Campionato

Il Trapani imbriglia la Reggina: a Capaci cade l’imbattibilità amaranto

Prima o poi doveva accadere. La Reggina perde la prima partita del suo campionato, interrompe la serie di cinque vittorie consecutive e, nello stesso pomeriggio, incassa anche il primo gol della stagione. A Capaci finisce 1-0 per il Trapani, con Lamine Jallow che decide la gara all’83’. Ma fermarsi al risultato racconterebbe soltanto una parte della partita.

Per la prima volta la squadra di Marchionni è sembrata meno sicura, meno fluida e soprattutto meno capace di imporre il proprio calcio. Non una Reggina disastrosa, perché le occasioni per segnare ci sono state, ma certamente una Reggina al di sotto di quanto aveva mostrato nelle prime cinque giornate. Dall’altra parte, poi, c’era un Trapani che ha dimostrato sul campo di valere molto più della posizione occupata in classifica.

La penalizzazione e le vicende che hanno accompagnato questo complicato avvio di stagione dei granata rischiavano di costruire un’immagine ingannevole dell’avversario. Marchionni lo aveva detto alla vigilia: il Trapani possiede giocatori di categoria. A Capaci si è visto. La squadra di Misiti è stata aggressiva, organizzata, capace di pressare la costruzione amaranto e soprattutto di aumentare intensità e pericolosità nella seconda parte della gara.

Una Reggina meno brillante, ma le occasioni ci sono state

Il primo tempo aveva già mostrato qualche difficoltà. Il Trapani parte forte e impedisce alla Reggina di sviluppare con continuità la manovra, soprattutto sulla corsia destra. Gli amaranto, però, non rimangono a guardare. Al 13′ Toscano costruisce una grande occasione per Fazio, che di testa manda alto da posizione favorevole. Più tardi è Abonckelet ad andare vicino al vantaggio con una conclusione che sfiora il palo, mentre Acquadro prova a dare ordine e personalità alla manovra.

La migliore opportunità del primo tempo è però del Trapani. Poco prima dell’intervallo Leveque trova una splendida conclusione a giro e Lagonigro compie un intervento straordinario, deviando il pallone sulla traversa. È il primo vero campanello d’allarme.

Nella ripresa Marchionni prova a cambiare qualcosa. La Reggina parte anche con una conclusione di Toscano e successivamente entrano Jallow, Rotulo e Alma. Ma progressivamente è il Trapani a dare la sensazione di avere qualcosa in più.

C’è anche un episodio sul quale i granata protestano, con Sasanelli che cade dopo l’uscita di Lagonigro e l’arbitro che lascia proseguire. Poi arriva una delle occasioni migliori della Reggina: Rotulo trova lo spazio per concludere, ma Simoni risponde con un intervento importante. La partita avrebbe potuto cambiare lì. Il Reggino

Nella ripresa il Trapani cresce

È soprattutto nell’ultima parte della gara che cambia l’equilibrio. La Reggina comincia ad allungarsi, perde le distanze tra i reparti e concede al Trapani spazi che nei primi cinque turni non aveva praticamente mai lasciato agli avversari.

Jallow manda prima incredibilmente fuori di testa da posizione favorevolissima. È un altro avvertimento che gli amaranto non riescono a raccogliere.

All’83’ il Trapani non perdona più: Napolitano costruisce, Jallow riceve e questa volta batte Lagonigro. 1-0. È il primo pallone che entra nella porta amaranto in questo campionato ed è anche quello che provoca la prima sconfitta.

La Reggina prova comunque a reagire. Nel finale conquista diversi calci d’angolo e Toscano ha ancora una possibilità di testa, ma la difesa granata riesce a respingere. Non basta.

Una sconfitta da leggere, non da drammatizzare

Il Trapani ha meritato la vittoria. Va detto senza cercare attenuanti. Nel secondo tempo è stato più convincente, più aggressivo e, nel momento decisivo, più lucido. Ha interpretato la partita come una squadra che non ha nulla a che vedere con l’ultimo posto che occupa formalmente in classifica.

Ma sarebbe altrettanto sbagliato trasformare questo 1-0 in una bocciatura della Reggina.

Gli amaranto hanno avuto le proprie occasioni e, con maggiore precisione, avrebbero potuto indirizzare diversamente la partita. Quello che è mancato rispetto alle prime cinque giornate è stato soprattutto il controllo: quella sensazione, vista finora quasi sempre, di avere la gara dentro le proprie mani.

A Capaci non è successo.

Per la prima volta la Reggina ha trovato un avversario capace di sporcarle realmente il gioco, impedirle di comandare con continuità e costringerla anche a difendersi. E quando nel finale la squadra ha provato a vincerla, ha finito per concedere quegli spazi che il Trapani ha saputo sfruttare. Anche ReggioTV individua proprio nell’eccessiva volontà di cercare la vittoria uno dei possibili rimpianti della partita.

Dopo cinque vittorie, quindici gol segnati e nessuno subito, arriva quindi il primo stop. Non cancella ciò che è stato costruito e non modifica improvvisamente il valore della squadra. Ma consegna a Marchionni materiale sul quale lavorare.

Perché un campionato non si vince soltanto nelle domeniche in cui tutto funziona. Si costruisce soprattutto nella capacità di capire perché, nella domenica in cui qualcosa non ha funzionato, l’avversario è stato migliore.

A Capaci è successo questo.

Il Trapani ha meritato. La Reggina ha perso. E ci può stare. Adesso… rialziamoci, più forti di prima.

Foto Calabria 7

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