Settecentonove volte Reggina: a Lamezia non parte una tifoseria, parte un pezzo di città
Sold out il settore ospiti del D’Ippolito in meno di 48 ore. Sono 709 i posti già esauriti, ma i reggini presenti saranno ancora di più. E forse, stavolta, il numero racconta molto meno di ciò che significa.
Ci sono numeri che servono per compilare una classifica e numeri che raccontano una storia. Settecentonove. Sono i posti del settore ospiti dello stadio Guido D’Ippolito messi a disposizione dei sostenitori della Reggina per la partita di domenica contro la Vigor Lamezia. Sono finiti. Tutti. In meno di quarantotto ore. E la presenza amaranto potrebbe essere ancora superiore, perché alcuni tifosi hanno acquistato il biglietto negli altri settori dello stadio. Potremmo fermarci qui e chiamarlo sold out. Ma sarebbe raccontare soltanto i biglietti.
NON È UNA TRASFERTA, È UN’ABITUDINE DEL CUORE
Reggio Calabria domenica percorrerà ancora una volta quella strada. Qualcuno partirà presto, qualcuno salirà in macchina con una sciarpa buttata sul sedile, qualcun altro ritroverà gli amici al solito posto, quelli con cui ha attraversato stagioni bellissime e stagioni che sarebbe stato meglio dimenticare. Ci saranno padri e figli, ragazzi che della grande Reggina hanno soltanto sentito parlare e uomini che ricordano ancora quando la domenica significava affrontare le grandi del calcio italiano. Eppure partiranno insieme. Per una partita di Serie D. Forse è proprio questo il punto: amare una squadra quando tutto splende è facile; più difficile è continuare a riconoscerla quando cambiano i nomi, le categorie, le proprietà, gli allenatori, persino gli orizzonti. La maglia, invece, rimane. E dietro quella maglia continua a camminare la stessa gente.
HANNO PROVATO A CAMBIARE TUTTO, TRANNE LORO
La storia recente della Reggina non ha risparmiato quasi nulla ai suoi tifosi. Cadute, ripartenze, speranze, illusioni. Presidenti arrivati e presidenti andati. Campionati che sembravano troppo piccoli per una città che ricordava altri palcoscenici. Eppure ogni volta che qualcuno ha chiesto «Ci sarete?», la risposta è arrivata prima ancora della domanda. Sì, ci saremo. Non perché sia sempre andato tutto bene. Al contrario. Ci saremo proprio perché abbiamo visto andare tutto male e siamo ancora qui. È questa la differenza tra il pubblico di una squadra e il popolo di una maglia.
709 NON È IL NUMERO ESATTO
Perché dentro quei 709 biglietti ce ne sono molti altri invisibili. C’è quello di chi domenica non potrà partire ma cercherà immediatamente il risultato sul telefono; quello di chi vive lontano da Reggio e quando vede una maglia amaranto, per qualche secondo, torna a casa; quello di chi ha portato per la prima volta un figlio al Granillo. C’è persino il biglietto di chi aveva giurato «Basta, non ci vado più» e poi è tornato. Perché con certe squadre si può litigare. Lasciarle è un’altra cosa.
DOMENICA IL D’IPPOLITO AVRÀ UN RUMORE DIVERSO
La partita comincerà alle 15:00 di domenica 20 settembre. In campo ci saranno undici uomini in amaranto. Dietro di loro ce ne saranno centinaia. E quando le squadre entreranno sul terreno di gioco, per qualche istante la categoria non conterà più. Non conteranno i chilometri e non conterà quello che è accaduto negli anni precedenti. Ci saranno soltanto due colori e una voce che proverà a riempire un pezzo di stadio. La Reggina dovrà ancora conquistarsi tutto: non bastano tre vittorie, non bastano i gol, non basta essere partiti bene. Il campionato è appena cominciato e la strada è lunga. Ma una cosa questa squadra sa già di averla: non dovrà percorrerla da sola.
Perché domenica a Lamezia non saranno semplicemente 709 tifosi ad aspettare che rotoli un pallone. Saranno 709 storie, 709 domeniche, 709 modi diversi di pronunciare lo stesso nome. E quando quel settore comincerà a cantare capiremo ancora una volta che ci sono squadre che appartengono a una società e poi ci sono squadre che appartengono alla loro gente. La Reggina, da queste parti, appartiene ancora alla sua gente. Come sempre, da sempre, per sempre.


