Reggina, Marchionni non cerca alibi: «La squadra c’è». Ma contro la Vibonese servono risposte
Il tecnico amaranto alla vigilia del derby del Granillo: fiducia nel gruppo, nessun allarme fisico e una difesa convinta di Jallow. Dopo due sconfitte consecutive, però, il campo deve tornare a parlare.
Marco Marchionni non appare preoccupato. Alla vigilia della sfida contro la Vibonese, l’allenatore della Reggina sceglie la strada della fiducia, senza nascondere gli errori che hanno caratterizzato le ultime due partite. Le sconfitte contro Trapani e Nuova Igea Virtus hanno interrotto bruscamente un avvio di stagione impeccabile, ma il tecnico è convinto che la squadra abbia qualità, condizione e strumenti per riprendere immediatamente il proprio cammino. Domenica, tuttavia, al Granillo non basteranno le rassicurazioni: servirà soprattutto una vittoria.
Nella conferenza stampa al Sant’Agata, Marchionni è tornato sull’incredibile eliminazione dalla Coppa Italia. Contro l’Igea, ha spiegato, la Reggina ha prodotto gioco e costruito numerose occasioni, soprattutto nel primo tempo, senza riuscire a concretizzare una superiorità evidente. La squadra ha rivisto le immagini della partita per comprendere gli errori commessi, compresi quelli che hanno consentito agli avversari di ribaltare il risultato nei minuti conclusivi. Nessun alibi legato alle dimensioni dei campi o alle caratteristiche degli avversari: la Reggina deve imparare a gestire meglio le partite, soprattutto quando riesce a portarle dalla propria parte.
Particolare attenzione è stata dedicata a Jallow, protagonista di occasioni clamorosamente fallite a Barcellona Pozzo di Gotto. Marchionni ha scelto di difendere l’attaccante, spiegando di non averlo rimproverato e di averne apprezzato comunque la prestazione. Anzi, il calciatore gli avrebbe confidato di sentirsi finalmente molto bene dal punto di vista fisico. Una notizia incoraggiante, anche se resta una considerazione inevitabile: da un reparto offensivo con le qualità di quello amaranto ci si aspetta una maggiore concretezza. Perché costruire occasioni è importante, ma trasformarle è ciò che decide le partite.
Sul piano fisico arrivano indicazioni rassicuranti. Rosario Girasole e Franchini sono disponibili, dopo aver accusato soltanto stanchezza nella gara di Coppa. Più prudente la gestione di Reis e Guida, reduci da problemi fisici e ancora bisognosi di ritrovare pienamente il ritmo partita. Marchionni ha inoltre escluso, almeno nelle proprie intenzioni, la necessità di ridurre l’organico dopo l’eliminazione dalla Coppa Italia. Vuole continuare a lavorare con tutti gli uomini a disposizione, mentre sulla situazione del portiere Lorenzo Piras ha preferito lasciare eventuali comunicazioni alla società.
Ma naturalmente è la Vibonese a occupare il centro dei pensieri. La formazione di Marra arriva al Granillo con appena due punti di ritardo e un reparto offensivo particolarmente pericoloso. Marchionni ne riconosce il valore, ma non intende rinunciare all’identità della propria squadra. La Reggina dovrà provare a imporre il gioco, ritrovando quella compattezza che aveva caratterizzato le prime cinque vittorie consecutive e che nelle ultime due uscite è improvvisamente venuta meno.
Resta, tuttavia, un aspetto sul quale sarà necessario riflettere. Quattro gol subiti in due partite, dopo cinque giornate senza concederne neppure uno, non possono essere considerati soltanto una coincidenza. Così come non può passare inosservata la difficoltà incontrata nel gestire i momenti decisivi delle gare. A Trapani la Reggina non è riuscita a reagire efficacemente alle difficoltà; contro l’Igea ha addirittura perso una partita che sembrava già vinta. Non è questione di mettere in discussione l’allenatore o il valore della rosa, ma di individuare rapidamente ciò che non ha funzionato.
Marchionni mostra serenità, difende i suoi calciatori e ribadisce la fiducia nel lavoro svolto. È l’atteggiamento di un allenatore che vuole proteggere il gruppo in un momento delicato. Ma la serenità, per diventare convincente, ha bisogno di risultati. Domenica il Granillo attende una Reggina diversa soprattutto nella capacità di essere concreta, attenta e determinata per tutti i novanta minuti.
La squadra, come sostiene Marchionni, c’è. Adesso deve dimostrarlo. Perché due sconfitte possono ancora essere considerate un incidente di percorso. Una terza, proprio nello scontro diretto con la Vibonese, rischierebbe di trasformare qualche legittima domanda in una preoccupazione ben più seria.


