REGGINA, LE VOCI DEL DOPOGARA: MARCHIONNI RITROVA LA SQUADRA, GIOVANNONE AMMETTE «FORSE È L’ANNO DEGLI AMARANTO»
Dopo il successo per 2-1 a Caltanissetta, il tecnico sottolinea la ritrovata mentalità. Lancini si assume la responsabilità dell’errore, Lagonigro esalta il gruppo e il presidente della Nissa riconosce la concretezza della capolista.
La vittoria della Reggina sul campo della Nissa non consegna soltanto tre punti e il primato solitario. Restituisce soprattutto la misura di una squadra che, dopo le difficoltà delle ultime due giornate, ha saputo ritrovare qualità, aggressività e capacità di soffrire. Le dichiarazioni del dopogara raccontano proprio questo: la soddisfazione degli amaranto per una risposta importante e l’amarezza degli avversari per un risultato che lascia rimpianti.
MARCHIONNI: «ABBIAMO RITROVATO LA TESTA»
Marco Marchionni considera il successo di Caltanissetta particolarmente significativo per il modo in cui è maturato. Il tecnico aveva chiesto una reazione dopo le prestazioni contro Trapani e Vibonese e, almeno per buona parte dell’incontro, ha ritrovato la squadra che voleva.
L’allenatore ha sottolineato la qualità dell’approccio iniziale, ma anche la determinazione con cui i suoi uomini hanno difeso il vantaggio nella ripresa. La Reggina, secondo Marchionni, ha mostrato di saper affrontare sia una partita costruita attraverso il gioco sia una gara più combattuta, nella quale diventa indispensabile mantenere concentrazione e spirito di sacrificio.
Nessuna intenzione, tuttavia, di nascondere gli errori. Il tecnico ha richiamato la necessità di evitare leggerezze che possono compromettere partite ben indirizzate, ricordando che riconoscerle è il primo passo per correggerle.
Un passaggio significativo è stato riservato ai fratelli Girasole. Marchionni ha espresso soddisfazione per le loro prestazioni, evidenziando quanto siano importanti le risposte positive dei calciatori meno utilizzati. Su Baldan, uscito per un problema fisico, ha parlato di un fastidio apparentemente non grave, rimandando comunque la valutazione allo staff medico.
LANCINI NON CERCA ALIBI
Tra i protagonisti delle dichiarazioni c’è anche Edoardo Lancini, il cui errore nel finale del primo tempo ha permesso ad Alagna di riaprire una partita che la Reggina sembrava controllare.
Il difensore non ha cercato giustificazioni, assumendosi la responsabilità dell’episodio e mettendo in evidenza la reazione collettiva. Ha giudicato il primo tempo tra i migliori della stagione, sottolineando come la squadra sia riuscita a mantenere lucidità e determinazione dopo aver subito il gol.
Lancini ha parlato anche del proprio temperamento, spiegando che una certa carica agonistica lo aiuta a mantenere alta l’adrenalina. Parole accompagnate dal senso di responsabilità verso i compagni più giovani e dal ringraziamento a Marchionni per la fiducia accordatagli con la fascia di capitano.
LAGONIGRO: LA FORZA DEL GRUPPO PRIMA DI TUTTO
Sulla stessa linea il portiere Lagonigro, che ha evidenziato le difficoltà di una trasferta contro un avversario capace di giocare e verticalizzare con qualità.
La differenza, secondo l’estremo difensore amaranto, è stata nella capacità di affrontare i duelli e di reagire ai momenti delicati senza perdere compattezza.
Lagonigro è tornato anche sul diverbio con un raccattapalle, porgendo le proprie scuse e riconoscendo che certi comportamenti non rispecchiano i valori nei quali si identifica.
Un pensiero, infine, per il nuovo arrivato Piras, con il quale ha dichiarato di avere un ottimo rapporto. La concorrenza tra portieri, ha spiegato, può rappresentare una risorsa per migliorare il lavoro quotidiano.
GIOVANNONE: «LA REGGINA PIÙ CINICA, NOI MERITAVAMO IL PAREGGIO»
Dall’altra parte, il presidente della Nissa Luca Giovannone ha affidato a Radio Febea un commento nel quale convivono delusione e riconoscimento del valore degli avversari.
Il dirigente siciliano ha sostenuto che la sua squadra avrebbe meritato almeno il pareggio, riconoscendo però la maggiore concretezza della Reggina. Ha inoltre richiamato le difficoltà affrontate dalla formazione nissena a causa dei numerosi infortuni, indicando in dodici il numero degli stop subiti.
Ma sono soprattutto le sue considerazioni sul campionato a richiamare l’attenzione. Giovannone ha parlato della possibilità che questa sia davvero la stagione degli amaranto, riconoscendo che l’attuale posizione in classifica rispecchia quanto la Reggina sta dimostrando.
Non è una resa sportiva, né una previsione che possa valere come sentenza. È tuttavia un riconoscimento significativo, proveniente dal presidente di una società che aveva attribuito alla sfida del Tomaselli un’importanza particolare nella corsa ai vertici.
UNA VITTORIA CHE CAMBIA IL CLIMA
Il dato più importante del pomeriggio di Caltanissetta non è soltanto il risultato. È la risposta arrivata dopo una settimana nella quale si erano moltiplicati interrogativi sul gioco, sulla condizione mentale e sulla capacità della Reggina di mantenere il passo delle prime giornate.
Marchionni ha ottenuto indicazioni incoraggianti, i calciatori hanno mostrato consapevolezza anche nel riconoscere i propri errori e perfino dalla parte avversaria è arrivata una valutazione importante sulla consistenza degli amaranto.
La classifica adesso vede la Reggina da sola a quota 19 punti. È un vantaggio da amministrare con intelligenza, senza dimenticare che il campionato è ancora lungo e che proprio la gara con la Nissa ha dimostrato quanto rapidamente possa cambiare l’andamento di una partita.
La Reggina torna da Caltanissetta con tre punti, qualche certezza ritrovata e una convinzione rafforzata: per restare davanti non basterà essere la squadra da battere. Bisognerà continuare a dimostrarlo, domenica dopo domenica.


