ACCADDE OGGI | 8 OTTOBRE: dalla gloria del derby alle macerie della rinascita. Tre vittorie, tre Reggine, una sola storia
Tre partite, tre vittorie, tre stagioni diverse. L’8 ottobre racconta forse meglio di tante altre date quanto possa essere imprevedibile il destino di una squadra di calcio. Per la Reggina è il giorno di un derby dominato, di una ripartenza dolorosa e di un successo in Coppa Italia. Tre fotografie amaranto, separate dagli anni e dalle categorie, ma soprattutto dalle vicende che hanno cambiato il volto di una società e le speranze di un’intera tifoseria.
8 ottobre 2022 – Reggina-Cosenza 3-0: il Granillo sogna la Serie A. Sono 15.417 gli spettatori che riempiono gli spalti per il derby calabrese. La Reggina di Filippo Inzaghi è una squadra brillante, ambiziosa, capace di entusiasmare. Bastano nove minuti a Rigoberto Rivas per sbloccare il risultato. Nella ripresa sale in cattedra Jérémy Ménez, che firma il raddoppio con una conclusione delle sue, prima che Niccolò Pierozzi completi il trionfo. Il Cosenza non trova risposte e il 3-0 diventa la fotografia di una superiorità evidente. Gli amaranto salgono a 18 punti, condividendo con il Bari il primato della Serie B. Il Granillo applaude, canta, immagina un futuro che sembra finalmente tornato alla sua portata. Nessuno, in quel pomeriggio di festa, può immaginare quanto rapidamente quel sogno si sarebbe spezzato.
8 ottobre 2023 – LFA Reggio Calabria-Licata 2-0: il calcio ricomincia dalle ferite. Sono trascorsi appena 365 giorni, ma sembra passato un secolo. La Serie B è scomparsa, la società è stata esclusa dal calcio professionistico e il popolo amaranto deve fare i conti con una nuova realtà, una nuova denominazione e la Serie D. Al Granillo arrivano 4.019 spettatori. Non sono i quindicimila del derby, ma rappresentano qualcosa di altrettanto importante: la volontà di non abbandonare la propria storia. La squadra di Bruno Trocini supera il Licata grazie a un rigore di Nino Barillà e al raddoppio di Niccolò Marras nella ripresa. È la prima vittoria casalinga della nuova formazione. Barillà, figlio calcistico di quella terra e capitano di una squadra chiamata a ricominciare, diventa il simbolo di una continuità che le vicende societarie non sono riuscite a cancellare. Un successo che non restituisce quanto perduto, ma almeno permette di tornare a guardare avanti.
8 ottobre 2025 – Sambiase-Reggina 0-1: un altro passo in Coppa Italia. Due anni dopo, la Reggina di Bruno Trocini supera il Sambiase nei trentaduesimi della Coppa Italia di Serie D. Al D’Ippolito di Lamezia Terme basta un’autorete di Pantano, provocata da una conclusione di Zenuni sul finire del primo tempo. Non è una prestazione memorabile: il Sambiase combatte, gli amaranto soffrono e nella ripresa devono anche affrontare l’inferiorità numerica per l’espulsione di Fomete. Ma il risultato resiste fino al termine e vale il passaggio del turno. Una vittoria meno spettacolare delle precedenti, eppure parte dello stesso percorso di una Reggina ancora impegnata a ritrovare la strada verso categorie più consone alla propria storia.
Tre vittorie, ma soprattutto una lezione che il calcio continua a impartire. L’8 ottobre 2022 la Reggina guardava dall’alto la classifica di Serie B e accarezzava la possibilità di tornare tra le grandi. L’8 ottobre 2023 cercava di riconoscersi in una squadra nata dalle conseguenze di un fallimento sportivo e societario. L’8 ottobre 2025 inseguiva un obiettivo di Coppa Italia, ancora dentro il calcio dilettantistico.
Il calendario ha conservato la stessa data, ma ha cambiato tutto il resto: avversari, protagonisti, ambizioni, categorie. Non ha cambiato, però, il sentimento di una città per i suoi colori.
Forse è proprio questo che rende speciale la memoria amaranto: ricordare non soltanto le vittorie, ma anche ciò che è accaduto tra una vittoria e l’altra. Perché il 3-0 al Cosenza rimane una pagina splendida, ma il coraggio di tornare al Granillo, un anno dopo, racconta un’altra forma di appartenenza.
E se il calcio misura le stagioni attraverso classifiche e risultati, la storia di una squadra si misura anche dalla capacità della sua gente di esserci ancora, quando il sogno si interrompe e bisogna trovare la forza di ricominciare.


