchionni e il tentativo finale degli amaranto.
Le penombre: il problema non è soltanto il risultato
Un pareggio in trasferta può capitare. Quello che preoccupa è la maniera in cui la Reggina continua ad affrontare alcuni momenti delle partite.
La manovra fatica a trovare continuità, il centrocampo non riesce sempre a governare il gioco e gli attaccanti finiscono spesso per cercare soluzioni individuali. Acquadro, controllato con attenzione dagli avversari, non ha potuto esprimere la consueta qualità. Sulle fasce è mancata incisività, mentre Magrassi è rimasto troppo spesso lontano dalle zone più pericolose.
Ma è soprattutto la fase difensiva a richiedere una riflessione. Per la quarta partita consecutiva la Reggina ha subito almeno un gol. A Favara ne sono arrivati due, entrambi evitabili con maggiore attenzione e una migliore organizzazione collettiva.
Non è soltanto una questione di singoli. Quando la squadra perde equilibrio, le distanze tra i reparti si allungano e gli avversari trovano spazi che una formazione con queste ambizioni dovrebbe concedere molto meno.
Il momento più indicativo arriva dopo il vantaggio di Abonckelet. La Reggina avrebbe dovuto amministrare la gara con maturità, rallentare quando necessario e impedire al CastrumFavara di ritrovare fiducia. Non ci è riuscita.
Una squadra che punta a vincere il campionato deve saper portare a casa anche le partite nelle quali non gioca bene. È proprio questa capacità che, per il momento, manca di continuità.
Marchionni: nessun alibi, serviva di più
Nel dopopartita Marchionni ha riconosciuto le difficoltà della squadra, osservando come il CastrumFavara abbia mostrato maggiore determinazione in alcuni momenti.
Il tecnico ha ammesso che una formazione con le ambizioni della Reggina deve riuscire a conquistare il risultato anche nelle giornate meno brillanti. Non ha cercato giustificazioni nel calendario o nelle assenze.
Anche Alma, autore del primo pareggio, ha espresso amarezza, sottolineando che dopo il 2-1 la squadra avrebbe dovuto gestire meglio il vantaggio.
Sono valutazioni che individuano il problema. Adesso occorrerà trovare le soluzioni, perché gli stessi errori cominciano a ripetersi con una frequenza che merita attenzione.
Franco debutta, Girasole saluta? Bruno si avvicina
Una nota positiva arriva dal debutto in prima squadra di Ludovico Franco, attaccante classe 2009, inserito da Marchionni nel finale. Un passaggio significativo per il giovane amaranto, soprattutto in una giornata segnata dalle numerose assenze.
Fuori dal campo, intanto, il direttore sportivo Giancarlo Romairone ha chiarito la situazione di Domenico Girasole. Il difensore ha chiesto di lasciare la Reggina dopo aver ricevuto una proposta dalla Serie C. La società ha provato a trattenerlo, senza riuscire a modificarne la decisione.
La risoluzione contrattuale non risulta ancora ufficializzata. Per sostituirlo, Romairone ha confermato la trattativa con Luca Bruno, difensore classe 1996 proveniente dalla Nissa, che dovrebbe essere perfezionata nei prossimi giorni. Il dirigente ha inoltre indicato che, salvo questo avvicendamento, non sono previsti altri interventi sul mercato prima di dicembre.
La classifica sorride, il gioco ancora no
La Reggina è prima, insieme al Sambiase. Non è un dettaglio trascurabile e sarebbe sbagliato trasformare un pareggio in una bocciatura generale. La squadra dispone di qualità importanti e ha ancora tutte le possibilità di raggiungere il proprio obiettivo.
Ma la classifica non può diventare un argomento per ignorare ciò che accade sul campo. La discontinuità, le difficoltà nella costruzione e le disattenzioni difensive sono elementi sui quali Marchionni dovrà intervenire.
Domenica al Granillo arriverà il Ragusa. Sarà un’altra occasione per cercare una vittoria, ma soprattutto per dimostrare che qualcosa sta cambiando.
Le penombre della Reggina affiorano ancora una volta. Non cancellano le qualità della squadra, ma ne rendono meno convincente il cammino. Per vincere un campionato non basta avere gli uomini migliori: bisogna riuscire a essere squadra, con continuità, anche quando la partita si complica.


