Vargas ritrova la Reggina: «Marchionni ha tre squadre, ma noi abbiamo le nostre armi»
Domenica al D’Ippolito Jorge Vargas affronterà per la prima volta da allenatore quella Reggina che ha rappresentato una parte importante della sua carriera. L’ex capitano non nasconde il legame con l’amaranto, elogia la squadra di Marchionni e lancia la sua giovanissima Vigor: rispetto sì, paura no.
Ci sono partite che cominciano molto prima del fischio dell’arbitro. Per Jorge Vargas, Vigor Lamezia-Reggina è una di queste. Domenica guarderà quella maglia dalla panchina opposta e sarà la prima volta da allenatore avversario. Non può essere una partita qualsiasi per chi a Reggio ha vissuto anni importanti, indossando anche la fascia di capitano. Vargas non lo nasconde, ma quando comincia a parlare della gara mette rapidamente da parte i ricordi. Perché oggi allena la Vigor Lamezia e dall’altra parte arriva una Reggina che, secondo lui, possiede tutto ciò che serve per dominare questo campionato.
«LA REGGINA È COSTRUITA PER VINCERE»
Il giudizio di Vargas sulla formazione di Marco Marchionni è netto. L’ex amaranto considera la Reggina costruita «per vincere il campionato a mani basse», sottolineandone la qualità in tutti i reparti e, soprattutto, l’organizzazione. Ed è proprio parlando dell’organizzazione societaria e tecnica che pronuncia una delle frasi destinate a fare più rumore: «Dopo anni di improvvisazione, è ciò che meritava la Reggina». Parole che inevitabilmente guardano anche indietro, pur senza nomi né accuse specifiche. Vargas vede oggi una società che, dal suo punto di vista, ha finalmente costruito una squadra con una direzione precisa.
«MARCHIONNI HA TRE SQUADRE»
Poi arriva la battuta che fotografa meglio di qualsiasi analisi ciò che pensa della rosa amaranto: «Marchionni ha tre squadre». Un’esagerazione voluta per raccontare la profondità dell’organico. La Reggina ha già dimostrato nelle prime giornate di poter cambiare interpreti senza smarrire identità e pericolosità, e Vargas sa che preparare la partita significa anche non poter concentrare l’attenzione su undici uomini soltanto. Ma riconoscere la forza dell’avversario non significa alzare bandiera bianca. Da calciatore, ricorda Vargas, non aveva paura di nessuno. E non vuole cominciare ad averne adesso che siede in panchina.
UNA VIGOR GIOVANISSIMA CHE NON VUOLE FARE LA COMPARSA
Se la Reggina ha esperienza e profondità, Vargas risponde con una Vigor costruita su presupposti completamente diversi. L’età media della formazione lametina è appena 20,7 anni. Una squadra giovanissima che, secondo il proprio allenatore, ha raccolto molto meno di quanto avrebbe meritato nelle prime tre giornate: i punti sono due, mentre Vargas ritiene che per quanto prodotto sul campo avrebbero potuto essere sei. C’è poi un dato di cui il tecnico va particolarmente orgoglioso: dall’inizio del ritiro la Vigor non avrebbe registrato infortuni. Nella rosa ci sono anche volti conosciuti dal pubblico reggino, come Provazza, Simonetta e Maimone, uomini che aggiungono un piccolo intreccio amaranto a una partita che di motivi ne possiede già parecchi.
QUEL CAMPO CHE PUÒ CAMBIARE LA PARTITA
Vargas non nasconde neppure quello che potrebbe diventare uno dei protagonisti involontari di domenica: il terreno del D’Ippolito. Lo definisce semplicemente «brutto». Un problema, paradossalmente, anche per la sua Vigor, costruita per cercare il gioco palla a terra. Ma proprio le condizioni del campo potrebbero sporcare la partita, ridurre le distanze tecniche e costringere entrambe le squadre ad abbandonare per alcuni momenti il calcio che preferiscono. Secondo Vargas, però, la Reggina possiede uomini e caratteristiche per adattarsi anche a questo genere di gara.
«NOI ABBIAMO LE NOSTRE ARMI»
Ed è qui che finisce il rispetto e comincia la partita. Vargas conosce la forza della Reggina, la dice apertamente, quasi la amplifica. Ma non vuole che la sua Vigor entri al D’Ippolito pensando di avere davanti qualcosa di intoccabile. «Noi abbiamo le nostre armi», avverte. Domenica pomeriggio saranno quelle a dover rispondere alle «tre squadre» che, secondo lui, Marchionni potrebbe permettersi di schierare.
Poi ci sarà inevitabilmente un momento particolare. Vargas uscirà dal tunnel, guarderà dall’altra parte e vedrà quei colori che conosce fin troppo bene. Sugli spalti troverà anche un settore ospiti esaurito, pieno di quella gente che un tempo applaudiva lui. Forse qualche ricordo passerà veloce, perché certi anni non si cancellano cambiando panchina. Ma durerà poco. Quando l’arbitro fischierà, Jorge Vargas sarà l’allenatore della Vigor Lamezia e la Reggina sarà semplicemente l’avversario da provare a fermare.
Foto: La C News24


