Ritratti Amaranto | Filippo Toscano, il ragazzo del 2008 che corre già verso il futuro
È nato a Genova il 23 giugno 2008, è cresciuto nel vivaio rossoblù e a diciotto anni ha scelto Reggio Calabria per cominciare davvero il calcio dei grandi. Corsa, sinistro educato, personalità e una sorprendente confidenza con il gol. Ma dietro l’esplosione di Filippo Toscano c’è soprattutto una notizia che guarda oltre questa stagione: il suo cartellino appartiene interamente alla Reggina.
Ci sono giovani che arrivano in Serie D perché devono completare una distinta e giovani che, dopo poche settimane, costringono tutti a dimenticare l’anno scritto sulla carta d’identità. Filippo Toscano appartiene alla seconda categoria. Classe 2008, diciotto anni compiuti lo scorso giugno, è già diventato uno dei volti più riconoscibili della nuova Reggina di Marco Marchionni. E pensare che la sua storia amaranto è cominciata quasi in sordina.
Da Genova a Reggio, passando per una scuola importante
Toscano nasce a Genova il 23 giugno 2008 e cresce calcisticamente nel settore giovanile del Genoa. Attraversa due stagioni da titolare tra Under 17 e Under 18 e la stessa Reggina, nel presentarlo, gli attribuisce complessivamente 58 presenze, 5 reti e 2 assist, oltre a due apparizioni nella Viareggio Cup. Nel Genoa Under 17 allenato da Domenico Criscito trova anche il gol; l’anno successivo sale nell’Under 18 e continua a segnare. C’è anche una curiosità: nell’ultima Viareggio Cup Toscano indossa la maglia numero 3 del Genoa e nella stessa rosa c’è Stefano Specker, che pochi mesi più tardi ritroverà proprio a Reggio Calabria.
Quel “prestito” che prestito non era
Quando il 27 luglio la Reggina annuncia Toscano, il comunicato parla di acquisizione “a titolo temporaneo” dal Genoa. Per settimane viene quindi considerato un giovane in prestito. Successivamente emerge una realtà diversa. Luigi Saiocco, collaboratore di EpicSports Italy, chiarisce che Toscano è stato acquistato definitivamente dalla Reggina e racconta anche un retroscena: sul ragazzo c’erano diverse società, ma quando arrivò la chiamata amaranto gli consigliò di accettare perché considerava Reggio una piazza importante per compiere il salto nel calcio dei grandi. Poco dopo arriva anche la conferma di Giancarlo Romairone, che parla esplicitamente di Toscano come giocatore acquistato a titolo definitivo dal Genoa. Le informazioni contrattuali pubblicate dalla stampa indicano inoltre un accordo fino al 30 giugno 2028. È un particolare tutt’altro che secondario: Toscano non è soltanto l’Under che la Reggina utilizza oggi. È patrimonio della Reggina e può rappresentarne il futuro.
Marchionni gli cambia il presente
Nato calcisticamente come terzino sinistro, Toscano nella Reggina trova un contesto particolarmente adatto alle proprie caratteristiche. Nel sistema di Marchionni può occupare tutta la corsia: ha gamba, accompagna l’azione, attacca lo spazio e soprattutto possiede un sinistro capace di produrre qualcosa negli ultimi metri. Già nelle prime due gare ufficiali aveva messo insieme un gol e tre assist in 167 minuti, con due assist all’esordio in campionato e una rete più un altro assist in Coppa Italia. Poi sono arrivati i gol che lo hanno fatto conoscere davvero al Granillo: prima quello sul campo pesantissimo della Vigor Lamezia, quindi quello contro la Nuova Igea Virtus, quando si è fatto trovare nel posto giusto dopo la traversa di Magrassi e ha spezzato una partita rimasta bloccata per oltre un’ora. Due partite, due gol consecutivi. E dopo l’Igea è arrivato anche il riconoscimento della gente: la community amaranto lo ha scelto MVP della partita.
Un diciottenne che ascolta gli Over
Forse, però, la parte più interessante di Toscano viene fuori quando parla. Dopo il gol di Lamezia non ha costruito il racconto attorno a se stesso. Ha ammesso di non aspettarsi un impatto del genere e ha attribuito una parte importante della propria crescita ai compagni più esperti, raccontando di ascoltare i loro consigli ogni giorno. Ha parlato anche dei tifosi, considerandoli una componente fondamentale dei risultati della squadra. È un dettaglio piccolo, ma racconta molto di un ragazzo che si trova improvvisamente a giocare davanti a migliaia di persone dopo anni trascorsi nei campionati giovanili.
Quel sinistro che ha colpito anche Simonini
Al Granillo contro l’Igea c’era anche Fulvio Simonini. Parlando di Toscano, l’ex attaccante amaranto ha sottolineato soprattutto la qualità del suo piede sinistro, definendolo un ragazzo molto interessante, pur individuando nella fase difensiva l’aspetto sul quale deve ancora crescere. Ed è probabilmente questa la fotografia tecnica più corretta oggi. Toscano non è un giocatore finito, e sarebbe assurdo pretenderlo da un ragazzo nato nel 2008. Deve migliorare tempi, letture, marcature e gestione delle diverse fasi della partita. Ma possiede qualcosa che è molto più difficile insegnare: la naturalezza nell’attaccare, la corsa, un mancino pulito e soprattutto il coraggio di presentarsi negli ultimi metri.
Il presente e qualcosa di più
La Serie D impone l’utilizzo degli Under e spesso questo porta a considerarli semplicemente numeri necessari per rispettare un regolamento. Toscano sta facendo esattamente il contrario: Marchionni non deve trovare un posto a un 2008; deve trovare un posto a Toscano. La differenza è enorme. A diciotto anni è passato dal settore giovanile del Genoa al Granillo, dalla formazione alla pressione di una squadra costruita con un obiettivo preciso, e invece di nascondersi ha cominciato a correre. Corre sulla fascia. Arriva dentro l’area. Segna. Fa segnare. E soprattutto appartiene alla Reggina.
È forse questa la parte più bella del suo ritratto. Dietro il ragazzo che oggi fa alzare il Granillo dalla sedia non c’è un prestito da valorizzare per qualcun altro. C’è un giovane sul quale la Reggina ha deciso di investire. Il resto dovrà conquistarselo Filippo Toscano. Ma a diciotto anni, qualche volta, il futuro non ha bisogno di essere annunciato. Basta guardarlo correre sulla fascia sinistra.


