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RITRATTI AMARANTO | RICCARDO ROTULO, DA CALTANISSETTA A REGGIO CON QUALCOSA DA DIMOSTRARE

Fino a pochi mesi fa Riccardo Rotulo giocava con la maglia della Nissa. Oggi indossa quella della Reggina, con la quale vuole aggiungere un capitolo importante a una carriera trascorsa soprattutto sui campi della Serie D. Un cambiamento significativo, non soltanto per le ambizioni delle due società, ma per ciò che rappresenta giocare a Reggio Calabria, dove anche una partita di quarta serie viene vissuta con la passione e le aspettative di ben altre categorie.

Rotulo è nato ad Agrigento il 25 agosto 1999. Il suo percorso comincia nell’Akragas e prosegue lontano dalla Sicilia, tra Sanremese, Vado e Brindisi, prima di riportarlo nell’isola con Sancataldese, Licata e Nissa. Non è stata una carriera fatta di scorciatoie. Ha cambiato ambienti, allenatori, compagni e modi di giocare, costruendosi progressivamente una reputazione da centrocampista capace di accompagnare la manovra e rendersi pericoloso negli ultimi metri.

A Licata arrivano anche i gol, quattro nella prima stagione e nove nella seconda. Con la Nissa, nel 2024-2025, ne realizza dieci. L’anno successivo sono cinque, ai quali aggiunge otto assist. Numeri che attirano l’attenzione, soprattutto perché non appartengono a un attaccante di ruolo. Rotulo è un giocatore che cerca il pallone, prova a trovare spazio tra le linee e preferisce partecipare all’azione piuttosto che aspettare che siano gli altri a costruirla.

Il 28 luglio 2026 arriva l’annuncio della Reggina. Un trasferimento che gli permette di rimanere in un campionato che conosce bene, ma con prospettive differenti. Perché la maglia amaranto porta con sé una richiesta precisa: contribuire a riportare la squadra dove la sua storia e la sua tifoseria vorrebbero vederla.

L’inizio della nuova esperienza non è stato quello di un calciatore al quale viene consegnato automaticamente un posto da titolare. Marchionni ha a disposizione diverse soluzioni e Rotulo deve trovare il proprio spazio, adattarsi alle esigenze della squadra e dimostrare sul campo quanto può essere utile. È una condizione normale, soprattutto in un gruppo costruito per vincere, dove la concorrenza non concede privilegi.

La sua esperienza può diventare preziosa proprio nelle partite più complicate. Conosce gli avversari, le difficoltà delle trasferte siciliane, il modo in cui cambiano le gare quando gli spazi si riducono e ogni pallone viene conteso. Ma conoscere il campionato non significa aver già conquistato qualcosa. Alla Reggina bisogna confermarsi ogni domenica.

A ventisette anni Rotulo è in una fase della carriera nella quale esperienza e qualità possono finalmente trovare una dimensione importante. Ha già dimostrato di saper segnare e servire assist, ma adesso gli viene chiesto qualcosa in più: inserirsi in una squadra che ha obiettivi collettivi molto chiari, anche quando questo significa rinunciare a qualche iniziativa personale.

Il suo rapporto con Reggio è appena cominciato. Sarebbe prematuro trarre conclusioni o attribuirgli un ruolo che dovrà conquistare partita dopo partita. La storia di Rotulo, almeno per il momento, è quella di un calciatore che ha lavorato a lungo per arrivare a un’occasione come questa.

Adesso tocca a lui sfruttarla. Senza bisogno di grandi dichiarazioni, perché a Reggio Calabria, più che altrove, sono soprattutto le domeniche a raccontare chi sei.

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