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Ritratti Amaranto | Antonio Lagonigro, la porta di casa

La porta del Granillo per Antonio Lagonigro non misura soltanto sette metri e trentadue. Dentro quei pali c’è molto di più: Reggio Calabria, la città nella quale è nato, il settore giovanile che lo ha cresciuto, una maglia lasciata e poi ritrovata, qualche errore che ha fatto rumore e parate che, poco alla volta, hanno trasformato quel rumore in applausi. Ha appena vent’anni, e questo è probabilmente il primo dato da ricordare quando lo si giudica. Oggi difende la porta della Reggina da titolare e porta sulle spalle una responsabilità che, soprattutto a Reggio, pesa molto più di quanto dica l’anagrafe.

Dalle giovanili al ritorno a casa

Nato il 18 aprile 2006, Lagonigro cresce calcisticamente nel settore giovanile amaranto. Nella stagione 2022-23 colleziona 30 presenze con la Primavera 2 della Reggina, poi le vicende societarie cambiano anche il suo percorso. Passa al Frosinone, dove si confronta con il calcio giovanile di livello nazionale, quindi alla Pistoiese per cominciare a respirare quello dei grandi. Il 22 novembre 2024 la strada torna però al punto di partenza: la Reggina lo riporta a casa con un contratto biennale. Non gli viene regalata la porta, deve conquistarsela.

La stagione 2024-25 è quella della vera crescita. Lagonigro mette insieme 20 presenze in Serie D e conosce anche il lato più difficile del mestiere: le critiche. Qualche incertezza c’è, sarebbe sbagliato nasconderla, ma proprio attraverso gli errori comincia la sua maturazione. Tra i pali mostra reattività, buoni riflessi e coraggio nell’accorciare sull’avversario; lui stesso ha indicato nell’uscita bassa uno dei propri punti di forza, frutto del lavoro cominciato già nel settore giovanile.

La finale playoff che cambia qualcosa

Il 18 maggio 2025 arriva probabilmente il primo momento davvero importante della sua storia amaranto. Reggina-Scafatese, finale playoff: partita durissima, decisa soltanto al 117’ dal gol di Renelus. Prima, però, Lagonigro contribuisce a tenere in piedi la squadra nei momenti più complicati. Alla fine il Granillo esplode e la Curva grida il suo nome. Per un ragazzo nato a Reggio e cresciuto nella Reggina non può essere una serata qualsiasi. È forse proprio lì che smette di essere semplicemente “il giovane portiere” e comincia a diventare il portiere della Reggina.

Nella stagione successiva arriva la continuità: 31 presenze in campionato, tanti minuti e soprattutto tante situazioni vissute. Per un estremo difensore l’esperienza è fondamentale: cambia il modo di leggere un cross, di comandare la difesa, di scegliere se uscire o restare tra i pali. La società vede la crescita e il 29 luglio 2026 gli rinnova il contratto fino al 30 giugno 2028. Un segnale preciso: Lagonigro non è più una soluzione legata alla regola degli under, ma un elemento sul quale costruire.

Cinque porte chiuse e poi Trapani

L’attuale stagione comincia quasi perfettamente. La Reggina vince le prime cinque gare contro Licata, Modica, Avola, Vigor Lamezia e Nuova Igea Virtus senza subire una rete. Cinque partite, cinque clean sheet. Merito naturalmente dell’intera fase difensiva, ma anche di un portiere che appare più sicuro e soprattutto capace di rimanere concentrato quando per lunghi tratti viene chiamato poco in causa.

Poi arriva Trapani e, paradossalmente, proprio nella prima sconfitta Lagonigro offre una delle prove più convincenti. Nel finale del primo tempo vola sul destro a giro di Leveque, deviando sulla traversa un pallone destinato verso la porta; nella ripresa salva ancora su Frasson. Solo nel finale Jallow riesce a batterlo per l’1-0 definitivo. Finisce l’imbattibilità, ma Lagonigro esce dalla partita con una conferma in più: quando la Reggina soffre, sa essere determinante.

Un portiere ancora da costruire

A vent’anni sarebbe sbagliato considerarlo un prodotto finito. Deve migliorare nella gestione dell’area, nel comando della linea difensiva e nella continuità delle letture. Ma rispetto al ragazzo tornato a Reggio nel novembre 2024 la crescita è evidente. È più deciso nelle uscite, più presente dentro la partita e sembra soprattutto meno condizionato dalla paura dell’errore. Riflessi ed esplosività sono qualità naturali; esperienza e personalità devono invece essere costruite domenica dopo domenica.

I numeri raccontano quanto velocemente sia cambiato il suo ruolo: 20 presenze amaranto nel 2024-25, 31 nella stagione successiva e altre sei nelle prime sei giornate dell’attuale campionato. Cinquantasette presenze con la Reggina in Serie D a soli vent’anni. Non è più il ragazzo che gioca perché serve un under: è un portiere giovane che gioca perché la Reggina ha scelto lui.

La sua carriera è ancora quasi tutta da scrivere e sarebbe inutile provare oggi a stabilire dove potrà arrivare. Ma una cosa è già cambiata. La porta che da bambino guardava vestendo i colori del settore giovanile adesso è la sua. E quando Lagonigro si sistema i guanti sotto la Curva del Granillo, non difende soltanto due pali. Difende la porta di casa.

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